Eocitharinus è un genere estinto di pesci ossei appartenente ai Characiformes, vissuto durante l'Eocene medio nell'attuale Tanzania. Comprende una sola specie, Eocitharinus macrognathus, descritta sulla base di un unico esemplare proveniente dal giacimento fossilifero di Mahenge, uno dei più importanti lagerstätten eocenici africani.

Etimologia Il nome del genere deriva dal prefisso greco eos ("alba" o "antico") e da Citharinus, in riferimento alle affinità con i moderni membri della famiglia dei Citharinidae. L'epiteto specifico macrognathus deriva dalle parole greche makros, "grande", e gnathos, "mascella", in riferimento alle dimensioni relativamente sviluppate delle fauci.Murray, A. M. (2003). A new Eocene citharinoid fish (Ostariophysi: Characiformes) from Tanzania. Journal of Vertebrate Paleontology, 23(3), 501–507. https://doi.org/10.1671/1854

Descrizione Eocitharinus era un piccolo pesce d'acqua dolce caratterizzato da una testa relativamente grande e da mascelle robuste. Sebbene sia conosciuta soltanto la porzione anteriore dello scheletro, il fossile conserva numerosi dettagli anatomici che ne permettono un inquadramento sistematico relativamente preciso. Una delle caratteristiche più evidenti è la presenza di una marcata cresta laterale nell'angolo anterodorsale dell'opercolo, una struttura condivisa con i moderni Citharinidae e Distichodontidae. Anche le ossa del postcleitro seconda e terza risultano fuse tra loro, una condizione osservata in questi gruppi africani di Characiformes. La mandibola era relativamente grande e priva di una vera articolazione sinfisaria dentaria, un carattere che distingue il genere da molti altri caraciformi. Le mascelle, particolarmente sviluppate, suggeriscono un apparato boccale potente, da cui deriva il nome della specie.

L'anatomia conservata indica che il cranio possedeva diverse caratteristiche primitive, mentre alcuni elementi dello scheletro pettorale mostrano una stretta parentela con i citarinoidi africani attuali. Tuttavia, la combinazione unica di caratteri osservata nel fossile non consente di assegnarlo ad alcun genere vivente.

Classificazione L'unico esemplare noto di Eocitharinus macrognathus fu raccolto nel 1996 nei depositi eocenici di Mahenge, in Tanzania. Il fossile consiste nella parte anteriore del corpo di un piccolo pesce, conservata sotto forma di impronta naturale e controimpronta. Nonostante l'apparato di Weber, caratteristico degli Ostariophysi, non sia stato identificato con assoluta certezza, numerosi caratteri osteologici hanno permesso di attribuire il reperto ai Characiformes.

Al momento della sua descrizione, Eocitharinus rappresentava soltanto il secondo scheletro articolato di un caraciforme fossile noto in Africa; il primo era stato attribuito agli Alestidae, un gruppo precedentemente incluso nei Characidae. Eocitharinus è generalmente considerato un membro basale dei Characiformes strettamente imparentato con le famiglie Citharinidae e Distichodontidae, che insieme costituiscono il sottordine Citharinoidei. La presenza della cresta opercolare prominente, della fusione dei postcleitri e dell'assenza della cerniera sinfisaria dentaria costituiscono importanti sinapomorfie condivise con questi gruppi.

Paleoecologia Durante l'Eocene, l'area di Mahenge era occupata da un ambiente lacustre tropicale ricco di fauna e flora. Eocitharinus faceva probabilmente parte di una comunità di pesci d'acqua dolce altamente diversificata, insieme a numerosi altri teleostei, insetti e piante fossili eccezionalmente conservati. Le caratteristiche delle mascelle suggeriscono un'alimentazione opportunistica, forse basata su piccoli invertebrati o materiale vegetale, analogamente ai moderni citarinoidi africani.

Note

Categoria:Characiformes estinti Categoria:Taxa descritti nel 2003