Gadeiras (in greco: Γάδειρας) è il nome dell'antico arcipelago delle isole situate nell'attuale baia di Cadice. Tra queste si trovavano le isole dell’Eritea e Cotinusa (separate dal canale Bahía-Caleta) che oggi formano la penisola di Cadice, e l’isola di León dove si trova la città di San Ferdinando. Queste erano separate dal resto della penisola iberica grazie al canale di Sancti Petri che prende il nome dall’omonima isola.
Etimologia moderna Secondo l'archeologo Antonio García y Bellido (1903-1972) l’arcipelago era chiamato tá Gádeira dai greci, e nella forma plurale Gédeiroi da Erodoto. Invece erano conosciute dagli indigeni (secondo Plinio il Vecchio) come Ínsula Iunonis.
Etimologia platonica Secondo il racconto di Platone nel Timeo e nel Crizia, Gadeira era il nome della regione governata da Gadiro, (Gadeiron o Eumelus a seconda del racconto) figlio sovrano di Poseidone, fratello di Atlante, re supremo di Atlantide.
Il testo platonico afferma che Gadeiro governava la parte più orientale di Atlantide, nell'area che si estendeva dalle Colonne d'Ercole fino alla regione che, per derivazione del suo nome, all'epoca di Platone era chiamata Gadírica, Gadeirikēs o Gadeira.
Etimologia storica Secondo le fonti storiche, il toponimo deriva dalla città di Cadice, fondata con il nome di Gadir (nell'alfabeto fenicio 𐤀𐤂𐤃𐤓), (ʾgdr), che significa "fortezza" o "recinto murato". Era conosciuta in greco attico con un nome simile: τὰ Γάδειρα (Gádeira). In greco ionico, il nome è scritto in modo leggermente diverso: Γήδειρα (Gẽdeira), ed è così che appare nelle storie scritte da Erodoto. Occasionalmente, si trova la grafia ἡ Γαδείρα (Gadeíra), come ad esempio, negli scritti di Eratostene.
Necropoli Le necropoli di Gadir sono gruppo di siti funerari fenicio-punici situati in diverse zone dell’arcipelago. Sebbene siano spesso associate alle sepolture del VII-VI secolo a.C., le necropoli comprendono molti altri periodi. Si trovano principalmente nelle aree dell’isola dell’Eritea e Cotinusa.
Prima necropoli
L'origine della necropoli è necessariamente legata a quella della città fenicia, che sembra risalire alla fine del IX secolo a.C., contrariamente alla datazione tradizionale delle fonti scritte, che la collocano intorno al 1100 a.C. nella parte alta dell’Eritea.
Usualmente nella cultura fenicia era tradizione separare la necropoli dalla città tramite un fiume. Eppure ad oggi non é presenta alcun corso d’acqua tra i due siti; questo perché in passato c’era l’Arroyo de la Zanja, che nasceva al centro dell'isola e sfociava nella spiaggia di La Caleta, separando così il centro urbano originario dalla necropoli a nord.
Necropoli classica
Questa necropoli si estende su una zona piuttosto vasta di Cotinusa; copre principalmente il periodo compreso tra il VII e il VI secolo a.C., epoca in cui le sepolture avvenivano tipicamente in fosse o urne crematorie, in queste ultime al posto delle offerte arcaiche classiche come le Oinochoai furono ritrovati piatti, vasi e coppe. Ciò dimostra che già in questo periodo si stava verificando un cambiamento non solo nelle credenze funerarie, ma anche nella struttura sociale della comunità.
Questa necropoli mette anche in evidenza l’importanza dell’arcipelago poiché i ritrovamenti di gioielli cartaginesi e vasi egiziani in alabastro dimostrano come fosse un centro per il commercio in tutto il Mediterraneo.
Note
Bibliografia
Voci correlate Crizia
Collegamenti esterni
Categoria:Cadice Categoria:Isole scomparse