Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia è un consorzio costituito il 12 giugno 2012 a Palermo da viticoltori, vinificatori e imbottigliatori siciliani, con l'obiettivo di valorizzare, tutelare e promuovere i vini prodotti nell'ambito della Denominazione di Origine Controllata "Sicilia". Ha sede in via Aurelio Drago 38, Palermo.

In virtù del riconoscimento erga omnes conferito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il 15 aprile 2014, il Consorzio svolge funzioni di tutela, promozione, valorizzazione e informazione del consumatore in Italia e all'estero, in nome e per conto di tutti i produttori della denominazione, indipendentemente dalla loro adesione al Consorzio.

I numeri del Consorzio (dati 2024/2025): 7.264 viticoltori; 500 imbottigliatori; 20.595 ettari rivendicati.

Storia La Denominazione di Origine Controllata "Sicilia" viene istituita il 22 novembre 2011 con decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale, n. 284 del 6 dicembre 2011, Supplemento ordinario n. 252.

Il 12 giugno 2012 i medesimi soggetti che avevano promosso il riconoscimento della DOC fondano il Consorzio di Tutela, con l'obiettivo di coordinare la tutela, la promozione e la vigilanza sulla denominazione. Il 15 aprile 2014 il Ministero conferisce al Consorzio il riconoscimento erga omnes.

Il disciplinare di produzione della DOC Sicilia è stato aggiornato con D.M. del 7 marzo 2014 e ha subito successive modifiche, l'ultima delle quali approvata con D.M. del 24 luglio 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (25A04301).

Nel 2025 la produzione complessiva ha superato i 75 milioni di bottiglie (75.411.197), con 614.825 ettolitri imbottigliati nell'annata 2024.

Struttura e governance Il Consorzio è guidato da un Presidente e da un Consiglio di Amministrazione.

Il Consiglio di Amministrazione comprende Alessio Planeta, Vincenzo Ampola, Giuseppe Bursi, Gaspare Baiata, Salvatore Chiantia, Rosario Di Maria, Giuseppe Figlioli, Roberto Magnisi, Filippo Paladino, Antonio Rallo, Letizia Russo e Alberto Tasca. Il Collegio Sindacale è presieduto da Girolamo Misuraca ed è composto da Francesco Sesti e Antonio Coglitore.

Funzioni In virtù del riconoscimento erga omnes, il Consorzio svolge le seguenti funzioni istituzionali:

Tutela e promozione: promuove la denominazione DOC Sicilia in Italia e all'estero attraverso campagne di comunicazione, partecipazione a fiere di settore e attività di relazioni pubbliche; contrasta abusi e usi impropri del marchio. Vigilanza sul mercato: controlla l'uso corretto della denominazione, collaborando con le autorità competenti per contrastare frodi e adulterazioni, sia in Italia sia all'estero. Valorizzazione della denominazione: sostiene la biodiversità viticola autoctona e promuove pratiche di viticoltura sostenibile. Programmazione delle produzioni: svolge compiti di programmazione delle produzioni da immettere sul mercato e partecipa ai tavoli di interesse vitivinicolo a livello regionale e nazionale.

Il territorio La zona di produzione della DOC Sicilia si estende su quasi l'intera superficie della Sicilia (4% del totale), comprendendo zone costiere, collinari e montane. La Sicilia, con una superficie di 25.460 km², è la più grande isola del Mediterraneo e include anche gli arcipelaghi delle Eolie, di Ustica, delle Egadi, delle Pelagie e di Pantelleria.

Dal punto di vista pedologico il territorio comprende tre grandi categorie di suolo: Terreni autoctoni antichi: affiorano nell'altopiano Ibleo, nei Sicani, nelle Madonie, nei Monti di Palermo e nel Trapanese; profondi, stabili e ricchi di minerali. Terreni alloctoni: prevalentemente nella parte nord-orientale dell'isola, nelle Madonie orientali, nei Monti di Palermo e in quelli di Castellammare del Golfo. Terreni post-orogenici: diffusi nella Sicilia centro-meridionale e nelle zone costiere; più giovani, spesso sabbiosi o argillosi.

La Sicilia ospita oltre 70 varietà viticole autoctone, molte delle quali uniche e profondamente legate ai microclimi locali.

Storia della viticoltura siciliana Le prime tracce di viticoltura in Sicilia risalgono all'epoca fenicia. Con la colonizzazione greca (VIII sec. a.C.) la vite divenne protagonista dell'agricoltura dell'isola; in epoca romana il vino siciliano godeva di notevole reputazione: Plinio il Vecchio citava il vino di Taormina tra i più apprezzati, e Giulio Cesare apprezzava il Mamertino della zona di Messina.

Nel corso dei secoli, la viticoltura siciliana si è sviluppata grazie alla posizione dell’isola al centro del Mediterraneo e alla varietà dei suoi territori, caratterizzati da differenti condizioni climatiche e geologiche. Alla fine del XIX secolo la fillossera colpì duramente il patrimonio viticolo isolano; la ripresa fu resa possibile soprattutto attraverso l’innesto della vite europea su portinnesti americani. Nel corso del Novecento, la progressiva valorizzazione dei vitigni autoctoni e l’introduzione di nuove tecniche agronomiche ed enologiche hanno favorito l’affermazione di un modello produttivo più attento alla qualità, all’identità territoriale e alla diversificazione delle produzioni.

I vitigni Il disciplinare della DOC Sicilia ammette sia vitigni autoctoni sia varietà internazionali.

Vitigni a bacca nera Tra i principali vitigni autoctoni a bacca nera figurano il Nero d'Avola, il Nerello Mascalese, il Nerello cappuccio, il Frappato e il Perricone. Sono ammesse anche varietà internazionali tra cui Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Sangiovese, Carignano, Petit Verdot, Pinot nero e Mondeuse.

Il Nero d'Avola è considerato il vitigno simbolo della Sicilia rossa: diffuso su tutta l'isola, raggiunge la sua massima espressione tra le province di Siracusa e Agrigento. Il Nerello Mascalese, coltivato prevalentemente sulle pendici dell'Etna, produce vini dalla struttura complessa, con spiccata mineralità e ottimo potenziale evolutivo.

Vitigni a bacca bianca Tra i vitigni autoctoni a bacca bianca figurano il Grillo, il Catarratto (nelle varianti Lucido e Bianco Comune), il Carricante, l'Inzolia, il Grecanico, il Moscato bianco e lo Zibibbo. Sono ammesse anche varietà internazionali quali Chardonnay, Sauvignon, Vermentino, Fiano, Pinot grigio, Viognier e Müller-Thurgau.

Il Grillo, frutto dell'incrocio tra Catarratto e Zibibbo documentato dalla fine dell'Ottocento, è diffuso prevalentemente nel Trapanese e produce vini bianchi di buona struttura, caratterizzati da sentori erbacei, floreali e agrumati, con spiccata sapidità.

Progetti Il Consorzio promuove attività di ricerca finalizzate alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità viticola siciliana. Tra i principali progetti attivi o recentemente conclusi:

Progetto Germoplasma (durata 12 mesi): studio e selezione delle varietà autoctone siciliane in grado di produrre vini di qualità, con attenzione alla diffusione scientifica dei risultati. BI.VI.SI. – Biodiversità Viticola Siciliana (settembre 2022 – giugno 2025, 34 mesi): valorizzazione dei vitigni autoctoni e delle varietà reliquie, nell'ottica dell'innovazione di processo e di prodotto. V.I.S.T.A. Lucido (luglio 2023 – luglio 2025, 24 mesi): valorizzazione del Catarratto bianco (cultivar Lucido) con l'obiettivo di incrementare la quota di vino sostenibile di alta qualità e ridurre l'impatto ambientale della produzione.

Presidenti Antonio Rallo (2012 - 2026) Alessio Planeta (2026 – in carica)

Note

Bibliografia

Voci correlate Denominazione di origine controllata Sicilia (vino) Nero d'Avola Nerello Mascalese Grillo (vitigno) Catarratto Consorzio Vino Chianti Consorzio del Vino Chianti Classico Consorzio di tutela dei vini d'Abruzzo Consorzio per la tutela del Franciacorta

Collegamenti esterni

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