Via Egiziaca a Pizzofalcone è una strada di Napoli, nel quartiere San Ferdinando. Sale sulla collina di Pizzofalcone e ne costituisce la principale via di accesso, correndo parallela a via Monte di Dio. Non va confusa con l'omonima via Egiziaca a Forcella.

Toponimia Il nome deriva dal complesso della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone, che fu proprietario di gran parte dei terreni e dei fabbricati della strada.

Prima di assumere la denominazione attuale la strada era intitolata alla famiglia proprietaria del palazzo posto all'estremità della collina. La mappa del Duca di Noja del 1775 la indica infatti come strada di Trevico o dei Loffredi, con riferimento a Ferrante Loffredo, marchese di Trevico, subentrato ai Carafa nella proprietà dell'edificio, e segnala insieme il nome dell'Egiziaca come quello allora in uso.

Storia Il tracciato compare già nella veduta di Antonio Lafreri del 1566, dove congiunge la zona dell'attuale via Gennaro Serra con il palazzo Carafa di Santa Severina, all'estremità di Pizzofalcone, indicato sulla pianta come palazzo Pizzofalcone. La stessa funzione di collegamento è documentata dalla veduta di Alessandro Baratta del 1629 e dalla pianta Carafa del 1775.

Nel 1639 cinque monache agostiniane provenienti dal monastero dell'Egiziaca a Forcella si insediarono lungo la strada, in un palazzo con giardino edificato nel secolo precedente da don Luigi de Toledo, per fondarvi una comunità di clausura più rigorosa. Il complesso fu ampliato dal 1648 con il contributo del viceré Giovanni d'Austria e la chiesa annessa fu ricostruita a partire dal 1661 su progetto di Cosimo Fanzago, con la successiva partecipazione di Francesco Antonio Picchiatti, che curò le parti esterne, di Antonio Galluccio e infine di Arcangelo Guglielmelli, attivo fino al 1716. Le agostiniane rimasero in convento fino alla soppressione dell'ordine, nel 1808, dopo la quale tornarono a Forcella; l'edificio conventuale è oggi destinato ad abitazioni.

La proprietà conventuale ha inciso sull'aspetto della strada, conferendo agli edifici caratteri omogenei di dimensione e di qualità architettonica. Sul piano sociale via Egiziaca si distingueva dalla parallela via Monte di Dio, che era la strada delle residenze nobiliari: qui l'edilizia era destinata a un ceto medio e popolare, mentre le vicine via Pallonetto e via Solitaria ospitavano le famiglie che vivevano al servizio dei palazzi o dei mestieri del mare nel vicino borgo Santa Lucia.

La strada era inoltre l'asse di transito verso il Gran Quartiere di Pizzofalcone, di cui ospitava l'ingresso principale, poi trasferito su via Monte di Dio.

Edifici All'estremità orientale della strada si estendeva il convento dell'Egiziaca, con la chiesa progettata da Fanzago e il Palazzo del convento dell'Egiziaca a Pizzofalcone. Sul lato opposto prospetta Palazzo Serra di Cassano, il cui portale principale si apriva su questa strada: dopo la condanna a morte di Gennaro Serra di Cassano, nel 1799, per la sua adesione alla Repubblica Napoletana, il portone fu chiuso in segno di lutto e l'accesso all'edificio fu spostato su via Monte di Dio. Altri palazzi di rilievo sono, partendo dall'inizio della strada all'incrocio con via Gennaro Serra: il Ventapane (al civico n.4), il Mele-Longo (ai civici nn.8-11), il D'Acuña (al civico n.87), quello del Monte dei Morti (al civico n.20), l'Astuti (al civico n.75), il Romano Colonna (al civico n.73), il Sanchez de Luna (al civico n.60) e il Blanch (al civico n.43).

Note

Bibliografia

Voci correlate Pizzofalcone Via Monte di Dio Strade di Napoli

Categoria:Strade di Napoli