Il Parco Mezzi Cingolati e Corazzati dell'Esercito Italiano (noto anche come Comprensorio militare "A. Vidoletti" o colloquialmente come Deposito di Lenta) è un'infrastruttura logistica della forza armata italiana situata nel comune di Lenta, nella provincia di Vercelli.

L'area rappresenta uno dei più grandi centri di concentrazione e stoccaggio di veicoli corazzati e cingolati dismessi o in riserva a livello europeo, avendo ospitato storicamente una flotta oscillante tra i e i mezzi corazzati. L'infrastruttura assolve a compiti di sostegno logistico in patria, conservazione del materiale d'armamento in riserva e gestione dei vettori destinati all'alienazione o al ricondizionamento.

Storia Origini e sviluppo L'area in cui sorge il comprensorio militare nacque originariamente nella prima metà del XX secolo come stabilimento e deposito di proprietà del Gruppo Fiat, utilizzato per la logistica e il parcheggio di autoveicoli commerciali e industriali. Successivamente, nel secondo dopoguerra, il demanio militare acquisì la struttura per destinarla alle esigenze dell'Esercito Italiano, che necessitava di ampi spazi pianeggianti e isolati per la gestione dei mezzi pesanti ereditati o acquisiti durante la Guerra fredda.

La scelta geografica ed economica

La scelta di Lenta come polo strategico di stoccaggio risponde a precisi fattori geografici, geologici e logistici: Isolamento e sicurezza: la struttura sorge all'interno del bioma delle Baragge, un'area pianeggiante ricoperta da brughiere e boschi, circondata dalle risaie del vercellese. Questo garantisce una naturale protezione visiva e una facilità di sorveglianza perimetrale. Resistenza del terreno: a differenza delle adiacenti risaie allagate, il suolo della Baraggia presenta un terreno compatto, argilloso e asciutto, ideale per sopportare l'enorme carico statico di migliaia di veicoli pesanti (con masse comprese tra le 12 e le 50 tonnellate ciascuno) senza cedere o sprofondare. Logistica ferroviaria e stradale: la vicinanza ai grandi poli industriali del Nord-Ovest e la presenza di raccordi logistici hanno storicamente agevolato lo spostamento di intere colonne corazzate tramite convogli ferroviari o vettori pesanti.

Nel 2015, la caserma del comprensorio è stata ufficialmente intitolata al Sottotenente Angelo Vidoletti, insignito di Medaglia d'oro al valor militare alla memoria durante la Campagna italiana di Russia nella Seconda guerra mondiale.

Organizzazione e gestione Il comprensorio opera come organo esecutivo logistico. Dal punto di vista della catena di comando militare, il Parco Mezzi Cingolati e Corazzati di Lenta non è un ente autonomo, ma transita alle dirette dipendenze del Comando logistico dell'Esercito attraverso la TRAMAT ed i due enti dipendenti: il polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza e il polo di mantenimento dei mezzi di telecomunicazione elettronici e optoelettronici con sede a Milano (Caserma "Tanzi").

La gestione quotidiana in loco e i servizi di protocollo d'area sono affidati a un Direttore, ruolo storicamente ricoperto da un ufficiale con il grado di Tenente colonnello.Amministrazione e Protocollo AOO MD_E23082, Ministero della Difesa.

Mezzi stoccati e procedure Tipologia di flotta

La stragrande maggioranza dei veicoli custoditi a Lenta appartiene alle generazioni di mezzi corazzati impiegati dall'Italia dagli anni settanta fino ai primi anni duemila. Tra i modelli censiti ufficialmente dalle inchieste giornalistiche e ministeriali figurano: Leopard 1: carro armato da combattimento di origine tedesca, fulcro della componente corazzata italiana durante la Guerra Fredda, dismesso dal servizio attivo nel 2008. M113: veicolo trasporto truppe (APC) cingolato di origine statunitense, presente in diverse varianti (inclusi i derivati di produzione nazionale VCC-1 Camillino e VCC-2). M109: obice semovente cingolato da 155 mm. B1 Centauro: autoblindo ruotata cacciacarri (esemplari delle prime versioni sostituiti dalle varianti aggiornate).

Logica di stoccaggio e conservazione I mezzi all'interno del parco non sono abbandonati bensì vengono catalogati in base al loro stato d'uso e alla loro destinazione finale. 1. Riserva Strategica / Flotta "Inattiva": mezzi strutturalmente integri che l'Esercito mantiene come riserva in caso di necessità di mobilitazione straordinaria o per programmi di cessione a nazioni estere. 2. Polo per parti di ricambio (cannibalizzazione): molti veicoli considerati obsoleti vengono conservati per prelevarne componenti meccaniche ed elettroniche ancora funzionanti, necessarie a mantenere in efficienza i mezzi analoghi ancora in servizio operativo presso i reparti o per i mezzi speciali del genio militare (es. carri pionieri o gittaponti). 3. In attesa di alienazione: veicoli destinati alla demolizione e al riciclo dei materiali ferrosi tramite bandi di gara d'appalto gestiti dall'Agenzia industrie difesa (AID).

Strategia e funzione Il mantenimento a lungo termine di una flotta dismessa così vasta risponde a vincoli legali ed economici internazionali: trattati CFE e limitazioni internazionali: il Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa (CFE) impone rigidi massimali numerici sui sistemi d'arma pesanti posseduti da ciascuna nazione. Lo smantellamento o la vendita di carri armati deve seguire iter di certificazione internazionali lunghi e complessi per dimostrare la reale "demilitarizzazione" del mezzo (es. il taglio della canna del cannone o l'asportazione dei sistemi di puntamento). costi di demolizione e fluttuazione dei metalli: la demolizione di un carro armato da oltre 40 tonnellate richiede lo smaltimento di liquidi inquinanti (oli, carburanti), la rimozione di componenti speciali e il taglio di spesse piastre d'acciaio balistico. L'Esercito procede alla distruzione tramite lotti periodici affidati a ditte specializzate solo quando i bilanci della Difesa lo permettono o quando il valore di mercato del rottame metallico rende l'operazione economicamente sostenibile.

Note

Categoria:Esercito italiano Categoria:Logistica militare Categoria:Installazioni militari