Biografia Si tratta di un artista poco conosciuto, le cui notizie biografiche sono scarse e frammentarie. Si sa con certezza che nasce nel 1748, presumibilmente a Roma.Diario ordinario di Chracas, n. 530, 29 gennaio 1780, Roma, Stamperia Cracas in San Marco al Corso, p. 10. Non si sa nulla della sua formazione, lo si pensa allievo di Pompeo Batoni per le somiglianze stilistiche adottate nella ritrattistica, o di Domenico Corvi per le somiglianze con i suoi allievi Vincenzo Camuccini e Gaspare Landi.B. Kuhn-Forte, Francesco Pascucci: ein Beitrag zum römischen Klassizismus, in ‹‹Römische historische Mitteilungen››, 28, 1986

Federico Zeri trova in Pascucci una grande conoscenza della corrente classicheggiante della scuola romana coeva e dell’arte riformatoria dei pittori neoclassici francesi operanti proprio a Roma in quegli anni, e ne definisce lo stile pittorico:

«The style of Pascucci's very few known works suggests that the artist was linked with the academic and classicizing current of the contemporary Roman School. In his paintings one may detect the influence of the great Venetian painters of the sixteenth century, such as Paolo Veronese, but it is not clear whether this is due to firsthand knowledge or to the study of later Venetian artists, such as Sebastiano Ricci and Giovanni Battista Tiepolo».Italian Paintings in the Walters Art Gallery, a cura di F. Zeri, Baltimora, Walters Art Gallery, 1976, p. 535

Di Pascucci si hanno pochissime informazioni biografiche: sono assenti dettagli cruciali riguardo la sua vita, come lo stato civile o l’eventuale discendenza, né si conoscono le ragioni dietro ai suoi spostamenti tra Paesi Bassi e Francia tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. Il 1803 è il terminus ante quem; le vicende successive a questa data sono ignote, per questo è indicato genericamente come anno di morte.B. Kuhn-Forte, Francesco Pascucci: ein Beitrag zum römischen Klassizismus, in ‹‹Römische historische Mitteilungen››, 28, 1986, p. 397

Attività artistica Si suppone che la sua prima opera sia un Miracolo di san Nicola di Bari, un piccolo olio su rame del 1773, acquisito nel 1902 dalla The Walters Art Museum (Inv. 37.1129) a Baltimora, proveniente dalla collezione di don Marcello Massarenti, un funzionario vaticano che aiutò Papa Pio IX a fuggire da Roma nell’epoca della sollevazione repubblicana del 1849.M. S. Ruga, Da Roma a Baltimora: la collezione Massarenti, in Capitale e crocevia. Il mercato dell'arte nella Roma Sabauda, a cura di A. Bacchi e G. Capitelli, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana editoriale, 2020, p. 119.

Nel 1774 realizza un San Lorenzo che battezza Sant’Ippolito per la Chiesa di San Lorenzo in Fonte a Roma, su commissione della Congregazione Urbana dei Nobili Aulici. Ad oggi quest’opera risulta dispersa, nonostante sia stata pagata a saldo e quindi consegnata dall’artista.E. Parlato, Marco Caprinozzi e Francesco Pascucci al servizio dei nobili Aulici nella Chiesa romana di San Lorenzo in Fonte, in ‹‹Rivista dell’Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte››, XLI, III Serie, 73, 2018, pp. 368-369.

Un’opera in cui si riconosce un passo verso il classicismo è il Martirio dei santi Vincenzo e Anastasio, una pala d’altare realizzata nel 1778 per l’omonima Chiesa sita in Piazza Trevi su commissione dei Chierici Regolari Minori “Caracciolini”. Nella tela viene raffigurato un episodio della storia romana, il riferimento al classico non si vede soltanto nelle acconciature e nelle vesti delle figure, ma anche nelle pose solenni. La tavolozza ricorda quella dei classicisti e si ispira alla scuola dei Carracci e a Poussin. Per un lungo tempo la si pensa opera di Francesco Rosa, ma come affermato nel Diario Ordinario, si può dire con certezza che si tratta di un’opera del Pascucci: «Nella Chiesa Parrocchiale de SS. Martiri Vincenzo, ed Anastasio a Trevi, appartenente alli RR. PP Ch. Reg. Minori, nella presente Settimana si è scoperto all’Altar maggiore un bellissimo quadro alto palmi 26, e largo 11, e tre quarti, rappresentante i suddetti SS. Martiri, opera del virtuoso Signor Francesco Pascucci Romano, stato molto applaudito dalli Professori, ed Intendenti di Pittura».Diario ordinario di Chracas, n. 414, 19 dicembre 1778, Roma, Stamperia Cracas in San Marco al Corso, p. 11.

Si segnala la presenza di due opere in Sicilia a Scicli: il Martirio di San Bartolomeo (1779) e la Madonna delle Milizie (1780). Quella della Madonna delle Milizie è un’iconografia singolare, ovvero la Madonna guerriera a cavallo, legata ad una leggenda della città di Scicli.

Note

Bibliografia

Fondi Archivistici Ragusa, Archivio di Stato, sez. Modica, fondo Corporazioni religiose di Scicli, Collegiata di San Bartolomeo. Ragusa, Archivio di Stato, sez. Modica, fondo Notai di Scicli, Notaio Saverio Brancati. Scicli, Archivio Capitolare della Chiesa di San Bartolomeo, libro delle deliberazioni, 1859. Testi a stampa E. Benezit, Dictionnaire critique et documentaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs, Paris, III, 1924; G. Bongiovanni, La Madonna a cavallo di Scicli: un’iconografia inconsueta, in ‹‹Karta››, 5.2010, pp. 16-17; I. Bruno in L. Sarullo, Dizionario degli artisti siciliani, II (Pittura), Palermo, Novecento, 1993; V. Camuccini, G.B. Borrani, Catalogue des Tableaux composant La galerie de feu Son Eminence Le Cardinal Fesh, Roma, 1841. Case di artisti in Toscana, a cura di R.P. Ciardi, Cinisello Balsamo (Milano), Pizzi, 1998; Alessandra Casciano, Il martirio di San Bartolomeo: un'opera di Francesco Pascucci [tesi di laurea triennale], Università degli Studi di Catania, Anno accademico 2023-2024. A. Cifani, F. Monetti, Contributo per il pittore Francesco Pascucci, in ‹‹Paragone Arte››, XLIII, 505/507, 1992, pp. 47-50; G. Cuffaro, Francesco Pascucci, in ‹‹Dibattito››, 3, 2019, p. 6; Diario ordinario di Chracas, Roma, Stamperia Cracas in San Marco al Corso, 1780, n. 530, 548; Diario ordinario di Chracas, Roma, Stamperia Cracas in San Marco al Corso, 1781, n. 700; Diario ordinario di Chracas, Roma, Stamperia Cracas in San Marco al Corso, 1786, n. 1178; Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani. Dall'XI al XX secolo, VIII (Mor-Pia), Torino, VIII, 1975; P.L. Gardella, La confraternita di S. Chiara di Bogliasco: documenti per una storia, Genova, Scuola Tipografica Sorriso Francescano, 1990; L. Ghio, M. Bartoletti, G. Sassu, Francesco Pascucci: la pala dell'Assunta. Presentazione del restauro, in «Quaderni Franzoniani», Genova, Associazione Amici della Biblioteca Franzoniana, V, 1, 1992; Giornale delle Belle arti e della incisione antiquaria, musica e poesia, Roma, Casaletti, 1784, n. 13; Giornale delle Belle arti e della incisione antiquaria, musica e poesia, Roma, Casaletti, 1786, n. 15; B. Kuhn Forte, F. Pascucci, La Madonna delle Milizie, Scicli, Chiesa Madre, in Opere d'arte restaurate nelle province di Siracusa e Ragusa, a cura di G. Barbera, III, Siracusa, 1994; B. Kuhn Forte, Francesco Pascucci: ein Beitrag zum römischen Klassizismus, in ‹‹Römische historische Mitteilungen››, 28, 1986, pp. 387-425; I. La China, La tela delle Milizie di San Bartolomeo e la ricostruzione settecentesca della Chiesa, in ‹‹Dibattito››, 5, 2021, p. 6; S. Lanza, Guida del viaggiatore in Sicilia, Palermo, Fratelli Pedone Lauriel, 1859; Catalogue of pictures, marbles, bronzes, antiquities, etc. [in the] Palazzo Accoramboni [and belonging to Marcello Massarenti], Roma, Forzani e C. Editori, 1894; Catalogo dei disegni. VII. Disegni italiani dei secoli XVIII e XIX, a cura di M.B. Mena Marqués, Madrid, Museo del Prado, 1990; J.J. Merlo, Kölnische Künstler in alter und neuer zeit, Düsseldorf, Druck und Verlag von L. Schwann, 1895; P. Nifosì, Due tele del Pascucci nella nostra città, in ‹‹Giornale di Scicli››, 19, 1983, p. 3; S. Panichi, Due tele di Francesco Pascucci dove Elena arriva a Troia, ma a bruciare è Pisa, in Immagini femminili nell'arte pisana, a cura di S. Panichi e C. Cagianelli, Pisa, Edizioni ETS, 2023; E. Parlato, Marco Caprinozzi e Francesco Pascucci al servizio dei nobili Aulici nella Chiesa romana di San Lorenzo in Fonte, in ‹‹Rivista dell’Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte››, XLI, 73, 2018, pp. 361-370; M. Pasqualetti, Palazzo Giuli. Il progetto di restauro, in Le dimore di Pisa. L'arte di abitare i palazzi di una antica Repubblica marinara dal medioevo all'Unità d'Italia, a cura di E. Daniele, Firenze, Alinea, 2010; G. Piombanti, Guida storica e artistica della Città di Livorno, Livorno, Gio. Marini editore, 1873; S. Rudolph, La pittura del ‘700 a Roma, Milano, Longanesi, 1983; M.S. Ruga, Da Roma a Baltimora: la collezione Massarenti, in Capitale e crocevia. Il mercato dell'arte nella Roma Sabauda, a cura di A. Bacchi e G. Capitelli, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana editoriale, 2020; Thieme-Becker, Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler von der Antike bis zur Gegenwart, a cura di H. Vollmer, XXVI, Lipsia, Verlag von E.A. Seemann, 1932; M. Wynne, An Altarpiece by Francesco Pascucci, in ‹‹Paragone Arte››, XXV, 297, 1974, pp. 56-58; M. Wynne, Fesch Paintings in the National Gallery of Ireland, in ‹‹Gazette des Beaux-Arts››, LXXXIX, 1977, pp. 1–7; F. Zeri, Italian paintings in the Walters Art Gallery, Baltimora, Walters art gallery, 1976;

Categoria:Neoclassicismo