Biografia Il contesto e la nomina Abū Saʿīd Mūsā ibn Aḥmad, ricordato nelle cronache dell'epoca con il soprannome di al-Ḍāʾif (letteralmente "l'Ospite"), ricevette la nomina a governatore dell'isola (Siqilliyya) dal califfo fatimida al-Mahdi Billah nel corso del 916 (anno 304 dell'Egira). Il soprannome gli derivava da una sua precedente missione a Palermo, compiuta in veste di ambasciatore e inviato diplomatico della dinastia dei Fatimidi.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. II, Firenze, Le Monnier, 1858, p. 139. «Il Mahdi spedì in Sicilia una possente armata e navi sotto il comando di Abu Sa'id Musa ibn Ahmad, soprannominato al-Daif (l'Ospite), perocché altre volte era stato in Palermo inviato del Mahdi».
La sua spedizione militare fu decisa dalla corte nordafricana per stroncare definitivamente i focolai di ribellione nell'isola, divampati negli anni precedenti a causa delle spinte autonomistiche della popolazione locale e dello jund (l'aristocrazia militare araba siciliana).
Il governatorato e la sottomissione dell'isola (916-917) Al comando di una flotta e di ingenti truppe inviate dal Califfato fatimida, al-Ḍāʾif sbarcò in Sicilia per restaurare l'ordine. L'insediamento del nuovo governatore si scontrò tuttavia con una fiera e compatta resistenza armata da parte dei Siciliani, che tentarono di contrastare il suo sbarco.
Le forze fatimidi riuscirono a prevalere sui ribelli grazie alla superiorità militare, costringendo la città di Palermo e le fazioni ribelli alla capitolazione e alla richiesta formale di pace.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. II, Firenze, Le Monnier, 1858, pp. 139-140. «I Siciliani si unirono a massa per fare resistenza, ma le forze del Mahdi prevalsero ed essi capitolarono chiedendo la pace (aman)». Una volta preso possesso del governo, al-Ḍāʾif impose una durissima repressione contro i promotori delle passate rivolte anti-fatimide. Molti dei capi ribelli e degli esponenti dello *jund* locale vennero tratti in arresto, messi a morte o condotti in catene in Ifrīqiya dinanzi al califfo al-Mahdi.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. II, Firenze, Le Monnier, 1858, p. 140. «Il Daif entrò in Palermo; mise le mani addosso a' primati e a coloro ch'aveano mossa la guerra; e speditili in Africa incatenati, il Mahdi li fece morire».
Sostituzione e fine del mandato Nel corso del 917 (anno 305 dell'Egira), dopo pochi mesi di amministrazione, al-Ḍāʾif venne richiamato in Africa e sostituito dal generale Salīm ibn Asad al-Kutāmī, esponente della fedele tribù berbera dei Kutama, il quale avrebbe governato l'isola per i successivi vent'anni.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. II, Firenze, Le Monnier, 1858, p. 141. « [...] l'anno appresso trecentosette (917-918 d.C.) o sul finire del trecentosei, il governo di Sicilia fu tolto al Daif e dato a Salim ibn Asad ibn abi Rasciad, della tribù di Kutama».
Note
Bibliografia Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. II, Firenze, Felice Le Monnier, 1858.
Voci correlate Governanti islamici di Sicilia Storia della Sicilia islamica Fatimidi
Categoria:Governanti fatimidi di Sicilia Categoria:Militari arabi Categoria:Nati nel IX secolo Categoria:Morti nel X secolo