Biografia Gadi Eisenkot è nato il 19 maggio 1960 a Tiberiade, nel distretto settentrionale dello stato di Israele. È il secondogenito di quattro figli nati da Meir ed Esther Eisenkot, immigrati ebrei marocchini provenienti dalla città di Safi. Sua madre nacque a Casablanca e suo padre a Marrakech. Si pensa che il cognome fosse originariamente Azenkot e che sia stato cambiato in Eisenkot da un impiegato dopo che suo padre emigrò in Israele. Dopo il divorzio dei genitori, suo padre si risposò ed ebbe altri quattro figli.
Eisenkot è cresciuto nella città portuale meridionale di Eilat e ha studiato alla Goldwater High School, specializzandosi in studi marittimi. Dopo il diploma, è stato arruolato nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e ha prestato servizio nella Brigata Golani .
Si è laureato in storia all'Università di Tel Aviv e in seguito ha conseguito un master in scienze politiche all'Università di Haifa .
Carriera militare
Gli inizi della carriera militare di Eisenkot sono legati alla 1ª Brigata fanteria "Golani": arruolato nelle IDF nel 1978, è stato assegnato al 51º Battaglione della brigata dove ha ricoperto i ruoli di capo squadra e, dopo aver completato un corso per ufficiali di fanteria, capo plotone.
All'inizio degli anni '80 è stato promosso a vice comandante di compagnia e, durante la prima guerra del Libano, è stato nominato comandante della compagnia fucilieri del 51º Battaglione. Durante il conflitto del Libano meridionale ha servito come capo dell'ufficio operazioni della brigata e poi come comandante della Compagnia anticarro "Orev". In seguito, ha servito nei ruoli di comandante del 13º Battaglione della Golani, vice comandante di brigata e ufficiale delle operazioni del Comando settentrionale. Successivamente ha servito come comandante della 165ª Brigata "Carmeli" e come comandante della 421ª Brigata territoriale "Ephraim". Dopo aver studiato per un anno al War College di Carlisle in Pennsylvania, nel 1997 è tornato alla Brigata "Golani" nel ruolo di comandante succedendo al colonnello Erez Gerstein.
Nel 1999 Eisenkot è stato scelto come segretario militare del primo ministro e ministro della difesa Ehud Barak venendo promosso a generale di brigata. Successivamente ha comandato la 366ª Divisione di riserva e la 877ª Divisione "Giudea e Samaria", guidandole durante la seconda intifada. È stato promosso a capo della Direzione operativa delle IDF (Agam) nel giugno 2005.
Nell'ottobre 2006 Eisenkot ha preso il posto del dimissionario Udi Adam, criticato per la sua condotta nella seconda guerra del Libano, come comandante del Comando settentrionale. A seguito del conflitto, nel 2008 il generale ha sintetizzato un approccio militare che le IDF dovrebbero seguire per neutralizzare i propri nemici, quali Hezbollah o la Siria, denominato "dottrina Dahiya", in riferimento al quartiere meridionale della capitale libanese di Beirut, raso al suolo dai bombardamenti israeliani. La dottrina consiste nell'uso asimmetrico di forza militare, con l'obbiettivo di distruggere delle infrastrutture civili di regimi ritenuti ostili come una misura calcolata per negare ai combattenti l'uso di tali infrastrutture e che approva l'impiego di una "forza sproporzionata" per raggiungere tale scopo.
L'11 luglio 2011, Eisenkot è stato a sua volta sostituito dal maggiore generale Yair Golan, venendo poi trasferito alla carica di vice capo di stato maggiore al posto del generale maggiore Yair Naveh, assumendo l'incarico il 14 gennaio 2013. Il 28 novembre 2014, il ministro della difesa Moshe Ya'alon e il primo ministro Benjamin Netanyahu hanno scelto Eisenkot come successore del generale Benny Gantz come capo dello stato maggiore generale delle Forze di difesa israeliane (Ramatkal).
Capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane
Eisenkot ha assunto l'incarico di Ramatkal il 16 febbraio 2015. Al suo insediamento, ha iniziato a promuovere misure per rafforzare le forze di terra, come il potenziamento dell'addestramento della fanteria e delle forze corazzate. Eisenkot ha in seguito elaborato il piano pluriennale Gideon, con il quale ha affrontato diverse questioni, come il rafforzamento e lo sviluppo delle capacità di manovra delle IDF e l'istituzione di un comando cibernetico.
Il 25 settembre 2016, il generale ha firmato una direttiva per garantire ai soldati maschi il diritto di chiedere di non prestare servizio con le donne e di non condividerne gli spazi abitativi, se ciò è contrario alle loro convinzioni religiose.
Eisenkot è stato accreditato, anche se criticato da membri della comunità ortodossa, quali il capo rabbino di Safad Shmuel Eliyahu, per aver fatto di più dei suoi predecessori per integrare le donne nelle Forze di difesa israeliane. Ad esempio, nel giugno 2018 il Corpo corazzato ha accolto le sue prime quattro donne al comando di carri armati e nell'agosto seguente è stata nominata la prima donna al comando di uno squadrone dell'Aeronautica militare israeliana, (il 122º "Nachson"). Si è tuttavia opposto alla possibilità per le donne di servire in prima linea.
Il 14 gennaio 2019, Eisenkot ha rivelato che Israele avesse fornito armi ai gruppi ribelli siriani sulle alture del Golan durante la guerra civile nel paese, cosa che era stata negata dal governo. Il giorno seguente, il generale ha ceduto le funzioni di Ramatkal al generale Aviv Kohavi, venendo congedato dal servizio militare.
Carriera politica Dopo il suo ritiro da capo di stato maggiore, i media israeliani hanno riferito che Eisenkot aveva preso in considerazione l'idea di entrare in politica prima delle elezioni del 2020. Prima delle elezioni del 2022, Eisenkot si è unito alla coalizione nota come Partito di unità nazionale sotto Benny Gantz ed è stato eletto deputato al parlamento israeliano (Knesset).
Il 12 ottobre 2023, ha prestato giuramento come ministro senza portafoglio dopo che il suo partito è entrato a far parte del governo in seguito allo scoppio della guerra di Gaza.
Il 18 gennaio 2024, Eisenkot ha concesso un'intervista al programma televisivo israeliano "Huvdà", dove ha esposto pubblicamente i dissidi interni al gabinetto di guerra, dichiarando che il primo ministro Netanyahu fosse personalmente responsabile della disfatta militare del 7 ottobre e che eliminare Hamas fosse impossibile in quanto organizzazione transnazionale e per la sua importanza nei negoziati per il rilascio degli ostaggi. Egli ha poi continuato affermando che il primo ministro avrebbe avuto interesse a espandere le operazioni militari al fronte nord contro Hezbollah, ma che tale scelta è stata posta al suo veto e da quello di Gantz. Nel giugno seguente, l'ex generale ha lasciato il governo insieme al resto del Partito di unità nazionale.
La coalizione ha annunciato il 30 giugno 2025 che Eisenkot avrebbe lasciato il partito e si sarebbe dimesso dal suo seggio alla Knesset. Ha presentato le sue dimissioni come deputato il 2 luglio dello stesso anno ed è stato in seguito sostituito da Eitan Ginzburg il 4 luglio. L'ex generale ha spiegato le ragioni del suo abbandono in una conferenza stampa il 1º luglio, osservando che Unità Nazionale aveva bisogno di un "profondo processo di democratizzazione", che a suo dire non si era ancora verificato.
Eisenkot ha dichiarato in un'intervista a Canale 12 che potrebbe candidarsi alla carica di primo ministro se ciò potesse aiutare il "blocco anti-Netanyahu" nelle prossime elezioni. Il 16 settembre 2025, l'ex generale ha annunciato che avrebbe fondato un nuovo partito politico, Yashar!.
Visioni politiche
Politica interna Nel 2020, Eisenkot ha sostenuto la sua visione di Israele come stato che "bilancia i valori nazionali ebraici con i pari diritti per tutti i cittadini, indipendentemente da religione, nazionalità, razza e genere". Sul tema della sicurezza ha affermato che, nonostante le possibili minacce provenienti dalla Striscia di Gaza, Siria, Libano e Iran, si ritiene più preoccupato della instabilità politica interna del paese, chiedendo riforme per rafforzare la separazione dei poteri all'interno del governo israeliano.
Striscia di Gaza Nel 2020 Eisenkot ha sostenuto una soluzione a due stati con i palestinesi per mantenere uno stato ebraico-democratico ed evitare uno stato binazionale, ma insiste sul mantenimento di porzioni della Cisgiordania occupata, tra cui la Valle del Giordano e alcuni blocchi di insediamenti. Durante la sua campagna elettorale nel 2026 ha però affermato che "sotto il governo che formeremo, non ci sarà alcuno Stato palestinese".
Per quanto riguarda Hamas, Eisenkot si dice a favore di un accordo di cessate il fuoco a lungo termine che includa il ritorno dei prigionieri israeliani, la smobilitazione delle capacità missilistiche e balistiche e, a queste condizioni, accetta misure di riabilitazione per Gaza, tra cui l'apertura di un porto marittimo, con il supporto degli Stati Uniti. Crede in una politica di sicurezza proattiva e ferma per erodere le capacità del nemico e scoraggiare coloro che si oppongono all'esistenza di Israele.
Servizio militare per gli Haredim Eisenkot ha indicato di essere favorevole alla concessione di esenzioni dal servizio militare, fino ad un massimo del tre percento, per gli Haredim iscritti alla loro scuola rabbinica, ma si oppone al sistema in vigore da decenni che ha fornito agli uomini ultraortodossi troppe esenzioni dopo gli attentati del 7 ottobre, specificando che "non avrebbe fatto nessun compromesso".
Diritti LGBT Nell'ottobre del 2022, interrogato sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, Eisenkot ha dichiarato di preferire un approccio "vivi e lascia vivere", affermando di non voler intromettersi nella vita privata o nelle camere da letto altrui. L'Associazione per l'uguaglianza LGBTQ in Israele (Aguda) ha criticato la posizione di Eisenkot, precisando che il tema non era una "questione personale" e che la mancanza di matrimoni tra persone dello stesso sesso in Israele era una "politica discriminatoria che va avanti da anni".
Nell'agosto 2026, Eisenkot ha annunciato l'adesione al suo partito di Israel Zari, vice sindaco di Ramat Gan e primo politico della città pubblicamente dichiarato omossessuale.
Vita privata Eisenkot è sposato con sua moglie Hannah e con lei ha cinque figli, Guy, Rotem, Yael, Vered e Gal. Attualmente la famiglia risiede a Herzliya. Uno dei suoi figli, sergente maggiore Gal Meir Eisenkot, è stato ucciso nella guerra di Gaza nel dicembre 2023. Anche due dei suoi nipoti sono stati uccisi nella stessa guerra. Uno, sergente Maor Cohen Eisenkot, è stato ucciso un giorno dopo suo figlio. L'altro nipote, capitano Yogev Pazy, è stato ucciso nel novembre 2024.
Onorificenze
Onorificenze israeliane
Onorificenze straniere
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Commendatori della Legion of Merit Categoria:Studenti dell'Università di Tel Aviv Categoria:Studenti dell'Università di Haifa