Con l'espressione "conflitto di confine albanese-jugoslavo" si indica il periodo tra giugno 1948 e il 9 dicembre 1954, durante il quale avvennero numerose confrontazioni armate tra la Repubblica Popolare d'Albania e la Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia al loro confine, equivalente ai confini che oggi l'Albania ha con il Kosovo, la Macedonia del Nord e il Montenegro. Le ostilità sono dovute a varie dispute territoriali, particolarmente sul Kosovo con la sua popolazione in maggioranza albanese, e alle differenze ideologiche tra il primo ministro jugoslavo Josip Broz Tito, che aveva poco prima rotto col Cominform, e il presidente albanese Enver Hoxha, fedele all'Unione Sovietica di Stalin.

Secondo il governo jugoslavo la Sigurimi, i servizi segreti albanesi, avrebbero infiltrato il Kosovo e fomentato l'indipendentismo kosovaro diffondendo l'idea della Grande Albania, anche accogliendo e supportando gli indipendentisti in esilio.

Il conflitto venne ufficialmente chiuso il 9 dicembre 1954 con la firma dell'accordo di Pogradec, che formò una commissione condivisa con l'obiettivo di risolvere le dispute territoriali e divise il confine in tre settori gestiti secondo il protocollo già stabilito nel 1926.

Note

Categoria:Conflitti della guerra fredda Categoria:Guerre che coinvolgono la Jugoslavia Categoria:Guerre che coinvolgono la Repubblica Popolare Socialista d'Albania