Storghé (in greco antico: στοργή, storgḗ), nella letteratura internazionale storge, è un termine greco che indica l'amore o l'affetto, in particolare quello che si sviluppa naturalmente all'interno dei rapporti familiari, soprattutto fra genitori e figli.

Nella lingua greca antica il termine possedeva tuttavia un campo semantico più ampio del solo «amore familiare» e poteva indicare genericamente affetto o attaccamento; le fonti documentano inoltre, in alcuni contesti poetici, anche un uso riferito all'amore sessuale. Nelle classificazioni moderne delle forme dell'amore la storge viene spesso accostata a eros, philia e agape, ma tale quadripartizione non costituisce una tassonomia rigida e universalmente attestata nel pensiero greco antico.

Etimologia e significato Il sostantivo στοργή è collegato al verbo greco στέργω (stérgō), «amare», «provare affetto» o «essere affezionato». Il verbo è impiegato in particolare per l'affetto reciproco tra genitori e figli, ma nelle fonti antiche può descrivere anche rapporti tra fratelli, coniugi, amici, sovrani e sudditi.

Il significato fondamentale di στοργή è quindi quello di «amore» o «affetto», con una particolare associazione all'affetto che deriva dalla familiarità e dai legami di parentela. Il Liddell–Scott–Jones indica esplicitamente come particolarmente caratteristico l'uso riferito ai rapporti tra genitori e figli.

Dalla stessa famiglia lessicale derivano, fra gli altri, l'aggettivo φιλόστοργος (philóstorgos), «affettuoso», «amorevole», e il suo contrario ἄστοργος (ástorgos), «privo di affetto naturale».

Uso nella letteratura greca Il sostantivo στοργή è attestato in autori e testi appartenenti a epoche differenti della letteratura greca. Il Liddell–Scott–Jones ne registra esempi in Empedocle, Antifonte, Filemone e Plutarco, oltre che in iscrizioni e papiri.

Particolarmente significativo è l'uso in relazione alla famiglia. In un frammento del commediografo Filemone, per esempio, il termine è impiegato a proposito dell'affetto di un padre per i figli; Plutarco utilizza analogamente στοργή riferendosi all'amore dei genitori verso la prole.

L'associazione con il legame familiare non esauriva però il significato del vocabolo. Il lessico registra impieghi più generali nel senso di «affetto» e, nell'Antologia Palatina, alcuni casi nei quali στοργή assume il significato di amore sessuale. Per questo motivo la traduzione moderna «amore familiare», pur rappresentando uno dei significati più caratteristici della parola, non deve essere interpretata come una definizione esclusiva.

Storghé e gli altri termini greci per l'amore La lingua e la letteratura greca disponevano di diversi termini appartenenti al campo semantico dell'amore e dell'affetto, fra i quali ἔρως (eros), φιλία (philia), ἀγάπη (agape) e στοργή.

Nelle esposizioni moderne, eros viene frequentemente associato al desiderio e all'amore erotico, philia all'amicizia e ai rapporti affettivi, agape all'amore benevolo o, soprattutto nella tradizione cristiana, alla carità, mentre storghé viene collegata all'affetto familiare. I rispettivi campi semantici nelle fonti greche, tuttavia, possono sovrapporsi e mutare secondo l'autore, l'epoca e il contesto.

La diffusa rappresentazione di questi vocaboli come «quattro tipi di amore degli antichi Greci» costituisce pertanto una schematizzazione moderna utile a fini espositivi, ma non corrisponde necessariamente a un'unica classificazione filosofica sistematica condivisa dagli autori dell'antichità.

Nel cristianesimo e nel Nuovo Testamento Il sostantivo στοργή non svolge nel Nuovo Testamento il ruolo assunto da ἀγάπη (agape), ma la sua famiglia lessicale compare in alcuni passi delle lettere neotestamentarie.

Nella Lettera ai Romani 12,10 compare l'aggettivo φιλόστοργος (philóstorgos), con il quale Paolo di Tarso esorta i membri della comunità cristiana a essere affettuosamente legati gli uni agli altri. Il vocabolo combina φίλος (philos) con la famiglia lessicale di στοργή e richiama un'affezione intensa e familiare.

La forma negativa ἄστοργος (ástorgos), letteralmente «privo di affetto», ricorre invece in Romani 1,31 e nella Seconda lettera a Timoteo 3,3, dove indica la mancanza di un'affezione ritenuta naturale nei rapporti umani.

Ricezione moderna

C.S. Lewis Una delle più influenti reinterpretazioni moderne del concetto si trova nel saggio I quattro amori (The Four Loves, 1960) dello scrittore britannico C. S. Lewis. Lewis distingue quattro forme di amore, che denomina Affection, Friendship, Eros e Charity, mettendole in rapporto rispettivamente con i termini greci storge, philia, eros e agape.

Lewis traduce storge con «affection» («affetto») e la descrive a partire dal rapporto tra genitori e figli, estendendola però a quelle forme di familiarità e attaccamento che possono svilupparsi tra persone o esseri viventi abituati alla reciproca presenza. La classificazione di Lewis, elaborata nell'ambito di una riflessione filosofica e cristiana sull'amore, ha contribuito alla diffusione contemporanea dell'idea dei «quattro amori».

Psicologia delle relazioni Il termine storge è stato adottato anche nella ricerca moderna sulle relazioni sentimentali. Nel 1973 il sociologo canadese John Alan Lee lo impiegò nella sua teoria dei «colori dell'amore», nella quale eros, ludus e storge costituiscono tre stili primari di amore.

Nella terminologia di Lee, storge indica un amore di coppia che nasce progressivamente da un rapporto di amicizia e familiarità. Tale accezione costituisce un uso tecnico moderno del vocabolo e non coincide esattamente con il significato prevalente del sostantivo στοργή nel greco antico.

La tipologia di Lee fu successivamente ripresa dagli psicologi Clyde Hendrick e Susan Hendrick nella costruzione della Love Attitudes Scale, che misura sei stili di amore: eros, ludus, storge, pragma, mania e agape.

Uso nel greco moderno Il sostantivo στοργή è rimasto in uso anche nel greco moderno, nel quale indica un sentimento di amore tenero e affettuoso, dedizione e sollecitudine verso un'altra persona. È comune in particolare in espressioni relative all'affetto materno, paterno o fraterno; può inoltre indicare l'attenzione benevola verso persone bisognose di sostegno.

Note

Bibliografia

Voci correlate Agape Amore Eros Philia

Categoria:Amore