La battaglia di Pless fu uno scontro di modesta entità combattuto il 27 novembre 1744, nel corso della Seconda Guerra di Slesia, durante la ritirata dell'esercito prussiano dalla Boemia verso la Slesia. L'azione interessò la brigata posta agli ordini del conte Friedrich Sebastian Wunibald zu Waldburg, noto anche come Truchseß zu Waldburg, comprendente l"Infanterie-Regiment Nr.13", appartenente alla seconda colonna dell'esercito prussiano ed incaricata di assicurarne la retroguardia. La formazione prussiana fu attaccata da un reparto di panduriI panduri erano soldati di fanteria a servizio dell'Austria nella seconda metà del sec. XVII e prima metà del XVIII - vedere al servizio imperiale, inquadrato nell'avanguardia delle forze austriache.

Contesto La conclusione della prima guerra di Slesia, sancita dal trattato di Breslavia del 28 luglio 1742, aveva imposto all'Austria il riconoscimento della conquista prussiana della Slesia e della contea di Glatz. L'accordo, tuttavia, non aveva risolto la competizione strategica tra le due potenze. Federico II, consapevole della persistente superiorità complessiva delle risorse asburgiche, temeva soprattutto che una completa affermazione di Maria Teresa sui propri avversari consentisse a Vienna di concentrare nuovamente le forze contro la Prussia e di tentare la riconquista della Slesia..

Il 14 agosto 1744 l'esercito prussiano penetrò in Boemia. L'offensiva iniziale ebbe un andamento favorevole: Federico avanzò rapidamente e, tra il 6 e il 16 settembre, portò a termine l'assedio di Praga, costringendo alla capitolazione la guarnigione austriaca.. Federico proseguì, poi, la propria avanzata verso la Boemia meridionale, mentre una parte delle sue forze rimase a Praga per presidiare la città..

Nel frattempo, l'esercito del principe Carlo Alessandro di Lorena, ritiratosi rapidamente dall'Alsazia, attraversò la Germania meridionale e raggiunse la Boemia , dove si ricongiunse con le forze di Károly József Batthyány. A queste si aggiunse un corpo sassone, portando progressivamente le forze austro-sassoni ad una netta superiorità numerica... Un ruolo determinante nella conduzione della controffensiva fu svolto dal feldmaresciallo Otto Ferdinand von Abensperg und Traun, che impostò le operazioni in modo da evitare uno scontro frontale con Federico e, al contrario, sottoporre l'esercito prussiano ad una pressione continua..

La fase successiva della campagna fu infatti caratterizzata più dalle manovre e dalla guerra di logoramento che dalle grandi battaglie campali. Gli ussari e i panduri austriaci colpirono ripetutamente i distaccamenti prussiani, intercettarono i corrieri e ostacolarono le operazioni di foraggiamento.

Sebbene Federico avesse tentato di ristabilire la propria iniziativa, alla fine di ottobre, fu costretto ad iniziare una progressiva ritirata verso nord. Il 5 novembre le forze austro sassoni precedettero i Prussiani a Kuttenberg (Kutná Hora), costringendo Federico ad attraversare l'Elba. Il 9 novembre l'esercito prussiano si dispose tra Kolin (Kolìn) e Pardubitz (Pardubice), con l'intenzione di mantenere la posizione e stabilirvi i quartieri invernali. Tale progetto fu però vanificato dall'offensiva austro-sassone.

Nella notte tra il 18 ed il 19 novembre 1744, le truppe della coalizione attraversarono l'Elba presso Týnec nad Labem. L'operazione fu tuttavia preceduta da una tenace resistenza opposta da un battaglione del 15° reggimento della Guardia, schierato tra Selmitz e Teltschitz. Nonostante ciò, le forze della coalizione riusciruono a costituire una testa di ponte sulla riva settentrionale e compromettendo il dispositivo difensivo prussiano..

Il principe Leopoldo I di Anhalt-Dessau si espresse a favore di una marcia su Praga, ritenendo ancora possibile mantenere la posizione. A sostegno della propria proposta sottolineava la presenza, a Leitmeritz (Litoměřice), di consistenti riserve di farina, che avrebbero potuto assicurare il sostentamento dell'esercito per un determinato periodo, nonché il rischio che l'abbandono della capitale boema comportasse la perdita dell'artiglieria pesante. Federico, al contrario, giudicava più prudente dirigere immediatamente l'esercito verso la Slesia. A suo avviso, il mantenimento di Praga avrebbe esposto le forze Prussiane al pericolo di essere progressivamente isolate dalle proprie linee di comunicazione. Il nemico avrebbe potuto infatti interrompere i collegamenti con la Slesia, compromettendo l'afflusso di viveri, reclute, armamenti, munizioni e cavalli.Federico II, Histoire de Mon Temps - Capitolo 10, pp. 79-80

Queste considerazioni indussero il comando prussiano a optare per il ripiegamento verso la Slesia, dove l'esercito avrebbe potuto riorganizzarsi. Federico incaricò il proprio aiutante di campo, Daniel-Gottlieb von BülowDaniel-Gottlieb von Bülow, fratello del generale di cavalleria Christoph Karl von Bülow e del generale di fanteria Johann Albrecht von Bülow, era colonnello quando fu ferito a morte all'assedio di Praga, nel 1757. Nato nel 1718, era stato nominato maggiore nel 1742., di trasmettere ai reparti distaccati e alla guarnigione di Praga l'ordine di evacuare la Boemia. Contestualmente, il tenente generale Ernst Christoph von Nassau, ricevette disposizioni per ricongiungersi al grosso dell'esercito attraverso Chlumetz (Chlumec nad Cidlinou) e Néchanitz (Nechanice), mentre Federico avrebbe provveduto a coprire tale movimento. Il 20 novembre Federico si portò a Chlumetz per favorire il ricongiungimento con Nassau; il 22 novembre l'esercito raggiunse Wosnitz (Voznice), tra Pardubitz e Königingrätz (Hradec Králové). Il 24 novembre, la cavalleria raggiunse Nassau e ne assicurò il ricongiungimento. Dopo aver mantenuto le proprie posizioni nell'area di Königingrätz il 25 e il 26 novembre, il 27 novembre l'esercito prussiano riprese la marcia verso la Slesia, dividendosi in tre colonne: una diretta verso la contea di Glatz, una comandata personalmente da Federico attraverso le gole di Braunau (Broumov), ed una terza, agli ordini del tenente generale Peter Ludwig du Moulin, lungo la direttrice Trautenau (Trutnov)-Schatzlar (Žacléř).Federico II, Histoire de Mon Temps - Capitolo 10, pp. 80-81

La battaglia Lo scontro si svolse nei pressi del villaggio di Pless (odierna Jaroměř), mentre la retroguardia prussiana era impegnata nell'attraversamento del torrente Mettau (Metuje), e si sviluppò in una serie di combattimenti di carattere prevalentemente locale. L'azione, pur priva di conseguenze decisive sull'esito della ritirata, provocò all'incirca quaranta perdite tra le forze prussiane, tra morti e feriti.Federico II, Histoire de Mon Temps - Capitolo 10, pp. 80

L'episodio è inoltre ricordato per un singolare aneddoto riportato da Federico il Grande nella sua Histoire de Mon Temps: nel corso della scaramuccia, il grugnito di alcuni maiali proveniente dal villaggio di Pless avrebbe indotto i panduri a interrompere il combattimento e ad accorrere nell'abitato per impadronirsi degli animali. Federico interpreta tale comportamento come una manifestazione del cosiddetto "spirito ungherese""Ce qui caractérise bien l'esprit hongrois, c'est qu'au milieu de cette escarmouche quelques cochons se mirent à crier dans le village de Pless; ce fut le signal de la trêve: les pandours abandonnèrent les Prussiens, et coururent tous au village égorger des bêtes qu'ils aimaient mieux manger que de se battre; il y a sûrement dans l'histoire peu d'exemples d'escarmouches aussi vives, qui aient eu un dénoûment aussi grotesque." - .

Note

Bibliografia

Opere di Federico II di Prussia, Edizione dell'Università di Treviri, Histoire de Mon Temps https://friedrich.uni-trier.de/fr/oeuvres/3/id/001000000/toc/text/

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