Fu uno dei principali promotori degli studi di genealogia, araldica e storia della nobiltà nella Spagna del XX secolo.

Fondò e diresse la rivista Hidalguía, partecipò alla costituzione dell'Asociación de Hidalgos a Fuero de España e promosse la nascita dell'Instituto Internacional de Genealogía y Heráldica, dell'Instituto Luis de Salazar y Castro e della Escuela de Genealogía, Heráldica y Nobiliaria.

Esercitò inoltre le funzioni di cronista re d'armi, rilasciando certificazioni genealogiche, nobiliari e araldiche sottoposte al controllo del Ministero della giustizia spagnolo. È generalmente indicato come l'ultimo cronista d'armi riconosciuto dall'amministrazione statale spagnola prima della sua morte nel 2005.

La sua produzione comprende manuali, repertori araldici, indici genealogici, edizioni di fonti archivistiche e numerosi studi sulla vita e sull'epoca dell'imperatore Carlo V. Il catalogo della Biblioteca nazionale di Spagna gli attribuisce 86 opere e la partecipazione a numerose altre edizioni.

Biografia

Famiglia e formazione

Vicente de Cadenas nacque a Madrid il 29 aprile 1915, figlio di Francisco de Cadenas y Gaztañaga e di Vicenta Vicent y Nogués. Ebbe un fratello, Francisco de Cadenas y Vicent, che partecipò con lui ad alcune delle successive iniziative culturali e associative.

A partire dal 1932 frequentò corsi di storia e giornalismo presso l'Università di Madrid. I suoi interessi si indirizzarono precocemente verso la storia spagnola, le fonti documentarie, le genealogie familiari e la disciplina araldica.

Accanto alla ricerca storica svolse attività giornalistica, che negli anni trenta si intrecciò con il suo impegno politico.

Attività nella Falange

Durante la Seconda Repubblica spagnola aderì alla Falange Española de las JONS. Prima dello scoppio della guerra civile spagnola fu designato nell'apparato della stampa e della propaganda falangista.

Durante la fase iniziale del conflitto diresse la Jefatura Nacional de Prensa y Propaganda della Falange, con sede a San Sebastián. La struttura, confermata nel settembre 1936, coordinava la stampa, le pubblicazioni, l'amministrazione editoriale e la diffusione della propaganda del movimento. Dopo l'unificazione politica imposta da Francisco Franco nell'aprile 1937, gli organismi autonomi della Falange furono sottoposti a una progressiva riorganizzazione.

Nel 1975 pubblicò Actas del último Consejo Nacional de Falange Española de las J.O.N.S. (Salamanca, 18-19-IV-1937) y algunas noticias referentes a la Jefatura Nacional de Prensa y Propaganda, nel quale raccolse documenti e ricordi relativi a quella fase della propria attività.

Cronista re d'armi

Cadenas fu inizialmente nominato cronista d'armi da Carlo Pio d'Asburgo-Lorena, pretendente carloctavista al trono spagnolo. Una successiva certificazione, datata 29 maggio 1951, confermava il titolo e attestava che Cadenas ne esercitava le funzioni dal 1938.

Il decreto spagnolo del 13 aprile 1951 sottopose a una nuova disciplina le funzioni dei cronisti d'armi. Esso stabiliva che il titolo fosse rilasciato dal Ministero della giustizia, dopo un esame di idoneità, e attribuiva ai cronisti la competenza a emettere certificazioni di nobiltà, genealogia e stemmi. Le certificazioni che autorizzavano l'uso di armi erano valide soltanto dopo l'apposizione del visto ministeriale.

La disposizione transitoria del decreto obbligava i cronisti già in attività a presentare i rispettivi titoli o nomine al Ministero. Cadenas inoltrò la propria istanza il 31 maggio 1951. Il suo titolo fu annotato nel libro dei cronisti d'armi del Ministero della giustizia il 13 luglio dello stesso anno, con registrazione dell'anzianità riconosciuta, e ricevette successivamente la conferma mediante un nuovo albalá dello Stato spagnolo.

Cadenas esercitò le funzioni attraverso il proprio Archivio araldico, nel quale venivano conservati i protocolli delle certificazioni emesse. Le pratiche potevano comprendere lo studio delle ascendenze, l'esame delle fonti genealogiche, la descrizione dello stemma e, quando prevista, l'autorizzazione al suo uso.

La natura giuridica dell'ufficio fu precisata nel 1995 dal Consiglio di Stato spagnolo, che considerò il cronista d'armi un privato esercente un'attività soggetta a determinati controlli amministrativi, e non un funzionario pubblico. Il Ministero interveniva principalmente nella verifica dei requisiti, nel rilascio del titolo e nell'approvazione delle certificazioni previste dal decreto del 1951.

Alla morte di Juan Félix de Rújula y Vaca nel 1978, Cadenas rimase l'ultimo cronista d'armi operante con riconoscimento dell'amministrazione statale. Continuò a esercitare tale attività fino alla morte nel 2005.

Attività genealogica e araldica

Fondazione di Hidalguía

Nel 1953 Cadenas fondò la rivista Hidalguía, dedicata alla genealogia, alla nobiltà e all'araldica. Alla preparazione della pubblicazione parteciparono anche Vicente Castañeda y Alcover, segretario perpetuo della Real Academia de la Historia, Francisco de Cadenas, il marchese de Siete Iglesias e il barone de Cobos de Belchite. L'iniziativa ricevette inoltre il sostegno del duca d'Alba, all'epoca presidente della Real Academia de la Historia.

Fu Cadenas a proporre il nome Hidalguía e il sottotitolo Revista de Genealogía, Nobleza y Armas. Il primo fascicolo fu pubblicato nella primavera del 1953. La rivista ospitava studi, documenti e recensioni riguardanti genealogia, araldica, diritto nobiliare, storia delle famiglie, castelli, ordini cavallereschi e discipline connesse.

Cadenas ne mantenne la direzione dalla fondazione sino alla morte. Parallelamente promosse la casa editrice Ediciones Hidalguía, attraverso la quale furono pubblicate monografie, repertori, atti congressuali e collane di fonti documentarie.

La pubblicazione della rivista proseguì dopo la sua morte, sotto la direzione di Faustino Menéndez Pidal de Navascués e dei successivi direttori.

Asociación de Hidalgos de España

Il 3 novembre 1954 Cadenas partecipò alla costituzione dell'Asociación de Hidalgos, Infanzones y Noblezas a Fuero de España, successivamente denominata Asociación de Hidalgos a Fuero de España e infine Real Asociación de Hidalgos de España. Tra gli altri fondatori figuravano suo fratello Francisco de Cadenas y Vicent, il marchese de Siete Iglesias, il marchese de Zayas e Valentín Dávila Jalón.

L'associazione si proponeva di riunire e rappresentare gli appartenenti alla nobiltà non titolata spagnola, promuovendo al tempo stesso studi genealogici, araldici e nobiliari. Cadenas ne fu segretario generale perpetuo e partecipò alla creazione di buona parte delle sue strutture culturali ed editoriali.

Nel gennaio 1956 fu costituito l'Instituto Luis de Salazar y Castro, collegato al Consejo Superior de Investigaciones Científicas, con lo scopo di sviluppare la ricerca genealogica e araldica e di promuovere la pubblicazione di fonti e repertori.

Cadenas fu inoltre tra i promotori dell'Instituto Internacional de Genealogía y Heráldica, organismo dedicato alla cooperazione internazionale fra studiosi delle discipline genealogiche e araldiche.

Escuela de Genealogía, Heráldica y Nobiliaria

Nel gennaio 1960 la Asociación de Hidalgos e l'Instituto Luis de Salazar y Castro istituirono a Madrid la Escuela de Genealogía, Heráldica y Nobiliaria. Nello stesso anno venne creata una seconda scuola a Barcellona, modellata sull'esperienza madrilena.

Cadenas fu ideatore e direttore della scuola e partecipò direttamente all'insegnamento. I corsi affrontavano genealogia, araldica, diritto nobiliare, storia delle istituzioni nobiliari, paleografia, diplomatica e altre discipline ausiliarie della storia.

Le lezioni furono raccolte nel Tratado de genealogía, heráldica y derecho nobiliario, la cui prima edizione apparve nel 1961. L'opera comprendeva contributi di Cadenas e di altri docenti della scuola e fu successivamente ristampata e aggiornata.

Ricerca documentaria e pubblicazioni

Una parte considerevole dell'attività di Cadenas fu dedicata al censimento, all'ordinamento e alla pubblicazione di fonti archivistiche. Le sue opere furono concepite sia come studi storici sia come strumenti di consultazione destinati a genealogisti, storici, archivisti e studiosi della nobiltà.

Tra le fonti da lui esaminate o pubblicate figurano:

i processi di riconoscimento dell'hidalguía conservati nell'Archivio della Real Chancillería di Valladolid; i fascicoli di ammissione agli ordini militari di Santiago, Calatrava, Alcántara e Montesa; gli atti relativi all'Ordine di Carlo III; i registri e i fascicoli riguardanti titoli nobiliari, successioni e concessioni; documenti militari, amministrativi e previdenziali conservati negli archivi spagnoli; repertori di stemmi e cognomi della comunità ispanica.

La serie dedicata ai processi di hidalguía del XVIII secolo, pubblicata sotto la sua direzione tra il 1980 e il 2003, raggiunse 44 volumi. Le schede riportavano normalmente nomi, luoghi di origine, parentele, date, prove documentarie e riferimenti archivistici.

Analogamente, i repertori relativi agli ordini militari raccoglievano gli estratti dei fascicoli presentati dai candidati per dimostrare origine, legittimità, qualità sociale e requisiti genealogici. A queste opere si affiancarono l’Extracto de los expedientes de la Orden de Carlos III, pubblicato in più volumi tra il 1979 e il 1988, e le serie dedicate ai cavalieri degli ordini di Santiago, Calatrava, Alcántara e Montesa.

Un altro settore della sua attività riguardò la sistematizzazione della terminologia e delle regole araldiche. In opere quali Fundamentos de heráldica, Vademécum heráldico, Manual de vexilología e Repertorio de blasones de la comunidad hispánica affrontò la composizione degli stemmi, le figure araldiche, gli ornamenti esteriori, l'araldica ecclesiastica, le bandiere e la descrizione delle armi familiari e civiche.

Studi su Carlo V e sull'Italia

Cadenas dedicò una parte rilevante della propria produzione alla figura di Carlo V, alla politica imperiale e alla presenza spagnola nell'Italia del XVI secolo.

I suoi studi riguardarono il sacco di Roma del 1527, l'alleanza con Andrea Doria e il protettorato imperiale su Genova, la fine della Repubblica fiorentina, il sacco di Prato, il controllo del Milanesado, la doppia incoronazione di Carlo V a Bologna, l'annessione della Repubblica di Siena e i rapporti fra l'imperatore e il Concilio di Trento.

Pubblicò inoltre repertori cronologici e documentari dedicati ai viaggi, agli incontri, alle abdicazioni e agli ultimi anni dell'imperatore a Yuste. Tra questi figurano il Diario del Emperador Carlos V, le 1000 efemérides del emperador Carlos V, Caminos y derroteros que recorrió el emperador Carlos V e la Bibliografía del emperador Carlos V.

La produzione relativa all'Italia contribuì ai suoi rapporti con studiosi e associazioni italiane. Nel 1993 figurò tra i soci fondatori dell'Istituto Araldico Genealogico Italiano, con il quale mantenne una collaborazione negli ambiti della genealogia, dell'araldica e delle scienze documentarie della storia.

Attività internazionale

Cadenas partecipò all'organizzazione dei Congressi internazionali di scienze genealogiche e araldiche tenuti a Madrid nel 1955 e nel 1982. Tali congressi riunivano studiosi, archivisti, genealogisti e araldisti provenienti da diversi paesi e contribuirono alla creazione di reti internazionali fra le associazioni del settore.

Secondo la ricostruzione storica dell'International Commission for Orders of Chivalry, Cadenas fu tra i sostenitori delle deliberazioni congressuali che portarono nel 1960 alla costituzione della Commissione internazionale per lo studio degli ordini cavallereschi. In seguito entrò a far parte della stessa organizzazione come fellow.

Come cronista d'armi, nel 2000 certificò anche lo stemma utilizzato dalla Commissione, la cui documentazione ricevette il visto del Ministero della giustizia spagnolo.