Salut le cubains è un cortometraggio documentario del 1963 diretto da Agnès Varda prodotto sull'onda dell'entusiasmo che provocò la rivoluzione cubana sulle persone di sinistra.
Trama Un Fidel Castro con le ali di pietra che appare quale importante simbolo della Rivoluzione cubana è il fulcro intorno al quale ruota il film. Dalla leggerezza delle iniziative musicali in strada alle mostre parigine frequentate dai protagonisti dell'epoca al viaggio a Cuba della regista per conoscere direttamente i cubani, il loro lavoro, il loro tempo libero e l'entusiasmo che diventa la nota dominante di questo documentario animato.
Accoglienza
La stessa regista presentando Salut les cubains quarant'anni dopo parla di come le cose siano cambiate e le illusioni perdute e si assiste alla ribellione contro un governo che ha tutto di ciò che può essere una dittatura di sinistra. Ma nel contesto del 1963 Varda parla del suo entusiasmo e anche di quello dello stesso Fidel Castro dell'epoca. La rivoluzione cubana fu anche di tipo culturale e rimise tutto in gioco, continua la Varda, attraverso un'originalità dell'azione politica che si riflesse poi nella cultura di massa internazionale. Ancora nel 1972 in Italia esce Cuba rie! La rivoluzione cubana attraverso i suoi umoristi.
Critica La cineteca di Bologna in una scheda raccoglie, insieme ad interviste alla regista estrapolate nel corso del tempo, alcune notazioni critiche tra le quali quella di Anne Kiefer che scrive: «Oggi, a distanza di un quarto di secolo, Salut les Cubains rimane una testimonianza ricca ed entusiasta sulla speranza rappresentata dalla rivoluzione cubana prima che il castrismo si cristallizzasse in dogma».
Nella scheda di The Criterion Channel il film è così presentato: «Attraverso un montaggio fluido, le persone immortalate dalla sua macchina fotografica prendono vita con gioia e affetto».
Note
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Categoria:Film documentari francesi