Griswold contro Connecticut, 381 U.S. 479 (1965) fu una sentenza di grande importanza dalla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America relativa ai diritti umani.

Contesto e precedenti Nel 1879 lo Stato del Connecticut approvò una legge in cui definiva illegale "...qualsiasi medicina, dispositivo medico o strumento atto a prevenire il concepimento..." e ne condannava oltre che l'uso e la vendita anche la promozione. In caso di violazione erano previste pene che andavano dalla sanzione pecuniaria non inferiore a 50$ e la detenzione per un periodo non inferiore a sei giorni e non superiore a un anno.

La prima clinica dell'organizzazione Planned Parenthood ad Hartford nel 1935, seguita da altre strutture simili tra cui la clinica Waterbury. Proprio quest'ultima distribuiva strumenti contraccettivi e venne obbligata a rispettare lo statuto in due casi. Tileston contro Ullman (1943) e Poe contro Ullman (1961), in entrambi i casi la corte suprema respinse l'appello per motivi tecnici. In particolare il caso Poe diede origine a diverse polemiche e rimase celebre l'opinione dissenziente del giudice Harlan:

Il fatto Nel 1961 l'attivista Estelle Griswold e il dottor C. lee Buxton (stimato ginecologo e professore dell'Università di Yale) aprirono una clinica Planned Parenthood e oltre a prestare assistenza medica alle donne iniziarono a consigliare, alla luce del sole quindi in aperto contrasto con la legge, l'utilizzo della contraccezione. Lo scopo dichiarato era quello di portare la questione in tribunale.

I due furono effettivamente arrestati, processati e condannati al pagamento di una multa di 100$ a testa. Avendo raggiunto il loro scopo i due ricorsero alle vie legali e adirono il caso presso la Corte Suprema del Connecticut, che diede ragione allo Stato confermando la legge. A quel punto i due attivisti portarono il caso davanti alla Corte Suprema federale.

La sentenza L'opinione di maggioranza della corte venne redatta dal celebre giudice progressista William O. Douglas. Il giudice inizia citando i precedenti Meyer contro Nebraska (1923) e Pierce contro Society of Sisters (1925) in cui la Corte stessa aveva sancito la sacralità del matrimonio. Douglas poi prosegue con uno dei passaggi più famosi e citati nella storia della giurisprudenza statunitense introducendo il concetto della penombra, ovvero diritti non scritti esplicitamente che esistono e prendono forma come naturale conseguenza di altri esplicitamente citati.

Douglas mette in evidenza che il diritto alla privacy matrimoniale esiste fin dall'antichità ed è di gran lunga antecedente alla costituzione e alla Carta dei Diritti. Utilizzando il suo solito stile prosegue mettendo in evidenza il paradosso di come dovrebbe lo Stato assicurarsi il rispetto di tale legge:

I giudici Hugo Black e Potter Stewart scrissero un'opinione dissenziente, fedele al principio originalista e testualista, che pur riconoscendo l'insensatezza della legge sosteneva che poiché la costituzione non menziona esplicitamente la privacy come un diritto fondamentale la Corte non aveva una base legale per abrogare la legge del Connecticut.

Conseguenze La sentenza introdusse il concetto di diritto alla privacy costituzionalmente garantito anche in assenza di una previsione esplicita da parte della costituzione. Questo caso fece da apripista e appiglio giuridico per gran parte delle sentenze relative ai diritti civili dei decenni successivo. Eisenstadt contro Baird che estende la legalità dell'uso dei contraccettivi alle coppie non sposate, Roe contro Wade che in nome del diritto alla privacy legalizzò l'aborto, Lawrence contro Texas che stabilì l'incostituzionalità delle leggi contro la sodomia tra adulti consenzienti e Obergefell contro Hodges che legalizzò il matrimonio omosessuale negli Stati Uniti.

La decisione comunque non fu esente da critiche, oltre ai due giudici dissidenti diverse fazioni politiche accusarono la Corte Suprema di aver voluto creare nuova giurisprudenza invece di applicare quella esistente. Tali critiche sono tornate prepotentemente alla ribalta negli anni successivi al 2020, in particolare nel caso Dobbs contro Jackson Women's Health Organization il giudice Samuel Alito nel redigere l'opinione di maggioranza considerò la sentenza Roe che garantiva l'aborto come "errata fin dal principio", e il giudice Clarence Thomas andò oltre dicendo che la Corte aveva il dovere di correggere gli errori del passato commessi in seguito a questa interpretazione generosa del diritto alla privacy.

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Categoria:Sentenze della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America