La battaglia di Ecbatana fu combattuta nel 129 a.C. tra l'impero seleucida di Antioco VII Sidete e i Parti guidati da Fraate II, e segnò l'ultimo tentativo da parte dei primi per riprendere il controllo dei territori orientali; dopo la sconfitta, il territorio dei Seleucidi fu limitato all'area intorno alla Siria.
Antefatti L'impero seleucide aveva dovuto superare una sanguinosa guerra civile, nella quale Demetrio II Nicatore, figlio di Demetrio I Sotere, aveva sconfitto Antioco VI Dioniso, figlio di Alessandro I Bala; Demetrio aveva guidato una spedizione punitiva contro i Parti che avevano invaso Babilonia, uno dei territori sotto il suo controllo, ma era rimasto prigioniero durante un'imboscata, mentre Diodoto, un generale che aveva servito sotto Bala e che già prima della guerra civile aveva scacciato Demetrio per mettere sul trono Antioco, aveva poi fatto uccidere quest'ultimo e si era incoronare col nome di Trifone. Antioco VII, fratello di Demetrio e rimasto in esilio a Side, fu richiamato dall'ex-moglie di Demetrio, e nel 139 a.C. sbarcò a Seleucia e riuscì a sconfiggere Trifone in battaglia per ben due volte. Dopo che l'usurpatore si tolse la vita, Antioco riuscì a riunificare un impero ormai disgregato: nel 132 a.C. attaccò la Giudea e costrinse il re Giovanni Ircano I a sottomettersi a lui.
Antioco riunì quindi le sue forze per quello che si rivelò essere l'ultimo colpo di coda dell'impero seleucida: con un esercito di almeno uomini, nel 130 a.C. iniziò la sua campagna per riprendersi la Mesopotamia, e sconfisse il generale partico Indate sulle rive del Grande Zab, a cui seguì una ribellione a Babilonia dove il governatore partico perse la vita. Antioco conquistò anche Susa, dove fece coniare monete col suo volto, e avanzò fino alla Media.Bivar, 1983, p.36–37; Curtis, 2007, p.11; Shayegan, 2011, p.121–150 Sconfitto per ben tre volte, il re dei Parti Fraate II mandò una delegazione per un trattato di pace; Antioco pose come condizioni: la cessione ai Seleucidi tutti i loro territori degli Arsacidi eccetto la Partia stessa, il pagamento di un pesante tributo, e la liberazione di Demetrio II. I Parti liberarono Demetrio e lo rimandarono in Siria, ma rifiutarono tutte le altre clausole.Garthwaite, 2005, p.76–77; Bivar, 1983, pp.36–37; Curtis, 2007, p.11
Battaglia Volendo dare la spallata decisiva a Fraate, Antioco disperse il suo esercito nei suoi quartieri invernali. Nella primavera del 129 a.C., i Medi erano in rivolta aperta contro Antioco, il cui esercito sotto Ateneo di Macedonia aveva esaurito le sue risorse durante l'inverno; al che le città si rivoltarono contro i seleucidi, Antioco marciò per riportare l'ordine nelle guarnigioni alla guida di un piccolo esercito, probabilmente solo le sue Guardie Reali. Fraate sfruttò la situazione e lo assalì a Ecbatana, provocando la fuga di alcuni dei suoi generali tra cui Ateneo; durante la battaglia, la guardia reale fu annientata, e Antioco stesso rimase ucciso.
Conseguenze La salma di Antioco fu rimandata in Siria in una bara fatta d'argento; suo figlio Seleuco divenne ostaggio dei Parti e sposò una principessa degli ArsacidiShayegan, 2011, p.145–150, mentre una sua figlia (che il padre si era portato con sé forse per farla sposare con un satrapo alleato) divenne parte dell'harem di Fraate.Bivar, 1983, p.37–38; Garthwaite, 2005, p.77 Il resto dell'esercito seleucida rimasto in Media fu decimato, e i superstiti catturati e assorbiti dall'esercito arsacide (anche se poi lo avrebbero abbandonato durante una battaglia di Fraate contro i Saka, contro cui il re fu sconfitto e ucciso).
La battaglia segnò non solo la fine del periodo ellenistico nel moderno Iran, ma anche il declino definitivo dell'impero seleucide, che nonostante i tentavidi di Demetrio II precipitò infatti in una nuova guerra civile tra i vari pretendenti al trono negli otto anni seguenti; la corona siriana che passò nelle mani di vari sovrani ed usurpatori (Demetrio, Alessandro II Zabina, Cleopatra Tea e Seleuco V Filometore) fino a quando Antioco VIII Gripo riuscì nel 121 a.C. ad eliminare i vari pretendenti avversari e a riportare stabilità, acquisendo peraltro una discreta popolarità tra i sudditi. Cinque anni dopo, però, Antioco VIII affrontò una nuova guerra civile contro il fratellastro Antioco IX Ciziceno; nel 110 a.C. la Giudea ne approfittò per ribellarsi e tornare indipendente sotto Giovanni Ircano I. A inizio I secolo a.C., l'impero seleucide era ridotto a uno stato cuscinetto per le altre potenze che comprendeva niente più che Antiochia e alcune città siriane.
Note
Categoria:Battaglie che coinvolgono l'Impero seleucide Categoria:Battaglie che coinvolgono l'impero partico