Il Martirio di sant'Agnese è un dipinto a olio su tela (226 × 178 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, databile al 1653 circa e conservato nella Galleria Doria Pamphilj di Roma.

Storia Nel 1653 Carlo Cesare Malvasia, nella Felsina pittrice, ricorda il dipinto come «Il martirio di S. Agnese per l'Eminentiss. Card. Nicolò Albergati, che lo donò alla Santità di N. S. Innocenzo X, compagno a quello dell'anno passato». Il «compagno dell'anno passato» è il San Giovanni Battista alla fonte, anch'esso conservato nella Galleria Doria Pamphilj e di identiche dimensioni; i due dipinti sono tuttora esposti l'uno accanto all'altro.

Malvasia, riferendosi all'anno 1652, sembra tuttavia sovrapporre la vicenda del San Giovanni Battista alla fonte a quella di un'altra opera, anch'essa donata a Innocenzo X dal cardinale Albergati ma eseguita molti anni prima, nel 1620: lo Sposalizio mistico di santa Caterina, oggi conservato a Berlino. Lo storico racconta infatti che Guercino «Fece un quadro al sig. Principe Ludovisio per donare a Papa Innocenzo X. con una B.V., il Bambino, e S. Gio. Ballista: e perché questo Bambino parve al Papa fosse troppo nudo, fece istanza al sig. Pietro Berrettini da Cortona pittore celeberrimo in Roma, che lo volesse vestire, il quale protestò con Sua Santità che l’avrebbe guastato, e che non era dovere porre le mani in un’opera di un tanto uomo come il sig. Barbieri; ma alla fine fu forzato a ubbidire a N.S. onde ne scrisse una lettera di scusa al sig. Gio. Francesco, protestandosi esser forzato a guastare una sua pittura».

Il pagamento dell'opera è registrato nel Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. alla data del 31 ottobre 1653. In quell'occasione il principe Achille Albergati versò 125 ducatoni, equivalenti a 156 scudi e 1 lira, per la Sant'Agnese. Il dipinto fu quindi destinato al cardinale Niccolò Albergati-Ludovisi, che lo offrì in dono a Innocenzo X.

Descrizione e stile Guercino riduce l'episodio del martirio a una rappresentazione estremamente essenziale, rinunciando quasi del tutto agli aspetti più spettacolari o violenti della vicenda agiografica. La scena è costruita attorno a pochi elementi: sant'Agnese, il carnefice intento a predisporre il rogo e l'agnello, tradizionale attributo della santa. Agnese occupa il centro della composizione; le braccia sono aperte e rivolte verso il basso in un gesto di accettazione, mentre il volto e lo sguardo si levano verso il cielo, esprimendo l'attesa del martirio. La figura è interamente avvolta in un'ampia veste, senza alcuna concessione alla nudità prevista da alcune versioni della leggenda.

Anche l'ambiente è ridotto all'essenziale. Sulla destra il carnefice prepara la catasta di legna destinata al rogo, mentre sul lato opposto l'agnello accompagna la santa. Una struttura architettonica formata da un pilastro e da una colonna chiude la composizione sulla sinistra; alle spalle delle figure si apre invece un cielo percorso da nubi. L'impianto, fortemente centralizzato, dispone sant'Agnese, il carnefice e l'agnello secondo una struttura sostanzialmente triangolare, conferendo alla scena grande chiarezza e stabilità.

Bortolotti riconosce in questa scelta un carattere tipico dell'ultimo Guercino, ormai orientato verso un classicismo sempre più spoglio e controllato. Nei soggetti di martirio il pittore tende infatti a ridurre il numero delle figure e a semplificare drasticamente l'azione, privilegiando l'ordine della composizione rispetto alla concitazione narrativa. Lo studioso accosta sotto questo aspetto la Sant'Agnese ad altre opere tarde, come il Martirio di santa Caterina dell'Ermitage di San Pietroburgo, il Martirio di santa Emerenziana della Galleria Colonna di Roma, la Santa Palazia della Pinacoteca civica di Ancona e la Santa Lucia del duomo di Recanati.

Pur rilevando nell'opera qualche segno di stanchezza nell'invenzione e nell'esecuzione, Bortolotti sottolinea come rimangano pienamente riconoscibili il saldo controllo della struttura compositiva e la raffinata sensibilità cromatica che caratterizzano la produzione estrema del Guercino.

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella Galleria Doria Pamphilj Categoria:Dipinti su sant'Agnese