La chiesa di San Michele Arcangelo è la parrocchiale di Montelparo, in provincia di Fermo e diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.; fa parte della vicaria della Beata Maria Assunta Pallotta.

Storia La prima citazione di una chiesa a Montelparo dedicata a san Michele Arcangelo risale al 1257 ed è contenuta in un elenco fatto compilare dall'abate di Farfa Giacomo I; da questo documento s'apprende che essa dipendeva dal monastero di Santa Vittoria in Matenano.

Questa chiesa, menzionata nuovamente nelle Rationes decimarum del 1290-91, nella prima metà del XIV secolo, con la fondazione di un nuovo monastero ad essa attiguo, venne affrancata da quello di Santa Vittoria e anzi le furono assegnate come filiali le cappelle di Alveniano e di Gaglianello.

Tra il Quattro e il Cinquecento l'edificio venne interessato da vari interventi di rimaneggiamento e di abbellimento; ad esempio, nel 1412 fu consacrata la cripta e sempre nel medesimo secolo si procedette alla costruzione della torre campanaria, mentre in quello successivo si provvide a rimodellare parzialmente la facciata, dalla quale scomparve il rosone.

Nel XVII secolo la cura delle anime passò al clero secolare, sempre, però, nominato dagli abiti di Farfa; la chiesa ricevette anche il titolo di collegiata

Il nuovo pavimento della navata fu posto nel 1920, mentre nel 1943 venne condotto un intervento di restauro e di risanamento delle coperture; nella prima metà degli anni settanta si procedette alla realizzazione dell'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'altare rivolto verso l'assemblea.

Descrizione Esterno La facciata in pietra della chiesa, rivolta a oriente e coronato dal timpano, presenta centralmente il portale d'ingresso strombato e sopra due finestre a sesto ribassato; ai lati vi sono due ali minori assimmetriche sulle quali si aprono gli accessi alla casa canonica e alla cappella della confraternita del Santissimo Sacramento.

Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a sesto leggermente acuto ed è coronata dalla guglia a forma di tronco piramidale.

Interno L'interno dell'edificio, coperto dalle capriate lignee sorreggenti il tetto, si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano gli altare laterali e le cui pareti sono intonacate; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini e chiuso dall'abside di forma quadrata, su cui si aprono due finestrelle.

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali il fonte battesimale, ascrivibile al Seicento, le due pale con soggetto rispettivamente la Madonna del Carmine con Santi e Gesù Bambino ed i santi Domenico, Caterina e Pio V Papa, risalenti al XVI secolo, alcuni lacerti raffiguranti la Crocifissione, la Beata Vergine Maria, i Santi Sebastiano e Rocco e San Michele Arcangelo, la tela avente come soggetto la Beata Vergine del Rosario, il quadro della Morte di San Giuseppe, databile al Seicento, gli affreschi ritraenti San Sebastiano e San Giacomo Apostolo e il dipinto che rappresenta il Mistero dell'umana salvezza, forse attribuibile al patrignonese Giacomo Bonfini.

Note

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