Palazzo del Monte di Pietà è un palazzo storico di Torino in stile Liberty, costruito su preesistenti maufatti risalenti agli inizi del Cinquecento in via Monte di Pietà, nell’isola (isolato) storicamente detta di San Felice, nel Quadrilatero Romano del quartiere Centro.

Il palazzo, vincolato dalla Soprintendenza alle Belle Arti, dal 1519 ospita il Monte di Pietà della città ed è oggi sede del gruppo Intesa Sanpaolo.

Storia

I Monti di Pietà nascono nel Quattrocento in Italia centrale sulla spinta del movimento religioso dei Francescani, allo scopo di erogare prestiti di limitata entità (microcredito) a condizioni favorevoli rispetto a quelle di mercato.

Il 25 aprile 1519, come ricorda una targa nella sede torinese del gruppo bancario , nasce il primo monte di pietà di Torino, sotto il patrocinio della città Gianni Oliva, I Savoia, Milano, Mondadori, 1998, pag. 224. Viene ospitato in un edificio nel centro che darà anche il nome all'intera contrada. L'operatività si interrompe dopo un breve periodo, per essere ripresa nel 1579, su autorizzazione di papa Gregorio XIII e dal duca Emanuele Filiberto, dalla Compagnia di San Paolo, confraternita religiosa nata in città nel 1563 ad opera di sette cittadini che hanno il duplice obiettivo di soccorrere la popolazione indigente dopo anni di dominazione straniera e di arginare l'espansione della riforma protestante. L'aiuto agli indigenti, in particolare a nobili o borghesi decaduti, tramite prestito gratuito su pegno, viene esplicato con capillare assistenza domiciliare E. Tesauro, Historia della venerabilissima Compagnia della Fede Catolica, sotto l'invocatione di San Paolo, nell'Augusta Città di Torino, Torino, Sinibaldo, 1657; II ediz. accresc., Torino, G. B. Zappata, 1701..

Sotto il governo repubblicano francese il Monte fu chiuso nel 1802, per essere riaperto due anni dopo con carattere più bancario. Nel 1814 venne aperta anche la gestione del Monte di pietà ad interessi accanto al Monte gratuito, e nel 1875 il Monte gratuito venne soppresso. Dal 1853 la direzione della Compagnia di San Paolo passò il Monte sotto l’amministrazione delle Opere Pie di San Paolo e iniziò a svilupparsi una vera e propria funzione creditizia. Nel 1867 il Monte aveva anche assunto l’esercizio del Credito fondiario .

Nell’ottobre 1902 venne inaugurata, al cospetto del re Vittorio Emanuele III, della principessa Letizia Bonaparte, di Emanuele Filiberto duca d’Aosta e del ministro Giovanni Giolitti, la nuova sede dell’Istituto http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,1217_01_1902_0274_0003_18087691/anews,true/, oggetto di una radicale ristrutturazione su progetto di Giuseppe Pastore https://www.compagniadeimeglioinsieme.com/wp-content/uploads/2021/05/Alla-ricerca-dei-palazzi-dei-soldi.pdf.

Dal 1932, quando divenne istituto di credito pubblico, fino agli anni ’70, l’Istituto mantenne le caratteristiche di un’azienda di credito. Poi, con il susseguirsi delle fusioni tra gruppi bancari, si trasformò in una sezione dell'attività bancaria del gruppo torinese.

Nel 2016 la regista torinese Irene Dionisio ha ambientato il suo film d'esordio, Le ultime cose, all'interno del Monte di Pietà torinese, intrecciando la vita di cinque personaggi che lo frequentano .

Il ramo d’azienda dei Monte Pegni Intesa SanPaolo viene ceduto nel 2020, con accordo di ‘fusione per incorporazione’’, alla controllata Pronto Pegno, di seguito ridenominata Kruso Kapital, società del Gruppo Banca Sistema , che nel 2022 trasloca le attività di pegno in altra sede. L'edificio rimane di proprietà del gruppo Intesa SanPaolo .

Descrizione Il palazzo ha tre piani fuori terra, il primo dei quali decorato da finestroni ad ogiva. L'ingresso su via Monte di Pietà, leggermente rientrato rispetto alla via per far posto ad un piccolo giardino, è in stile Liberty ed è impreziosito da due colonne e sormontato da un balcone in marmo. Il lato verso via Botero invece, dal quale si accedeva alla sala cambi, è in stile barocco ed è stato a lungo frequentato da persone malfamate che cercavano fortuna tra i frequentatori del Monte http://win.piemontemese.it/cerca_articolo.asp?articolo=1464&txt=&offset=1380.

Nello spazioso atrio d’ingresso, dal quale si accede ad un peristilio a colonne in marmo di Verona, Davide Calandra ha scolpito nel bronzo il busto del re Vittorio Emanuele III, e l’effigie del Sovrano si trova nello studio del presidente, riprodotta nel dipinto di Giacomo Grosso https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/533/files/assets/common/downloads/page0183.pdf.

Al suo interno è presente una sala per le adunanze consigliari con soffitti in legno, costruita su disegno e sotto la direzione dell’architetto Carlo Ceppi https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/533/files/assets/common/downloads/page0184.pdf e un ciclo di otto affreschi di inizio Novecento dipinti da Paolo Gaidano .

Note

Bibliografia V. Meneghin, I Monti di Pietà in Italia: dal 1462 al 1562, Vicenza, LIEF, 1986. M. G. Muzzarelli, Il denaro e la salvezza: L'invenzione del Monte di Pietà, Bologna, Il Mulino, 2001.

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