Fu la prima donna a conseguire il titolo di professoressa associata (conferențiar universitar) nella Facoltà di Scienze dell’Università di Bucarest.
Fu inoltre la prima donna vicepresidente della Società Chimica Romena.
Biografia Origini e formazione Gabriela Chaborski (indicata anche come Chaborschi nelle fonti rumene) nacque il 14 ottobre del 1891 a Bârlad, figlia di Ludovic Chaborski, ingegnere edilizio polacco rifugiato in Moldavia dopo essersi opposto allo zarismo, e di Emilia Schnell, di origine tedesca.
Nel 1911 Chaborski conseguì il diploma presso il liceo reale di Ploiești. Iscrittasi alla Facoltà di Scienze fisico-chimiche dell’Università di Bucarest, beneficiò di una borsa di studio per merito e vi conseguì la laurea nel 1916.
Nel 1919 discusse la tesi di dottorato presso l’Università di Ginevra, conseguendo il titolo di dottore in scienze fisiche con specializzazione in chimica. La sua tesi, intitolata Recherche sur les levures thermophiles et cryophiles, si concentrò sullo studio dei lieviti e portò all'identificazione di nuove specie isolate da substrati naturali, come banane e fichi, introducendo nuovi generi e specie, tra cui Asporomyces e Zygosaccharomyces ficicola.
Il lavoro d'indagine incluse l'analisi del comportamento enzimatico dei lieviti e della loro capacità di ridurre sostanze come lo zolfo e il blu di metilene, contribuendo in modo significativo alla biochimica microbica. Durante questo periodo ricevette anche riconoscimenti dal chimico Philippe-Auguste Guye.
Carriera
Attività accademica Dopo il rientro a Bucarest Gabriela Chaborski fu nominata assistente supplente presso il Laboratorio di chimica inorganica della Facoltà di Scienze dell’Università di Bucarest, sotto la direzione di G. G. Longinescu, ottenendo la conferma nel ruolo nel 1920. Dal primo ottobre del medesimo anno assunse la funzione di capo dei lavori (șef de lucrări) nel medesimo laboratorio. Entrò successivamente nel Dipartimento di Chimica Generale ed Elettrochimica dell’Università di Bucarest come prima assistente, sviluppando metodologia per la separazione e il dosaggio degli elementi chimici e compiendo studi sulla struttura molecolare, con riconoscimenti sia in Romania sia all’estero.
Nel 1924 ricevette l'incarico di professoressa associata di chimica inorganica e sostituì G. P. Teodorescu nel corso di chimica generale per la sezione di scienze naturali e per l’Istituto Elettrotecnico dell’Università di Bucarest, dove venne anche nominata docente onoraria.
Fu la prima docente della Facoltà di Scienze a tenere corsi di chimica analitica, chimica inorganica ed elettrochimica. Nel 1926 pubblicò Atomii de azi, il primo testo in rumeno dedicato alla teoria atomica.
Nel 1928 ottenne la nomina stabile a conferenziere di chimica analitica presso il Laboratorio di Chimica Inorganica. Nello stesso periodo pubblicò il proprio corso universitario, che comprendeva chimica fisica e chimica analitica, trattando temi quali reazioni chimiche, equilibrio chimico, elettroliti, idrolisi, catalisi, elettrolisi, pH, volumetria, potenziometria, spettroscopia e analisi dei gas.
Negli anni accademici 1929–1930 tenne il corso di Analisi quantitativa per gli studenti del secondo anno dell’Istituto di Chimica Industriale e dell’Istituto Elettrotecnico, integrato da esercitazioni di laboratorio. Nel 1930 il Senato della Facoltà di Scienze ne propose la conferma definitiva nel ruolo.
Svolse attività didattica presso l’Istituto di Chimica Industriale, l’Istituto Elettrotecnico e l’Istituto di Chimica Agricola e Alimentare dell’Università di Bucarest nell’ambito della riorganizzazione degli insegnamenti di chimica applicata avviata dopo il 1928.
Attività scientifica La ricerca scientifica di Chaborski si concentrò principalmente sulla chimica dei lieviti e sulla chimica analitica dei metalli. Gli studi sui lieviti termofili e criofili portarono all’identificazione di nuove specie microbiche e allo studio delle trasformazioni tra forme sporogene e asporogene, con particolare attenzione ai processi di fermentazione e alle condizioni ambientali estreme.
Dimostrò inoltre la capacità di alcuni lieviti di generare idrogeno solforato durante la fermentazione in assenza di apporti esterni di zolfo, inducendo una revisione delle tesi scientifiche dell'epoca. I suoi studi evidenziarono anche l’assenza di correlazione tra diversi processi di riduzione chimica e le risposte variabili dei microrganismi in ambienti controllati.
Attività didattica e divulgativa Parallelamente alla ricerca, Chaborski svolse un’intensa attività didattica e divulgativa. Collaborò con G. G. Longinescu alla definizione di metodi semplificati per l’identificazione per via umida di elementi chimici, presentati alla Societatea de Științe nel 1923. Le sue innovazioni analitiche furono ampiamente utilizzate nei laboratori e contribuirono alla modernizzazione della chimica analitica in Romania.
Nel saggio L’association moléculaire considérée comme phénomène de concentration molaire (1928), propose una formulazione teorica legata al concetto di concentrazione molare per l'interpretazione dei fenomeni di associazione tra molecole.
Scrisse articoli per la rivista Natura e prese parte a trasmissioni radiofoniche universitarie dedicati alla diffusione della cultura chimica. Nel 1926 curò, in collaborazione con Neda Marinescu, l’opera di divulgazione Atomii de azi, con l’obiettivo di rendere accessibili al pubblico le teorie contemporanee sulla struttura atomica. Morte Gabriela Chaborski morì il 25 novembre 1936 a Bucarest per una cardiopatia insorta a seguito di un reumatismo articolare contratto in età infantile.
Il rito funebre si svolse il 27 novembre presso la cappella del crematorio cittadino; alla commemorazione ufficiale parteciparono importanti figure del mondo accademico rumeno, tra cui G. G. Longinescu e Dragomir Hurmuzescu.
Pubblicazioni (parziali) Libri
Articoli
Note