Villa Almagià, anche villa Almagià-Bondi, è stata una storica residenza di Roma, sita sul lungotevere Arnaldo da Brescia nel quartiere Flaminio.

Storia La villa fu progettata dall'architetto Giulio Magni per l'imprenditore Edoardo Almagià, venendo realizzata nel 1910 su metà dell'isolato compreso tra lungotevere Arnaldo da Brescia, via Pasquale Stanislao Mancini, via Giuseppe Pisanelli e via degli Scialoja, nel quartiere Flaminio. Magni era già stato chiamato anche a progettare il villino Volterra di Ariccia per il genero di Almagià, Vito Volterra.

Nel 1924 la villa divenne particolarmente nota poiché, di fronte all'edificio, sarebbe avvenuto il rapimento del deputato Giacomo Matteotti.

Nel 1961 la villa fu demolita e al suo posto sono sorti tre palazzi della Toro Assicurazioni e, in seguito, una palazzina progettata da Bruno Zevi.

Descrizione La villa era stata progetta in pieno stile neorinascimentale e si articolava su due piani, interamente rivestiti in bugnato liscio con finestre architravate e inquadrate da colonnine corinzie.

La facciata sul lungotevere era caratterizzata da due avancorpi laterali con due logge doriche a piano terra e due balconi superiori. Il corpo centrale era decorato con un fregio elaborato in stucco con putti, festoni e cartigli. La facciata interna verso il giardino era più imponente ed era dotata di un portico d'ingresso.

L'ampio giardino, dotato anche di garage-scuderie, era circondato da una cancellata di gusto liberty.

Note

Almagià Categoria:Architetture di Roma scomparse Categoria:Roma Q. I Flaminio