Saul e Davide, detto anche Saul contro David, è un dipinto a olio su tela (147×220 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, intorno al 1646 e conservato presso le Gallerie nazionali d'arte antica a Palazzo Barberini.
Storia L'opera è citata per la prima volta nella letteratura artistica nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia, sotto l'anno 1646: «Due quadri grandi compagni per il Cardinal Falconieri Legato di Bologna, cioè una Dalila che mostra i capelli recisi a Sansone e un Saul che tenta uccidere Davide con la lancia»...
Il pagamento dell'opera è registrato nel Libro dei conti del GuercinoIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato da Paolo Antonio Barbieri, fratello minore del Guercino, dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito poi dai familiari fino al 1666.. Alla data del 2 ottobre 1646 compare la seguente annotazione: «Dall'Em:mo Sig:r Cardinale Falconieri Leg:to si è ricevuto lire sette cento, per il quadro di Saulle e Davide, due mezze figure, che fanno la Soma di Scudi 175»..
La critica ha generalmente identificato il dipinto compagno ricordato da Malvasia con il Sansone e Dalila conservato ad Atherton, in California, nella collezione Edward Goodstein... Tale identificazione, tuttavia, non consente di stabilire con certezza che le due opere fossero state concepite come pendant: le misure, infatti, sono assai diverse e, anche secondo quanto risulta dal Libro dei conti, i dipinti furono consegnati a mesi di distanza l'uno dall'altro, circostanza alquanto inconsueta. Anche la denominazione del dipinto presenta una lieve discrepanza: Malvasia parla di una Dalida che mostra i capelli recisi a Sansone, mentre nel Libro dei conti l'opera è descritta come Sansone che mostra a Dalila i capelli in cui risiedeva la sua forza...
Sansone e Dalila rimase nella famiglia Falconieri fino al 1820. L'opera ricomparve poi sul mercato antiquario nel 1973, quando fu venduta all'asta da Sotheby's il 23 marzo di quell'anno, come lotto 118..
Saul e Davide entrò invece, nella seconda metà del Settecento, nelle collezioni pontificie ed è ricordato al Quirinale da Friedrich Wilhelm Basilius von RamdohrFriedrich Wilhelm Basilius von Ramdohr (1757-1822) nel 1787..
Papa Pio VI lo fece quindi collocare nei Palazzi Vaticani.. e nel 1822 il dipinto fece ritorno al Quirinale..
Dopo il 1870, quando il palazzo del Quirinale divenne sede dei Savoia, re d'Italia, l'opera entrò nelle raccolte della Corona e nel 1915 fu donata alla Galleria nazionale d'arte antica di Palazzo Corsini. A causa delle grandi dimensioni e della scarsa considerazione di cui la pittura barocca godeva in quegli anni, il dipinto fu successivamente collocato in deposito presso il Palazzo dell'Agricoltura. Nel 1994 rientrò nelle Gallerie nazionali d'arte antica, ma nella sede di Palazzo Barberini, dove tuttora si trova.
L'attribuzione a Guercino non è sempre stata univoca: Nibby attribuì il dipinto a un membro della famiglia Gennari,. successivamente Donovan lo restituì al Guercino,. attribuzione accolta da Barbier de Montault. e anche da Salerno. Descrizione Il dipinto raffigura un episodio narrato nel Primo libro di Samuele. Dopo la vittoria su Golia, Davide entrò al servizio di Saul, che ne apprezzava il canto e il suono della cetra. Il favore crescente di cui il giovane godeva presso il popolo suscitò tuttavia la gelosia del re. Secondo il racconto biblico, mentre Davide suonava davanti a Saul, questi, preso da un eccesso d'ira, scagliò contro di lui la lancia, tentando di trafiggerlo; Davide riuscì però a sottrarsi al colpo.
La scena è costruita su due figure monumentali, disposte in primo piano e nettamente contrapposte: a sinistra Saul, armato e coronato, leva il braccio destro impugnando la lancia; a destra Davide, seduto con la cetra, si ritrae volgendo lo sguardo verso il re e alzando la mano sinistra in un gesto di difesa. Saul è raffigurato come un sovrano guerriero, con la corona, la corazza a scaglie metalliche e un ampio mantello rosso, che sottolinea il carattere regale e minaccioso della figura. Il corpo è proteso in avanti e il braccio sollevato imprime alla composizione una diagonale culminante nella punta della lancia. Davide, al contrario, è colto in un movimento di arretramento: tiene ancora la cetra con la mano destra, richiamo al tentativo di placare con la musica l'ira del sovrano, mentre la mano sinistra aperta sembra arrestare idealmente l'aggressione. Il contrasto fra i due personaggi è accentuato anche dall'aspetto fisico e dagli abiti: alla figura barbuta, armata e cupa di Saul si contrappone il volto giovanile di Davide, vestito con una tunica ocra e un manto azzurro. L'ambientazione è ridotta all'essenziale: i personaggi sono collocati davanti a un'architettura monumentale, con pilastri scuri che incorniciano un'apertura sul cielo. Lo spazio non ha una funzione narrativa autonoma, ma serve soprattutto a isolare le figure e ad accrescerne il rilievo plastico; l'azione si svolge interamente in primo piano, quasi come in un rilievo. Stile Dal punto di vista stilistico, l'opera appartiene alla fase tarda di Guercino, nella quale il pittore porta a compimento la propria ricerca in senso classicista, avviata negli anni Trenta sotto l'influsso dell'ultima produzione di Guido Reni. Nonostante la drammaticità del soggetto, la composizione appare estremamente controllata ed equilibrata. L'episodio non è reso con concitazione naturalistica, ma con una solennità quasi sospesa: i due protagonisti sembrano bloccati in un istante immobile, come figure statuarie. La gamma cromatica è chiara e raffinata, lontana dagli impasti più caldi e vibranti della produzione giovanile. Le ombre non hanno più la funzione di creare un'atmosfera intensa e palpitante, ma servono piuttosto a definire con precisione la struttura plastica dei corpi, delle vesti e delle armature. In questo senso il dipinto mostra un Guercino ormai distante dalla visione sfumata e dinamica degli anni giovanili, orientato invece verso una pittura più lucida, levigata e composta.
Massimo Pulini ha sottolineato proprio il carattere “gelido” e cristallizzato della scena: l'attimo drammatico del tentato omicidio appare come immobilizzato, privo di abbandono emotivo, quasi tradotto in una narrazione retorica e distaccata. Ne deriva un effetto di purismo formale, nel quale la chiarezza del disegno, la monumentalità delle figure e la compostezza dell'azione anticipano, almeno in parte, sensibilità che diventeranno dominanti nella cultura figurativa neoclassica.. Disegni Pulini segnala un foglio che era stato preparato per un dipinto completamente diverso, Studio di giovane in preghiera (San Giovanni Battista?), venduto a New York da Christie's il 12 gennaio 1988, che secondo l'autore è stato utilizzato da Guercino per tratteggiare i caratteri somatici del volto di Davide. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella Galleria nazionale d'arte antica Categoria:Dipinti su David