Si è occupato prevalentemente dei rapporti fra società e istituzioni ecclesiastiche nel Mezzogiorno d'antico regime e nell'Italia moderna e contemporanea, con particolare attenzione alla Terra d'Otranto e alla Basilicata. Ha diretto per quasi vent'anni il Dipartimento di studi storici dal Medioevo all'età contemporanea dell'Università di Lecce e ha coordinato la Storia di Lecce edita da Laterza.

Biografia

Formazione e primi lavori Avviò l'attività di ricerca nel 1968 come contrattista del Consiglio Nazionale delle Ricerche, nell'ambito del gruppo di lavoro dell'Atlante storico italiano dell'età moderna coordinato da Marino Berengo presso l'Università degli Studi di Milano. Presentò i primi risultati al convegno internazionale di cartografia storica tenutosi a Varsavia nel 1971 e concluse una ricerca sulla Basilicata del XVII secolo con un volume pubblicato da Sansoni nel 1973.

Condusse le indagini successive soprattutto nell'Archivio apostolico vaticano e negli archivi centrali italiani e spagnoli, approfondendo il rapporto fra società e istituzioni ecclesiastiche nel Mezzogiorno moderno e negli stati italiani di antico regime, nei suoi aspetti giurisdizionali, patrimoniali, religiosi e politici.

Carriera universitaria Cominciò a insegnare storia moderna come incaricato nell'ateneo salentino nel 1971 e ne diresse l'Istituto di scienze storiche dal 1974 al 1976. Dal 1986 al 2004 fu, in modo pressoché ininterrotto, direttore del Dipartimento di studi storici dal Medioevo all'età contemporanea dell'Università di Lecce; in tale veste coordinò il lavoro dei circa quaranta studiosi di diverse università che negli anni novanta realizzarono la Storia di Lecce pubblicata da Laterza.

Fu preside della Facoltà di lettere e filosofia dal 2004 fino al collocamento a riposo, nel 2010. Fece parte del collegio dei docenti del dottorato di ricerca in Storia economico-sociale e religiosa dell'Europa — consorziato tra le università di Lecce, di Bari e della Basilicata — e del dottorato in Storia dell'Europa mediterranea dall'antichità all'età contemporanea, con sede amministrativa nell'ateneo lucano; per quest'ultimo diresse, con Antonino De Francesco e Aurelio Musi, la collana Europa mediterranea.

Dal 2011, nella condizione di professore emerito, ha proseguito la propria attività presso il Dipartimento di storia, società e studi sull'uomo dell'Università del Salento, dirigendone le pubblicazioni e la rivista «Itinerari di ricerca storica».

Attività scientifica

Storia del Mezzogiorno e istituzioni ecclesiastiche Il primo filone di ricerca di Pellegrino riguarda l'organizzazione ecclesiastica del Mezzogiorno di antico regime. Il volume d'esordio, Organizzazione ecclesiastica della Basilicata tra il XVI e il XVII secolo (1973), nato all'interno del progetto dell'Atlante storico italiano dell'età moderna, applicò alla realtà meridionale il metodo cartografico e quantitativo della storia socio-religiosa di scuola francese e italiana. Su questa linea si collocano Terra e clero nel Mezzogiorno (1976) e la sintesi Istituzioni ecclesiastiche nel Mezzogiorno moderno (1993), dedicata agli aspetti giurisdizionali, patrimoniali e beneficiari della presenza della Chiesa nel Regno di Napoli.

L'interesse per il patrimonio ecclesiastico e per il rapporto fra beni materiali e funzioni spirituali trovò una trattazione organica in L'ulivo e l'aldilà. La chiesa meridionale dal possesso materiale al beneficio spirituale (2002), in cui Pellegrino ricostruì il nesso tra economia agraria, rendita fondiaria e istituto beneficiario nel lungo periodo.

Il rapporto tra Chiesa e Stato dopo l'Unità Una seconda direzione di studio riguarda la reazione dell'episcopato meridionale di fronte all'unificazione nazionale e alla costruzione dello Stato liberale. In una serie di saggi apparsi tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta — fra cui Legittimismo borbonico e temporalismo: i vescovi del Mezzogiorno e il rifiuto della rivoluzione nazionale del 1860 (1978) — e nei volumi Chiesa e rivoluzione unitaria nel Mezzogiorno (1979) e Vescovi e clero in Terra d'Otranto dalla Restaurazione all'Unità (1989), Pellegrino analizzò le posizioni legittimiste del clero dell'ex Regno delle Due Sicilie e i conflitti con le nuove autorità.

Il tema fu ripreso e ampliato in Vescovi «borbonici» e Stato «liberale» (1992), pubblicato da Laterza, e in Leali o ribelli. La Chiesa del Sud e l'Unità d'Italia (2011), che ricostruiscono le vicende dei vescovi meridionali tra fedeltà alla dinastia borbonica e adesione o resistenza al nuovo ordinamento unitario.

Studi sul Salento Ampia parte della sua produzione è dedicata alla storia della Terra d'Otranto e della città di Lecce. Curò e introdusse il secondo volume della Storia di Lecce, Dagli Spagnoli all'Unità (1995), all'interno dell'opera in tre tomi diretta con Maria Marcella Rizzo e Benedetto Vetere per Laterza. Con Ornella Confessore pubblicò inoltre una Breve storia di Lecce (2009).

Si occupò della vita religiosa e culturale salentina fra Cinque e Settecento, degli insediamenti monastici — come nel volume Il tempio di Tancredi. Il monastero dei Santi Niccolò e Cataldo in Lecce (1996), curato con Benedetto Vetere — e del rapporto fra committenza ecclesiastica e sviluppo urbano, oggetto del saggio L'egemonia del potere vescovile nella configurazione di Lecce barocca città chiesa (2016).

Metodologia della ricerca La ricerca di Pellegrino privilegia lo spoglio sistematico delle fonti d'archivio — in particolare le relationes ad limina e la documentazione delle nunziature — e l'incrocio fra dati demografici, patrimoniali e istituzionali. A questo approccio si legano il volume La diocesi di Castellaneta in età moderna. Relationes ad limina dei secoli XVII-XVIII (1989) e la promozione di seminari e convegni volti al confronto fra i dipartimenti di storia delle università meridionali.

Attività editoriale e associativa Nel 1987 avviò la rivista «Itinerari di ricerca storica», periodico dell'allora Dipartimento di studi storici dal Medioevo all'età contemporanea dell'Università di Lecce, di cui ha continuato a curare la direzione. Diresse inoltre le collane e le pubblicazioni dello stesso dipartimento, di cui tracciò un bilancio in Vent'anni di pubblicazioni del Dipartimento di studi storici dal Medioevo all'età contemporanea (1987-2007) (2005).

Dal 2002 al 2023 fu presidente dell'Associazione per la Storia Sociale del Mezzogiorno e dell'Area Mediterranea (ASSMAM), fondata nel 1983 da Gabriele De Rosa; dal 2023 ne è presidente onorario. Dal 2014 al 2024 fu direttore responsabile della rivista «Ricerche di storia sociale e religiosa», edita a Roma dalle Edizioni di Storia e Letteratura.

Riconoscimenti

È socio dell'Accademia Pugliese delle Scienze e della Società nazionale di scienze, lettere e arti in Napoli.

Con decreto del Presidente della Repubblica del 2 giugno 2009 è stato nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Successivamente, con decreto del Presidente della Repubblica del 10 ottobre 2016, è stato insignito del grado di Commendatore dello stesso ordine.

Onorificenze

Onorificenza Conferimento Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana Roma, 10 ottobre 2016 «Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri». Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana Roma, 2 giugno 2009 «Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri».

Opere (parziale)

Note

Bibliografia

Voci correlate Università del Salento Terra d'Otranto Storia di Lecce Mezzogiorno (Italia) Gabriele De Rosa Dizionario Biografico degli Italiani

Collegamenti esterni

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