Ice Memory è un'iniziativa scientifica internazionale, gestita dalla omonima fondazione, dedicata alla raccolta e alla conservazione di carote di ghiaccio provenienti da ghiacciai in pericolo di scomparsa, affinché i campioni conservati possano essere disponibili per programmi di ricerca futuri. Il progetto è indicato dall'Istituto di scienze polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche come iniziativa riconosciuta dall'UNESCO per conservare testimonianze dei ghiacciai attuali minacciati dal riscaldamento globale.
Le stime dell'UNESCO e dell'Unione internazionale per la conservazione della natura prevedono che i ghiacciai presenti in un terzo dei siti del patrimonio mondiale potrebbero scomparire entro il 2050 e circa metà di tali ghiacciai entro il 2100.
Storia Il progetto Ice Memory fu lanciato nel 2015 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall'Università Ca' Foscari Venezia, con il Centre national de la recherche scientifique, l'Institut de recherche pour le développement, l'Università Grenoble Alpes e l'Istituto Paul Scherrer. La presentazione del progetto presso l'UNESCO fu registrata il 10 marzo 2017 dalla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'UNESCO, che descrisse Ice Memory come iniziativa finalizzata alla raccolta e allo stoccaggio di campioni glaciali. La Ice Memory Foundation fu creata il 18 gennaio 2021 sotto l'egida della Fondation Université Grenoble Alpes e nel 2025 indicava come partner fondatori l'Università Grenoble Alpes, l'Institut de recherche pour le développement, il Centre national de la recherche scientifique, l'Università Ca' Foscari Venezia e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Nel contesto della perdita dei ghiacciai, l'UNESCO e l'Unione internazionale per la conservazione della natura hanno indicato nel 2023 che i ghiacciai presenti in un terzo dei siti del patrimonio mondiale scompariranno entro il 2050 e che circa metà di tali ghiacciai potrebbe scomparire quasi completamente entro il 2100 in uno scenario di emissioni immutato.
Campagne e missioni Nel 2016 al Col du Dôme, nel Massiccio del Monte Bianco, in Francia, furono prelevate tre carote di ghiaccio lunghe 128 m, corrispondenti a più di due secoli di archivio climatico. Nel 2017 all'Illimani, in Bolivia, furono prelevate due carote di ghiaccio lunghe 137 m e 134 m, corrispondenti a circa 18.000 anni di archivio climatico. Nel 2018 al Belucha, in Russia, furono prelevate due carote di ghiaccio lunghe 160 m e 106 m, una delle quali destinata alla conservazione a lungo termine. Nel 2018 al Monte Elbrus, in Russia, furono prelevate due carote di ghiaccio lunghe 150 m e 120 m, corrispondenti a più di cinquecento anni di archivio climatico. Nel 2020 al Grand Combin, in Svizzera, furono prelevate tre carote superficiali lunghe 16 m, 18 m e 26 m, dopo che le condizioni del ghiacciaio impedirono il raggiungimento del substrato roccioso. Nel 2021 al Monte Rosa, in Italia, furono prelevate due carote di ghiaccio lunghe 80 m, corrispondenti a circa 10.000 anni di archivio climatico. Nel 2022 al Kilimangiaro, in Tanzania, la missione prevista non fu completata per ragioni diplomatiche e amministrative. Nel 2023 a Holtedahlfonna, nelle Svalbard, furono prelevate tre carote di ghiaccio lunghe 74 m, corrispondenti a circa 300-400 anni di archivio climatico. Nel 2023 al Colle del Lys, in Italia, furono prelevate due carote di ghiaccio lunghe 105 m e 106 m, corrispondenti a circa 150-200 anni di archivio climatico. Nel 2025 al Grand Combin, in Svizzera, furono prelevate due carote di ghiaccio lunghe 99,5 m e 98,9 m, una destinata alle analisi e una alla conservazione a lungo termine. Nel 2025 a Kon Chukurbashi, nel Pamir, in Tagikistan, furono prelevate due carote di ghiaccio lunghe 104,7 m e 105 m, corrispondenti a circa sette secoli di archivio climatico.
Carote di ghiaccio e conservazione La fondazione descrive i ghiacciai come archivi di dati climatici e ambientali su scale temporali che possono andare da secoli a millenni. Secondo la fondazione, lo studio delle carote di ghiaccio consente di analizzare variazioni di temperatura, concentrazioni atmosferiche di gas serra, aerosol naturali, inquinanti antropici, gas, acidi, metalli pesanti, radioattività e isotopi dell'acqua. La fondazione afferma inoltre che l'aumento delle temperature può alterare la composizione chimica degli strati superficiali dei ghiacciai, compromettendo l'integrità delle informazioni conservate nel ghiaccio.
Santuario antartico Il 14 gennaio 2026 il Consiglio Nazionale delle Ricerche annunciò l'inaugurazione dello Ice Memory Sanctuary presso la stazione Concordia, dopo l'arrivo delle prime due carote alpine provenienti dal Col du Dôme e dal Grand Combin. Il santuario è una cavità scavata nella neve compatta a circa nove metri di profondità e destinata alla conservazione passiva dei campioni a temperature vicine a -52 °C, senza raffreddamento artificiale. La fondazione collega la scelta del sito al regime del Trattato Antartico e alla gestione della stazione Concordia da parte dell'Institut polaire français Paul-Émile Victor e del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide.
Fondazione e governance La Ice Memory Foundation ha sede presso l'Università Grenoble Alpes e dichiara come scopo la raccolta, la conservazione e la gestione di carote di ghiaccio provenienti da ghiacciai selezionati. La fondazione indica come presidente onorario Alberto II di Monaco, come presidente Thomas Stocker e come direttrice Anne-Catherine Ohlmann. La fondazione indica come obiettivo una governance internazionale di lungo periodo per l'uso dei campioni e per la loro conservazione nei secoli successivi.
Note
Voci correlate Cambiamento climatico Carota di ghiaccio Carotaggio Concordia (Antartide) Dome C Ghiacciaio Glaciologia Riscaldamento globale
Collegamenti esterni
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