Di cittadinanza francese e spagnola, è attivo anche in politica. È noto soprattutto per il saggio Crépuscule (2019), una critica delle reti di potere attorno alla presidenza di Emmanuel Macron, e per l'attività forense svolta a favore di Julian Assange, di alcuni partecipanti al movimento dei gilet gialli e dell'opposizione senegalese guidata da Ousmane Sonko.

Biografia

Figlio del produttore cinematografico portoghese Paulo Branco e della psicoanalista spagnola Dolores López, Juan Branco è cresciuto a Parigi. Ha studiato all'Istituto di studi politici di Parigi e all'École normale supérieure (Ulm), dove il 26 novembre 2014 ha discusso una tesi di dottorato in diritto intitolata De l'affaire Katanga au contrat social global: un regard sur la Cour pénale internationale, ottenendo la menzione «très honorable» con le congratulazioni unanimi della commissione giudicatrice. Nel 2015 la tesi ha ricevuto il premio dell'Institut Varenne nella categoria «giustizia penale internazionale» ed è stata pubblicata da LGDJ. Secondo una comunicazione dell'ENS, si trattava della prima tesi di diritto discussa nell'istituto. Ha quindi svolto un periodo di ricerca alla Yale Law School in qualità di ricercatore ospite e, nel 2015-2016, ha proseguito l'attività di ricerca presso l'istituto Max Planck di Lussemburgo e l'Università di Roma La Sapienza. In precedenza ha svolto un incarico a contratto presso la Corte penale internazionale all'Aia (settembre 2010 – marzo 2011), come addetto di collegamento (PSU) presso l'Ufficio del Procuratore; in seguito è stato collaboratore esterno del ministro degli Affari esteri presso la Direction de la prospective (19 settembre – 31 dicembre 2012), con compiti di consulenza in materia di diritti umani e giustizia internazionale.

Attività forense

Ammesso al foro di Parigi nel 2017, Branco è descritto dai media come avvocato o consulente legale di Julian Assange e di WikiLeaks in Francia tra il 2015 e il 2019, periodo nel quale ha lavorato nel collegio difensivo di Assange coordinato dal giudice Baltasar Garzón. Nel giugno 2019 ha presentato, insieme all'avvocato Omer Shatz, una comunicazione all'Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale sulla politica migratoria dell'Unione europea nel Mediterraneo, nella quale i due legali prospettavano la possibile responsabilità di dirigenti europei per crimini contro l'umanità. Nel 2021 ha assistito un gruppo di soci del Barcellona nella preparazione di un ricorso contro il trasferimento di Lionel Messi al Paris Saint-Germain e nel 2022, in qualità di avvocato della Liga, ha chiesto la verifica e l'annullamento del contratto di Kylian Mbappé con il PSG. Nel 2024 ha rappresentato alcune vittime palestinesi davanti alla Corte penale internazionale, nell'ambito della situazione nello Stato di Palestina.

Opere, giornalismo e cinema

Crépuscule è stato diffuso gratuitamente in rete a partire da dicembre 2018 e pubblicato nel 2019 da Au Diable Vauvert; ne sono state vendute circa copie e l'opera è stata scaricata più di un milione di volte. Con Abattre l'ennemi (2021) e Coup d'état: manuel insurrectionnel (2023) forma una trilogia dedicata alla critica dell'ordine istituzionale francese.

Nel gennaio 2024, dopo la nomina di Gabriel Attal a primo ministro, la stampa italiana riportò una dichiarazione di Branco, secondo cui in Crépuscule aveva previsto sia l'ascesa di Macron sia quella dello stesso Attal.

Tra le altre opere: Réponses à Hadopi (2011), L'Ordre et le monde (2016, Fayard), Contre Macron (testo diffuso online nel luglio 2017; edizione a stampa, 2019), Assange, l'antisouverain (2020), Treize pillards (2022), Hanouna (2023), Paroles e Comment fabriquer une guillotine (2024) e La renégation héroïque (2025, con Mehdi Belhaj Kacem).

Quanto ai contenuti, in Réponses à Hadopi Branco critica la risposta penale alla condivisione in rete e propone una riforma della diffusione culturale che restituisca agli autori il controllo dei diritti morali e patrimoniali. In L'Ordre et le Monde, muovendo dal caso Katanga, formula una critica strutturale della Corte penale internazionale, alla quale rimprovera il numero esiguo di giudizi, il peso degli scontri procedurali, la concentrazione allora osservata delle indagini in Africa e la tendenza a perseguire gli esecutori anziché i mandanti. Crépuscule interpreta l'ascesa di Macron attraverso l'intreccio di reti politiche, economiche e mediatiche e contesta l'effettività democratica di tale processo.

Assange, l'antisouverain ricostruisce il percorso di Julian Assange e interroga il suo trattamento pubblico e i sistemi di sorveglianza. In Abattre l'ennemi Branco critica gli intermediari della rappresentanza politica e difende un controllo popolare più diretto senza respingere ogni forma di elezione; Coup d'État distingue elezione, colpo di Stato e rivoluzione prima di esporre una strategia insurrezionale. In Hanouna, infine, presenta il conduttore meno come un centro autonomo di potere che come il sintomo di un sistema in cui si intrecciano intrattenimento, interessi economici e intervento politico.

Come giornalista ha pubblicato su Le Monde diplomatique reportage dalla Repubblica Democratica del Congo (2012) e da Gibuti sulla guerra in Yemen (2019). Nel 2018 è stato espulso dalla Repubblica Centrafricana dopo aver accusato pubblicamente le forze della MINUSCA di una strage a Bangui. Secondo le testimonianze di Don DeLillo e David Cronenberg, Branco suggerì sia l'adattamento cinematografico di Cosmopolis sia la scelta di Cronenberg come regista del film, uscito nel 2012.

Nel 2025 ha diretto il suo primo lungometraggio, Le Massacre de Gilles de Rais (produzione portoghese, ), selezionato al Pingyao International Film Festival (selezione ufficiale), al Festival di San Paolo (selezione ufficiale – prospettiva internazionale), al LEFFEST di Lisbona (fuori concorso) e al Festival of Films Regained.

Attivismo

Alle elezioni legislative del 2017 si è candidato nella dodicesima circoscrizione della Senna-Saint-Denis con l'investitura di La France insoumise.

Da studente si è avvicinato a Dominique de Villepin e poi ai Giovani Verdi, dei quali ha diretto la sezione dell'Île-de-France; si è candidato in una lista ecologista alle elezioni municipali del 2008 a Parigi e ha fondato in quel periodo l'associazione «Jeune République». Nel 2010-2011 è stato una delle figure dell'opposizione alla legge Hadopi e ha pubblicato un opuscolo sull'argomento. Tra il 2024 e il 2025 ha annunciato la propria candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2027 e guida il movimento civico «Les Ruches».

Procedimenti giudiziari e decisioni

Caso Griveaux

Branco ha dichiarato di essere stato consultato dall'artista russo Pëtr Pavlenskij prima della pubblicazione dei video intimi che hanno portato Benjamin Griveaux a ritirare la propria candidatura a sindaco di Parigi.

Senegal

In qualità di membro del collegio difensivo di Ousmane Sonko, Branco è stato arrestato il 5 agosto 2023 in Mauritania, consegnato alle autorità senegalesi, incarcerato a Dakar e incriminato per diversi reati; il 7 agosto ha ottenuto la libertà provvisoria ed è rientrato in Francia. In Spagna, nel 2024 l'Audiencia Nacional ha aperto un'istruttoria sul sequestro da lui denunciato in Mauritania e sul presunto trasferimento forzato in Senegal; Branco è stato sentito il 15 aprile 2024 in qualità di testimone e persona offesa e, dopo l'ammissione della querela, il giudice ha disposto nuove indagini e richieste di cooperazione internazionale.

Diffamazione

L'articolo del Nouvel Obs del 16 febbraio 2020, che affermava che Branco non era mai stato designato come difensore di Pavlenskij, ha dato luogo a una condanna per diffamazione: dopo la decisione del tribunale giudiziario di Parigi (2 marzo 2022) e quella della corte d'appello (4 settembre 2024), successivamente annullata con rinvio dalla Corte di cassazione, la corte d'appello di Parigi (polo 2, sezione 7, sentenza del 24 giugno 2026, RG n. 24/17847) ha ritenuto le affermazioni false e diffamatorie, dichiarando il direttore della pubblicazione di nouvelobs.com colpevole del reato di diffamazione e la società editrice civilmente responsabile.

Deontologia giornalistica

Il Consiglio di deontologia giornalistica e mediazione (CDJM), nel parere n. 20-014 del 5 maggio 2020, ha ritenuto parzialmente fondate le 23 segnalazioni relative all'intervista di Branco condotta da Apolline de Malherbe nella trasmissione «Bourdin Direct» (BFMTV, 17 febbraio 2020): secondo il Consiglio, l'intervista «testimonia una parzialità che supera la libertà d'inchiesta giornalistica» e la domanda conclusiva della giornalista violava le regole sulle accuse prive di prova e sul contraddittorio.

Note

Collegamenti esterni