Mia moglie () è un racconto di Anton Čechov, pubblicato per la prima volta in lingua russa nel 1892.

Storia editoriale

Il racconto "Mia moglie" è ambientato durante la spaventosa carestia che colpì la Russia centrale nel 1891-92 e che determinò un numero enorme di vittime attribuibili soprattutto all'insorgenza di malattie infettive. Come avveniva sempre in questi casi, oltre alle accuse al governo di inettitudine nel fronteggiare la crisi, si ebbero in favore delle popolazioni colpite numerosi tentativi di sottoscrizione pubblica nelle quali si distinse Lev Tolstoj il quale — insieme ai familiari, soprattutto alla moglie Sof'ja — riuscì a mobilitare l'opinione pubblica mondiale e a estendere le sottoscrizioni a tutta l'Europa e agli Stati Uniti. Si mobilitò anche Čechov il quale visitò le province colpite dalla carestia, partecipò all'organizzazione della raccolta fondi, pubblicò appelli sui quotidiani, acquistò bestiame ecc... Documento di quel periodo d'alacrità è, per l'appunto, il racconto Mia moglie, pubblicato nel numero di gennaio del 1892 del mensile Severnyj vestnik.. Il racconto fu poi inserito nel VII volume dell'edizione delle opere di Čechov pubblicata dall'editore Marks nel 1903. Fu tradotto in italiano dal russo per la prima volta da Federigo Verdinois e pubblicata dall'editore Jovene in volume nel 1906 assieme al romanzo Mi ami? di Eugenio Niemand ..

Trama La storia è ambientata nell'Impero russo nel 1891. Pàvel Andréevič, un ingegnere in pensione, ricco proprietario terriero, si è ritirato in campagna con la moglie Natàl'ja Gavrilovna, con la quale tuttavia i rapporti non sono più buoni, per cui i due coniugi vivono separati nella stessa abitazione. Nel frattempo una grave carestia sta imperversando nelle regioni centrali e del Volga, compreso il circondario nel quale risiedono Pàvel Andréevič e sua moglie: il raccolto è stato cattivo, e i contadini, indeboliti dalla fame, si ammalano e muoiono. L'ingegnere vorrebbe aiutarli e comincia a ideare la strategia ottimale. Intanto sua moglie Natàl'ja Gavrilovna ha già raccolto dei fondi e formato un comitato. Pàvel Andréevič vorrebbe far parte di questo comitato, se non altro per poter stare vicino alla moglie che, nonostante la separazione di fatto, egli ama ancora. Ma la moglie — la quale, vivendo senza amore, trova nella beneficenza una ragione di vita — si ribella a questa intromissione. Offeso, Pàvel Andréevič decide di lasciare l'abitazione familiare e partire da solo per un lungo viaggio. L'ingegnere ha iniziato ad allontanarsi; ma, all'ultimo momento, non sa vincere l'attrazione che ancora prova per sua moglie, cambia idea, ritorna a casa e consegna a Natàl'ja Gavrilovna tutto il proprio patrimonio perché sia distribuito ai poveri. Conclusione: «E io vedo che, grazie a lei, non rimarrà presto gran che dei nostri beni e diverremo poveri. Ma ciò non mi inquieta affatto e sorrido a lei gaiamente. Dacché sono entrato fra le reclute degli indifferenti son divenuto anch'io indifferente, e sto bene. Quel che sarà poi, lo ignoro»..

Personaggi Pàvel Andréevič Assorinio narrante, ricco proprietario terriero, 46 anni, ingegnere in pensione, vorrebbe scrivere una «Storia delle Strade Ferrate», marito di Natàl'ja Gavrilovna di cui è ancora innamorato Natàl'ja Gavrilovnamoglie di Pàvel Andréevič, ventisettenne, disprezza il marito Már'ja Gerassìmovnagovernante settantenne, da decenni al servizio della famiglia di Pàvel Andréevič, decorosa, sta sempre seduta in salotto a leggere un libro Ivan Ivànyč Braginamico di famiglia, ultracinquantenne; un tempo intraprendente, ciarliero, festaiolo e pronto ad innamorarsi; adesso invecchiato, ingrassato, triste e senza opinioni A. M. Sobolmedico distrettuale Zibellìnovmedico condotto

Critica Per Giorgio Kraiski, Mia moglie è una narrazione essenzialmente a sfondo psicologico, il cui protagonista è uno dei soliti uomini inutili, deboli, indecisi, così numerosi nelle pagine di Anton Čechov.. La decisione del protagonista di distribuire tutte le sue sostanze ai poveri attraverso la moglie, non è un gesto risolutivo e illuminante ma piuttosto un estremo tentativo per superare il senso della propria inutilità e, insieme, una conseguenza di quella tragica indifferenza alla vita, propria dei personaggi di Čechov.. Per Igor Sibaldi, Mia moglie era e appariva un omaggio ai Tolstoj. Era evidente ai lettori del 1892 la parte determinante che Sof'ja Tolstaja aveva avuto nel successo dell'opera di soccorso intrapresa dal celeberrimo marito; nei due coniugi di Mia moglie Čechov lasciava filtrare l'intensità di quel legame che univa tutta quanta la cultura del suo tempo alle impossibili ma travolgenti soluzioni tolstoiane: l'incompatibilità col tolstoismo è totale, ma il divorzio è impossibile.

Adattamenti My femme - Film per la televisione francese del 1971 diretto da Jean L'Hôte Жена - Film per la televisione sovietico del 1977 diretto da Efim Ajzikovič Kameneckij Mia moglie - radiocomposizione di Marco Visconti, Compagnia di Prosa di Firenze della RAI, regia di Marco Visconti (18 settembre 1963) .

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Categoria:Racconti di Anton Čechov