, Primo ministro del Principato d'Albania dal 30 gennaio al 15 novembre del 1920.

Biografia

Primi anni Sulejman Delvina nacque il 5 ottobre 1871 nell'omonimo villaggio di Delvinë, all'epoca parte dell'Impero ottomano; il padre Selim proveniva da una famiglia di rango elevato, come testimonia il suffisso onorifico bej mantenuto dallo stesso Sulejman, dal padre e dal fratello Namik Delvina. Frequentò dapprima il ginnasio di Zosimea a Giannina, per completare poi gli studi universitari nel 1899 presso la Mekteb-i Mülkiye di Istanbul (antenata dell'attuale Università di Ankara). Nello stesso anno cominciò a lavorare presso il Ministero degli interni ottomano. Nel maggio 1901 divenne professore di letteratura ottomana presso il Liceo Vefa di Istanbul e nel settembre 1905 ottenne la stessa cattedra presso il prestigioso Liceo di Galatasaray. Nel 1909 scrisse un manuale per le scuole superiori, ripubblicato nel 1910 e nel 1912, sulla letteratura ottomana. Nel 1911 fu tra gli organizzatori delle proteste studentesche che reclamavano il diritto all'utilizzo dell'alfabeto albanese, adottato nel 1908 durante il congresso di Manastir, ma non riconosciuto dalle autorità ottomane. Nel 1916, oltre a lavorare come docente, riprese l'incarico presso il Ministero degli interni, fino alla firma dell'armistizio di Mudros del 1918.

Ritorno in Albania Nel 1919 venne inviato come rappresentante delle comunità albanesi dell'Impero ottomano alla conferenza di pace di Parigi. Il 30 gennaio 1920, dopo che i membri del Congresso di Lushnjë decisero di porre fine al debole governo di Turhan Pasha Përmeti, Delvina venne nominato Primo ministro, in virtù della sua esperienza in ambito amministrativo e del suo talento nel riconciliare varie fazioni politiche. Nonostante i progressi compiuti dall'esecutivo nel ristabilire la sovranità nazionale e l'ordine pubblico, riprendendo il controllo di Valona e dell'isola di Saseno, all'epoca sotto occupazione italiana e causa di crescenti proteste in Italia, il 14 novembre 1920 Delvina fu costretto a dimettersi, su pressione di Ahmet Zogu.

Dopo aver brevemente ricoperto la carica di Ministro degli affari interni nel secondo governo di Iljaz Vrioni e dopo essere stato eletto nell'Assemblea per due brevi mandati, nel 1921 e nel 1923, come esponente del Partito Popolare, nel 1924 si unì alla Rivoluzione democratica, guidata da Fan Stilian Noli. Nominato Ministro degli affari esteri nel governo Noli, dopo la sua caduta venne esiliato fino al 1928, quando poté rientrare, malato, in Albania.

Delvina morì in un ospedale di Valona il 1° agosto 1932.

Note

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