Biografia Nato a Vignola con il nome di Alberto Umberto, Costanzini, una volta conclusi gli studi liceali, venne chiamato alle armi nel 1916 per combattere nella prima guerra mondiale. Dopo avere frequentato il corso per allievi ufficiali all'Scuola militare di Modena, il 12 ottobre dello stesso anno venne nominato aspirante ufficiale e assegnato al 2º Reggimento alpini, nel quale prestò servizio venendo promosso sottotenente il 15 febbraio 1917 e rimanendovi fino all'Armistizio di Villa Giusti; successivamente prestò servizio presso il deposito del reggimento a Cuneo, congedandosi nel marzo 1920 con il grado di tenente.

Iscritto all'Università di Bologna già durante il servizio militare presso la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, il 24 ottobre 1919 si trasferì alla Scuola di applicazione per ingegneri e architetti, ateneo dove si laureò il 27 dicembre 1924 in ingegneria con Attilio Muggia, formazione che gli permise di lavorare sia in ambito ingegneristico sia architettonico, con una specializzazione nell'impiego del calcestruzzo armato.

Nel 1925 venne nominato da Leandro Arpinati ingegnere capo dell'Ufficio tecnico della Casa del Fascio di Bologna, posizione che gli permise di avere un ruolo centrale nella progettazione e nella realizzazione del nuovo complesso polisportivo del Littoriale, dove si occupò in particolare delle strutture in cemento armato, oltre che della direzione dei lavori. Questa esperienza fu il maggiore successo professionale della prima parte della carriera di Costanzini, contribuendo alla sua specializzazione nella progettazione di strutture per lo sport.

In questo contesto, tra la fine degli anni Venti e l'inizio del decennio successivo, si occupò del campo polisportivo dell'ippodromo di Ravenna; nel 1928 realizzò inoltre una caserma per la scuola di volo a vela di Pavullo nel Frignano e una tettoia per il caffè Modernissimo di palazzo Ronzani a Bologna, mentre nel 1929 furono suoi i progetti delle case del Balilla di Pavullo e Castelvetro di Modena.

Nello stesso periodo partecipò alla realizzazione dell'ippodromo dell'Arcoveggio di Bologna in collaborazione con Ulisse Bandiera e Armando Villa: un primo disegno di Costanzini relativo all'opera risale al 1929 e l'inaugurazione avvenne nel 1932. Alla realizzazione collaborarono inoltre Paolo Vietti Violi, per la progettazione architettonica della tribuna, e Luciano Petrucci nella direzione dei lavori, mentre anche le scuderie furono frutto di un progetto di Costanzini.

A partire dal 1929 Costanzini tornò inoltre a risiedere stabilmente a Vignola, realizzando nella sua città natale la sede della Cassa di Risparmio, il mercato ortofrutticolo - entrambe opere risalenti al 1930, con il mercato segnalato come una delle opere più significative dell'ingegnere - e il campo sportivo del comune.

La collaborazione e il rapporto personale con Arpinati, che avevano favorito l'affermazione professionale di Costanzini durante gli anni Venti, costituirono successivamente un limite alla sua carriera: la caduta politica del gerarca determinò infatti una diminuzione delle opportunità professionali anche per i tecnici a lui maggiormente legati, tra i quali Costanzini e Giulio Ulisse Arata; a ogni modo Costanzini non smise di esercitare la professione e nel 1933 realizzò un ponte sul fiume Amato nell'ambito della bonifica di Sant'Eufemia.

Durante gli anni Trenta Costanzini fu anche impegnato nella progettazione dello stadio comunale di Modena; per la realizzazione dell'edificio fu bandito un concorso nel 1934, vinto da Pier Luigi Nervi, che però, a causa dell'eccessivo costo di realizzazione, decise di abbandonare il progetto. A seguito dell'abbandono di Nervi, l'opera venne affidata a Costanzini con Claudio Silvestri; il progetto definitivo fu terminato nel 1936, con il completamento dell'edificio nel 1938 e di un secondo fabbricato destinato ai servizi nel 1942.

Al di fuori dell'ambiente professionale Costanzini mantenne rapporti con l'Associazione Nazionale Alpini e con l'ambiente militare. Il 1º marzo 1935 venne promosso capitano con anzianità e, a seguito dell'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, venne richiamato alle armi, prestando servizio con il grado di capitano degli alpini e venendo, pochi mesi dopo, promosso maggiore; successivamente venne rinviato in congedo e fece ritorno a Vignola, dove ricoprì per cinque anni la presidenza della locale Cassa di Risparmio.

Nel secondo dopoguerra, su invito del figlio Galeazzo, che ne aveva seguito le orme professionali esercitando anch'egli la professione di ingegnere, si trasferì nuovamente a Bologna, dove morì nel 1968.

Il Littoriale

L'opera maggiormente legata all'attività di Costanzini fu il complesso polisportivo del Littoriale di Bologna, promosso da Arpinati a metà degli anni Venti, edificio che rispondeva sia alla crescente domanda di strutture sportive in Italia sia alla volontà dell'ambiente fascista bolognese di utilizzare l'opera per dimostrare le capacità costruttive e innovative del regime.

In qualità di ingegnere capo dell'Ufficio tecnico della Casa del Fascio, Costanzini sviluppò un progetto preliminare che comprendeva, oltre allo stadio, una piscina coperta e un'altra scoperta, quattro campi da tennis, un istituto di educazione fisica e una palestra. Dal punto di vista progettuale Costanzini fu coadiuvato dall'ingegnere Luciano Petrucci, mentre un ruolo determinante nella definizione architettonica dello stabile fu svolto da Giulio Ulisse Arata. Dal punto di vista della divisione del lavoro, Costanzini si occupò in buona parte della progettazione strutturale, Arata della definizione architettonica e Arpinati tenne per sé il ruolo di supervisore dell'opera.

Il progetto che ne scaturì concepiva la struttura come un grande anfiteatro ellittico; il complesso, realizzato in mattoni a vista, era costituito da un portico e da un piano superiore scandito da grandi aperture ad arco. Il progetto richiamava apertamente l'architettura romana, con riferimenti espliciti al Colosseo e alle Terme di Caracalla, mentre il ricorso al portico contribuiva a inserire l'edificio nella tradizione architettonica bolognese.

Lo stadio venne inaugurato il 31 ottobre 1926. La progettazione della torre di Maratona, concepita anche come elemento di raccordo monumentale con il santuario di San Luca e il relativo portico, fu affidata successivamente da Arpinati al solo Arata. Costanzini fece tesoro di questa esperienza: durante la progettazione del Littoriale elaborò una versione ridotta e semplificata della struttura che avrebbe poi riutilizzato come modello per i suoi successivi progetti di stadi in giro per l'Italia.

Opere A seguire un elenco non esaustivo delle opere e dei progetti di Umberto Costanzini:

Complesso polisportivo del Littoriale, Bologna (dal 1925), progettazione strutturale e direzione dei lavori, con Luciano Petrucci e Giulio Ulisse Arata Caserma della scuola di volo a vela, Pavullo nel Frignano (1928) Tettoia del caffè Modernissimo, palazzo Ronzani, Bologna (1928)

Campo polisportivo dell'ippodromo di Ravenna Casa del Balilla, Pavullo nel Frignano (1929) Casa del Balilla, Castelvetro di Modena (1929) Ippodromo dell'Arcoveggio, Bologna (progetto documentato dal 1929; inaugurato nel 1932), con Ulisse Bandiera; progettazione architettonica della tribuna di Paolo Vietti Violi, calcoli strutturali di Armando Villa Sede della Cassa di Risparmio, Vignola (1930) Mercato ortofrutticolo, Vignola (1930) Ponte sul fiume Amato, nell'ambito della bonifica di Sant'Eufemia (1933) Campo sportivo comunale, Vignola (1935) Stadio comunale Cesare Marzari, Modena (1936-1938), con Claudio Silvestri

Note

Bibliografia

Altri progetti

Categoria:Studenti dell'Università di Bologna