La seconda offensiva di Palmira è stata un'operazione militare lanciata dall'Esercito arabo siriano (SAA) nella parte orientale del governatorato di Homs contro i miliziani dello Stato islamico con lo scopo di riconquistare la città di Tadmor (vicino alle rovine dell'antica città di Palmira) e le limitrofe aree rurali.

Sfondo

Alla fine di maggio 2015, le forze dello Stato Islamico conquistarono la città di Palmira e la campagna circostante dopo un'offensiva su larga scala.

Tra il 15 e il 22 giugno, l'esercito siriano riconquistò il giacimento petrolifero di Jazal e riaprì una via di trasporto che collegava il giacimento alle città controllate dal governo siriano. Tale avanzata portò l'esercito siriano a 10 chilometri a ovest di Palmira; tuttavia, ciò non segnò l'inizio di un'offensiva su larga scala per riconquistare la città. L'ISIS distrusse, tramite l'uso di esplosivi, alcune delle rovine dell'antica Palmira, sito patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Offensiva L'8 luglio 2015, l'Esercito arabo siriano e le Forze Nazionale di Difesa, supportati dall'Aeronautica militare siriana, avviarono un'offensiva verso Palmira e, già il giorno seguente, compirono progressi, posizionandosi a 4-5 chilometri dalla città. Le forze militari presero il controllo di un'area di circa 15 km a ovest di Palmira; ​​tra le località che avrebbero conquistato nelle 24 ore precedenti figurarono Nuzl Hayal e Tel al Marmala, situate a circa 10 km dal centro della città.

L'11 luglio le forze governative siriane compirono ulteriori progressi, mentre il bilancio delle vittime dall'inizio dell'offensiva raggiunse almeno trenta miliziani dell'ISIS e dodici soldati dell'esercito regolare siriano.

Il 13 luglio, le "Tiger Forces" – un'unità delle forze speciali dell'esercito siriano – conquistarono le Antiche Cave, situate nella zona rurale a nord-ovest di Palmira, al termine di violenti scontri con i miliziani dello Stato Islamico. Secondo una fonte dell'esercito siriano, le unità dell'Esercito Arabo Siriano (SAA) si trovavano a meno di 2 km dal posto di blocco di Qassoun, che conduce ai monti Qassoun di Palmira. Due giorni dopo, secondo quanto riferito, le SAA e le NDF riuscirono a conquistare Al-Meshtal e Qasr Al-Hayr, a sud della base aerea militare di Tiyas. Il 15 e il 16 luglio, i combattimenti tra miliziani dello Stato Islamico e soldati delle "Tiger Forces" si spostarono a sud-est delle Antiche Cave, mentre l'esercito siriano avanzò, secondo quanto riportato, anche nel Wadi Al-Abyad (Valle Bianca).

I combattimenti nella zona rurale di Palmira proseguirono il ​​20 e il 22 luglio. Il 24 luglio, l'esercito regolare riprese le operazioni in direzione del perimetro meridionale delle Antiche Cave. Il 26 luglio, le truppe governative siriane avanzarono, conquistando alcune alture strategiche che avrebbero consentito loro di osservare le forze jihadiste all'interno della città di Palmira.

Il 27 luglio, secondo quanto riferito, l'Esercito arabo siriano (SAA) e le forze di Hezbollah conquistarno il castello di Palmira dopo uno scontro a fuoco durato tre ore. Di conseguenza, le forze governative siriane si trovarono ad appena tre chilometri dall'antica città. Alcune riprese mostrarono inoltre circa 300 combattenti dello Stato Islamico in fuga verso la loro capitale, Raqqa. Il 1° agosto, l'Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR) riferì che l'Aeronautica militare siriana (SAAF) stava ancora bombardando Palmira.

Il 4 agosto, l'ISIS lanciò una controffensiva, riconquistando il territorio a nord delle Antiche Cave e a sud dei monti Jazal. Tuttavia, l'SAA riuscì a respingere l'assalto delle miliziane del Da'esh e a riconquistare la maggior parte del territorio perduto.

Conseguenze

Nel marzo 2016, l'esercito siriano, sostenuto dall'aeronautica russa, lanciò una nuova offensiva con l'obiettivo di conquistare Palmira, rivelatasi un successo.

Note

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