Le alluvioni in Cina costituiscono uno dei principali rischi naturali del paese e hanno avuto un ruolo importante nella storia della Cina, nello sviluppo delle opere idrauliche e nella distribuzione degli insediamenti. Le pianure attraversate dal Fiume Giallo, dal Fiume Azzurro e dallo Huai He sono state storicamente le regioni più esposte a inondazioni catastrofiche, ma importanti fenomeni alluvionali interessano anche i bacini del Fiume delle Perle, dello Hai He, del Songhua e numerosi corsi d'acqua minori.

La frequenza e la gravità delle alluvioni derivano dall'interazione tra il monsone dell'Asia orientale, i cicloni tropicali, la complessa orografia, la grande estensione delle pianure alluvionali e l'elevata concentrazione di popolazione e infrastrutture lungo i principali fiumi. Nelle aree urbane l'impermeabilizzazione del suolo e la rapida espansione delle superfici costruite possono inoltre aumentare il rischio di allagamenti pluviali.

La Cina ha subito alcune delle più gravi catastrofi alluvionali documentate nella storia, tra cui le alluvioni della Cina del 1931, l'alluvione del Fiume Giallo del 1938, il collasso della diga di Banqiao nel 1975 e le alluvioni della Cina del 1998. Il numero delle vittime attribuito agli eventi più antichi è spesso incerto e varia considerevolmente tra le fonti a causa delle difficoltà nel distinguere i decessi direttamente provocati dalle acque da quelli successivi dovuti a carestie ed epidemie.

Cause e distribuzione La maggior parte delle grandi alluvioni della Cina orientale si verifica durante la stagione calda. Tra la tarda primavera e l'estate, il monsone dell'Asia orientale trasporta grandi quantità di umidità verso il continente e determina la formazione di estese fasce di precipitazione. Nel bacino medio e inferiore dello Yangtze un ruolo particolare è svolto dal fronte del Meiyu, che può rimanere quasi stazionario per giorni o settimane e produrre precipitazioni persistenti.

Nel corso dell'estate la fascia delle piogge tende a spostarsi verso la Cina settentrionale e nord-orientale. La sua posizione varia però notevolmente di anno in anno e periodi di precipitazioni eccezionalmente abbondanti possono interessare i bacini dello Hai He, del Fiume Giallo e del Songhua.

La Cina meridionale e sud-orientale è inoltre frequentemente interessata dai tifoni del Pacifico nord-occidentale e del Mar Cinese Meridionale. I cicloni tropicali possono provocare precipitazioni torrenziali anche molto lontano dalla costa e interagire con sistemi frontali o rilievi montuosi, producendo alluvioni e colate detritiche.

Nelle zone montuose, soprattutto nella Cina centrale, occidentale e sud-occidentale, piogge intense concentrate in piccoli bacini possono determinare piene improvvise, frane e colate di fango. Tali fenomeni possono avere effetti particolarmente distruttivi a causa della rapidità con cui si sviluppano.

Urbanizzazione La rapida crescita delle città cinesi durante gli ultimi decenni ha aumentato l'esposizione alle alluvioni urbane. Strade, edifici e altre superfici impermeabili riducono l'infiltrazione delle precipitazioni e aumentano la velocità con la quale l'acqua raggiunge le reti di drenaggio.

L'espansione urbana ha inoltre interessato numerose pianure alluvionali. Tra il 1985 e il 2018 Cina e Stati Uniti hanno rappresentato insieme oltre metà dell'aumento mondiale delle superfici urbane localizzate in aree potenzialmente allagabili, con una crescita particolarmente rapida nei bacini della Cina orientale e sud-orientale.

Il Fiume Giallo

Il Fiume Giallo è storicamente associato alle più frequenti variazioni di corso e rotture degli argini della Cina settentrionale. Il fenomeno è strettamente collegato all'enorme quantità di sedimenti trasportata dal fiume dalle regioni di loess del suo medio corso.

Prima della realizzazione delle grandi opere moderne di regolazione, parte dei sedimenti si depositava nel basso corso facendo progressivamente innalzare il letto del fiume rispetto alla pianura circostante. La costruzione e il continuo innalzamento degli argini produssero in diversi tratti un cosiddetto fiume sospeso, il cui alveo si trova vari metri sopra il livello dei terreni circostanti.

Le ricostruzioni storiche indicano che tra il 602 a.C. e la metà del XX secolo il Fiume Giallo ruppe gli argini più di volte e subì circa 26 grandi avulsioni, modificando ripetutamente il proprio percorso attraverso la pianura della Cina settentrionale.

Tra il 1128 e il 1855 il fiume scorse prevalentemente a sud della penisola dello Shandong, utilizzando in parte il sistema dello Huai He e sfociando nel Mar Giallo. Nel 1855 una grande rottura degli argini presso Tongwaxiang, nello Henan, determinò una nuova avulsione verso nord-est; il Fiume Giallo raggiunse quindi il Bohai, configurazione che, con successive modificazioni locali, corrisponde al suo corso moderno.

A partire dalla seconda metà del XX secolo la costruzione di dighe, la conservazione del suolo e i programmi di rivegetazione dell'altopiano del Loess hanno profondamente modificato il regime sedimentario. Il trasporto di sedimenti del Fiume Giallo si è ridotto di circa il 90% rispetto ai livelli precedenti agli anni ottanta, diminuendo alcuni dei fattori storicamente associati all'innalzamento dell'alveo e alle rotture degli argini.

Storia Antichità Le alluvioni occupano un posto importante nelle più antiche tradizioni cinesi. Il mito della Grande alluvione di Gun-Yu narra di una catastrofe che avrebbe colpito il paese durante il regno del leggendario Yao e delle opere realizzate da Yu il Grande per controllare le acque.

Secondo la tradizione, Gun avrebbe tentato senza successo di contenere le acque costruendo argini, mentre Yu avrebbe adottato un sistema basato sulla canalizzazione e sul drenaggio. Il racconto divenne uno dei miti fondativi della dinastia Xia e dell'ideale cinese del sovrano capace di governare contemporaneamente la società e il paesaggio idraulico.

Non è tuttavia possibile identificare direttamente il racconto tradizionale con un singolo evento storico documentato. Studi geologici e archeologici hanno individuato tracce di grandi piene preistoriche in diversi bacini della Cina, ma il loro rapporto con la narrazione di Yu rimane discusso.

Già durante le prime dinastie storiche la gestione dei corsi d'acqua costituì una delle principali funzioni delle amministrazioni statali. Argini, canali e bacini vennero progressivamente costruiti per proteggere gli insediamenti e favorire l'irrigazione.

Periodo imperiale Le cronache imperiali riportano migliaia di episodi di piena e rottura degli argini. Il Fiume Giallo costituì una preoccupazione particolarmente grave a causa della sedimentazione del basso corso e delle frequenti modificazioni dell'alveo.

Nel corso delle dinastie Han, Tang, Song, Jin, Yuan, Ming e Qing vennero sperimentate strategie differenti per la regolazione del fiume, comprese la costruzione di grandi argini, la creazione di canali di sfogo e la concentrazione della corrente in un alveo più ristretto allo scopo di favorire l'asportazione dei sedimenti.

Le controversie tra sostenitori di un alveo più ampio, nel quale lasciare depositare parte dei sedimenti, e sostenitori di un canale ristretto e più veloce caratterizzarono per secoli la gestione del Fiume Giallo.

Alluvione di Kaifeng del 1642 Una delle maggiori catastrofi del periodo Ming interessò Kaifeng nel 1642, durante la guerra civile che precedette la caduta della dinastia.

Le fonti storiche indicano che gli argini del Fiume Giallo furono deliberatamente aperti durante l'assedio della città. L'acqua penetrò all'interno delle mura provocando una catastrofe alla quale le cronache attribuiscono circa vittime.

Indagini geoarcheologiche moderne hanno identificato a Kaifeng depositi alluvionali riconducibili all'evento e hanno mostrato che le mura, dopo essere state parzialmente violate, contribuirono probabilmente a trattenere l'acqua e i sedimenti all'interno della città, amplificando gli effetti dell'inondazione.

XIX secolo Il XIX secolo fu caratterizzato da numerose grandi piene del Fiume Giallo. Nel 1841 una rottura degli argini presso Kaifeng provocò una vasta inondazione nello Henan; i lavori per richiudere la breccia richiesero diversi mesi.

La grande avulsione del 1855 modificò radicalmente il corso inferiore del Fiume Giallo, che abbandonò il percorso attraverso la regione dello Huai e tornò a sfociare nel Bohai.

Nel 1887 una nuova rottura degli argini nello Henan produsse una delle più gravi alluvioni della tarda età imperiale. Le stime delle vittime sono incerte, ma l'evento provocò distruzioni estese nella pianura del Fiume Giallo.

Repubblica di Cina Alluvioni del 1931

Nel 1931 vaste aree dei bacini dello Yangtze, dello Huai He e del Fiume Giallo furono interessate da una successione eccezionale di piene. L'evento fu favorito da una combinazione di abbondanti nevicate invernali, disgelo, precipitazioni primaverili ed eccezionali piogge estive.

Lo Yangtze e numerosi suoi tributari superarono gli argini e vaste zone della Cina centrale furono sommerse. Wuhan rimase in parte allagata per diversi mesi, mentre importanti inondazioni interessarono anche Nanchino, Gaoyou e numerose comunità rurali.

Il numero complessivo delle vittime è incerto. Le stime contemporanee e successive variano da alcune centinaia di migliaia a circa due milioni o più, a seconda che vengano inclusi soltanto gli annegamenti o anche i decessi dovuti alle successive epidemie e carestie. Una recente ricostruzione idrologica ha stimato circa morti nel solo medio e basso corso dello Yangtze, sottolineando che l'enorme costo umano del 1931 fu amplificato dalla vulnerabilità sociale e sanitaria dell'epoca.

Alluvione del Fiume Giallo del 1938

Il 9 giugno 1938, durante la seconda guerra sino-giapponese, le forze nazionaliste cinesi aprirono deliberatamente gli argini del Fiume Giallo presso Huayuankou, vicino a Zhengzhou, nel tentativo di rallentare l'avanzata dell'esercito giapponese.

L'acqua invase vaste aree di Henan, Anhui e Jiangsu e modificò temporaneamente il corso del fiume. Milioni di persone furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Le stime delle vittime dirette e indirette differiscono ampiamente; studi storici hanno proposto valori nell'ordine di diverse centinaia di migliaia.

Il Fiume Giallo non fu riportato nel precedente alveo settentrionale fino al 1947.

Repubblica Popolare Cinese Dopo il 1949 furono realizzati su scala molto maggiore argini, bacini di laminazione, dighe e opere di regolazione. Questi interventi hanno ridotto drasticamente la mortalità relativa associata alle piene, ma non hanno eliminato il rischio alluvionale.

Alluvione dello Yangtze del 1954 Nel 1954 piogge eccezionali provocarono una delle maggiori piene moderne dello Yangtze. La regione di Wuhan e vaste aree del medio corso vennero sommerse e milioni di persone furono colpite.

Le statistiche ufficiali cinesi successive attribuiscono all'insieme delle alluvioni del 1954 più di morti, mentre le stime riferite esclusivamente alla grande piena dello Yangtze sono inferiori e dipendono dal criterio utilizzato.

Alluvione del Fiume Giallo del 1958 Nel luglio 1958 il basso corso del Fiume Giallo fu interessato da una delle maggiori piene del XX secolo. Oltre villaggi della pianura alluvionale vennero sommersi e più di persone furono interessate dall'evento.

La piena rappresentò una delle principali prove per il sistema moderno di argini e opere di contenimento del fiume.

Disastro di Banqiao del 1975

Nell'agosto 1975 precipitazioni eccezionali associate al tifone Nina colpirono lo Henan. In cinque giorni caddero localmente più di di pioggia.

La diga di Banqiao, quella di Shimantan e decine di altri bacini cedettero per tracimazione. La conseguente onda di piena sommerse circa km².