Biografia Nacque a Le Mans, sede vescovile, il 16 maggio 1896, figlio unico di una famiglia cattolica.

Formazione e Prima guerra mondiale In gioventù compì gli studi primari e secondari al Collège Saint-Louis, conseguendo il baccalauréat nel 1913, quindi entrò nel seminario maggiore di Le Mans.

Nel 1915 fu chiamato alle armi, mentre stava completando il secondo anno dei suoi studi filosofici: incorporato nel 113º reggimento di fanteria, di stanza a Blois, in seguito prese parte alla battaglia di Verdun e, in particolare, alla riconquista del Fort Douaumont, nell'ottobre 1916. Scalò rapidamente i gradi militari, fino a divenire un allievo ufficiale.

Il 22 febbraio 1917 a Sapigneul fu ferito gravemente al collo. Nondimeno il suo coraggio gli valse, nello stesso anno, il conferimento della Medaglia militare e della Croce di guerra. Nel giugno 1918, ripresosi dalle ferite, tornò al fronte, e dopo l'armistizio prese parte, al seguito del 412º reggimento di fanteria, alla campagna di Cilicia.

Nell'ottobre 1919 fece ritorno al seminario di Le Mans, dove intraprese per tre anni gli studi in teologia, sotto la supervisione del canonico Paul Boudet, quindi il 18 maggio 1921 fu ordinato sacerdote dal vescovo di Le Mans Georges Grente (poi arcivescovo e cardinale), celebrando la sua prima messa nell'anniversario del suo battesimo.

Ministero sacerdotale Nel settembre 1921 il vescovo Grente lo scelse come professore del seminario di La Flèche, dove restò per due anni, poi fu inviato a Parigi, dove conseguì l'abilitazione all'insegnamento della letteratura e frequentò corsi presso la Sorbona e l'Institut catholique de Paris

Nel 1925 tornò a La Flèche, dove riprese il ruolo di professore e, dal 1931, fu direttore degli studi del seminario; quindi, nel 1933 ne divenne rettore, mantenendo l'incarico fino al 1941. Al contempo, tra il 1939 e il 1940 fu nuovamente chiamato al fronte, con il grado di capitano.

Nell'ottobre 1941 divenne direttore dell'istruzione secondaria diocesana, mentre nel 1942 fu nominato direttore dell'ufficio per le vocazioni. In quella veste creò un bollettino diocesano, dirigendolo fino alla nomina vescovile. Inoltre, ebbe modo di viaggiare per tutta la diocesi, esponendo così il suo talento di predicatore.

Dal 1940, inoltre, fu canonico della cattedrale di Le Mans, mentre il 19 novembre 1943 divenne anche vicario generale della diocesi, mentre nel 1947 papa Pio XII gli conferì il titolo di prelato domestico di Sua Santità.

Ministero episcopale L'8 luglio 1948 papa Pio XII lo nominò vescovo di Rodez. Ricevette la consacrazione episcopale il 7 ottobre seguente nella cattedrale di Le Mans dalle mani dell'arcivescovo Georges Grente, vescovo di Le Mans, co-consacranti i vescovi Jean Villepelet, vescovo di Nantes, e Maurice Rousseau, vescovo di Mende.

Sin dall'inizio del suo episcopato manifestò il proprio sostegno ai minatori dell'Aveyron, che allora erano in sciopero. In seguito, organizzò tre congressi diocesani (1951, 1953 e 1954), impegnandosi al contempo nell'organizzazione dell'istruzione e nelle vocazioni sacerdotali.

Il 10 giugno 1954 lo stesso pontefice lo trasferì alla sede metropolitana di Besançon, della quale prese possesso il 3 ottobre 1954, per procura del vicario capitolare Georges Béjot.

Nel suo episcopato diede stimolo alla costruzione di nuovi luoghi di culto, che si accompagnassero alla forte urbanizzazione in atto in quel periodo. Nel 1955 consacrò la cappella di Notre-Dame du Haut di Ronchamp, progettata da Le Corbusier.

Al contempo si trovò ad affrontare la crisi delle vocazioni, che iniziava a delinearsi, mentre per aumentare l'efficacia dell'azione pastorale si dedicò ai periodici cattolici pubblicati nell'arcidiocesi e, per lo stesso motivo, tra il 1961 e il 1963 fece svolgere uno studio sulla pratica religiosa, che culminò nell'erezione del consiglio pastorale diocesano, nella ridefinizione dei decanati e nell'erezione di dodici zone pastorali.

Padre conciliare Tra il 1962 e il 1965 si assentò frequentemente da Besançon per partecipare alle sessioni del Concilio Vaticano II, in vista del quale era stato membro della commissione teologica preparatoria. Nonostante il rigetto, da parte dell'assemblea conciliare, di discutere le linee guida proposte dalle commissioni preparatorie, Dubois intervenne nei dibattiti, in particolare durante la seconda e la terza sessione. In particolare, si ricordano due suoi discorsi, tenuti tra la seconda e la terza sessione: il primo inerente alle "dimensioni del Popolo di Dio", mentre il secondo riguardante i fondamenti della libertà religiosa.

Inoltre, redasse vari contributi scritti, tra le quali un testo riguardante il ministero e la vita sacerdotale, scritto durante le discussioni sul Presbyterium Ordinis.

Ultimi anni Ormai stanco e malato, nel 1966 fece ritorno a Besançon, ma il 2 luglio dello stesso anno annunciò, a sorpresa, che papa Paolo VI aveva accettato la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi. Contestualmente lo stesso papa lo nominò arcivescovo titolare di Sinnada di Mauritania.

Si ritirò nella città natale, dove si spense il 12 luglio 1967.

Genealogia episcopale e successione apostolica La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Papa Benedetto XIII Papa Benedetto XIV Papa Clemente XIII Cardinale Marcantonio Colonna Cardinale Giacinto Sigismondo Gerdil, B. Cardinale Giulio Maria della Somaglia Cardinale Carlo Odescalchi, S.I. Vescovo Eugène de Mazenod, O.M.I. Cardinale Joseph Hippolyte Guibert, O.M.I. Cardinale François-Marie-Benjamin Richard de la Vergne Vescovo Marie-Prosper-Adolphe de Bonfils Cardinale Louis-Ernest Dubois Cardinale Georges-François-Xavier-Marie Grente Arcivescovo Marcel-Marie-Henri-Paul Dubois

La successione apostolica è: Cardinale François Marty (1952) Arcivescovo Georges Jacquot (1959) Vescovo Maurice Pourchet (1960)

Onorificenze

Note

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