Il , noto anche come , è uno yōkai la cui leggenda è localizzata ad Edo (ora Tokyo).

È descritta come una creatura simile a uno scoiattolo volante, più specificamente musasabi o momonga, o ad un pipistrello, dotato della capacità di volare, che attacca le persone coprendogli occhi e bocca forse per succhiare il sangue di umani o animali. Secondo una variante della leggenda, il nobusuma, nasce sotto forma di pipistrello e col passare degli anni si trasforma in un altro yōkai chiamato yamachichi, che si nutre del respiro delle persone causandone la morte.

Si dice inoltre che si nutra di frutta e noci (proprio come i roditori reali) oppure che divori le fiamme (come nei giochi dei mangiafuoco).

Mitologia Si ritiene che questa variante del “nobusuma” abbia origine nella tradizione di Edo (Tokyo).

Come scoiattolo volante Nell'opera di Toriyama Sekien dedicata agli yōkai, “Konjaku gazu zoku hyakki” (pubblicata nel 1779), nella sezione dedicata al “Nobusuma” è raffigurato uno scoiattolo volante (musasabi) che plana con il corpo disteso; anche nella didascalia si legge: “Il nobusuma è uno scoiattolo volante”. Ha arti corti ma artigli lunghi e cerca di nutrirsi di noci e fiamme.

Come pipistrello

Secondo la raccolta di storie fantastiche Ehon Hyaku monogatari (pubblicato nel 1841) attribuito a Tōka Sanijin e illustrato da Takehara Shunsen, si ritiene che i pipistrelli, dopo aver trascorso lunghi anni, si trasformino in yōkai, prima in nobusuma e, con il passare del tempo, si trasforma in uno yōkai chiamato yamachichi (letteralmente "padre della montagna"). Poiché talvolta arriva persino a succhiare il respiro delle persone addormentate per privarle della vita, viene descritto come appartenente alla categoria dei vampiri.

Nella raccolta di racconti fantastici "Baiō zuihitsu", risalente al periodo Kansei (1789-1801), si narra che a Edo vivesse una bestia che attaccava i gatti e ne succhiava il sangue. Quando la bestia fu uccisa, si scoprì che aveva l'aspetto di una donnola e che alle spalle spuntavano delle protuberanze simili ad ali. Qualcuno identificò il corpo come quello di un nobusuma che dimorava nelle montagne profonde.

Nel "Kyōka Hyaku monogatari" viene descritto uno yōkai chiamato tobikura, simile a un pipistrello, che avvolge il volto delle persone; anche il nobusama è ritenuto un essere che vola nel cielo e copre gli occhi e la bocca delle persone. Si dice inoltre che, mentre le persone percorrono quei sentieri di montagna, esso copra loro la bocca e gli occhi per succhiarne il sangue fresco.

Iconografia

Come descritto in precedenza, tra le illustrazioni di yōkai di Sekien vi è un disegno raffigurante un nobusama che vola simile a un musasabi, e lo stesso soggetto è raffigurato anche nelle illustrazioni di Takehara Shunsen contenute nel già citato “Ehon hyaku monogatari” (1841 / 12° anno dell’era Tenpō).

La raffigurazione del tobikura, presente nel “Kyōka Hyaku monogatari” (1853), ha le sembianze di un pipistrello.

La stampa ukiyo-e di Utagawa Kuniyoshi, risalente al periodo Edo, intitolata "Miyamoto Musashi: Uccisione di un vecchio nobusuma tra le montagne della provincia di Tanba", raffigura lo spadaccino Miyamoto Musashi che uccide un nobusuma simile a un pipistrello tra le montagne. Tuttavia, non si tratta di un fatto storico, ma di una versione romanzata del racconto del viaggio di addestramento militare di Musashi attraverso il paese.

Ipotesi sull'origine Poiché gli scoiattoli volanti si nascondono nelle cavità degli alberi durante il giorno e di notte si lancia in volo planato, il loro comportamento insolito ha portato a speculazioni sul fatto che lo scoiattolo volante stesso fosse considerato uno yōkai chiamato "nobusuma". Poiché sia il musasabi che il momonga hanno una vista notturna molto sviluppata, durante il volo planato notturno possano essere abbagliati dalla luce delle torce o delle lanterne, sbagliando l'atterraggio e finendo per aggrapparsi alla testa di una persona. Tale comportamento potrebbe essere scambiato per un'esperienza di attacco yōkai e diffuso tramite il passaparola.

Nella sezione "Roditori" del “Wakan Sansai Zue” è presente una voce intitolata , alla quale sono associate entrambe le letture "musasabi" e "nofusuma". È scritto: «assomiglia per colore del pelo e forma quasi al topo, ma ha ali carnose»(, edizione Chūkindō, 1885, vol. 39, p. 90), quindi l'enciclopedia rimanda la descrizione dettagliata alla voce "pipistrelli". Per quanto riguarda il nome, è riportato che «è comunemente chiamato nobusuma, nella regione del Kantō è chiamato mōmōnga e nel Giappone occidentale è chiamato itaojiki»(,edizione Chūkindō, 1885, vol. 42, p. 176). Nel “Běncǎo Gāngmù”, citando Su Song, si afferma che «nel sud è spesso considerato uno yōkai», mentre in una citazione tratta dalle note di Guo Pu al “Erya” si dice che «li scoiattoli volanti giganti hanno la forma di piccole volpi,.. Le loro zampe sono corte ma i loro artigli sono lunghi.. Consumano il fumo che sale dal fuoco» (quest’ultima citazione è riportata anche nel “Wakan Sansai Zue”).

Collegamenti con altri yōkai Il “Ehon hyaku monogatari” equipara il nobusuma a un altro yōkai chiamato nodeppō e si ritiene che sia una bestia chiamata mami che, invecchiando, si è trasformata in uno yōkai. Secondo lo studioso di yōkai Katsumi Tada, il "mami" è originariamente un altro nome per il tanuki, ma in opere come il "Wakan Sansai Zue", "tanuki" e "mami" sono trattati come animali distinti, e poiché esistono esempi in cui anche il musasabi veniva chiamato "mami", si ritiene che questa tradizione sia nata da una confusione tra i due. Hiroshi Aramata scrive che "mami" si riferiva allo scoiattolo volante momonga durante il periodo Heian, e la leggenda narra che Taira no Kiyomori avrebbe sconfitto un yōkai chiamato , e si dice che esistesse anche la tomba di tale mostro.

Note

Voci correlate Elenco delle creature leggendarie del Giappone Momonjii

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