Porta delle Torricelle era una delle porte principali della cinta muraria di età comunale eretta dalla città di Padova all'inizio del XIII secolo. Considerata il principale accesso meridionale attraverso le mura, la porta venne smantellata nel corso del XVIII secolo per ricavarne materiale utile alla bonifica di Prato della Valle.
Storia
Per la datazione della Porta delle Torricelle si fa riferimento agli Annales e alle cronache padovane anonime. Nonostante l'edificazione delle mura comunali fosse iniziata già dal 1195, la maggior parte delle redazioni dagli annali data al 1210 la costruzione della Porta e del tratto occidentale delle mura fino alla chiesa di S. Michele, grazie al podestà piacentino Iacopo de Andito. La cronologia è supportata anche da un'iscrizione del grammatico Giovanni Valdetaro nella quale i Padovani sono esortati a supportare le possenti mura in costruzione con una solida concordia interna. Ancora gli annali descrivono la porta come costruita sopra un ponte a una sola arcata, a differenza di altre porte principali come Porta Molino.
Ulteriori notizie circa l'assetto definitivo dell'abitato e delle sue mura giungono solamente nel 1256, dopo la dominazione di Ezzelino III da Romano, dalle descrizioni della Cronica circa facta et factis Marchie Trivixane di Rolandino da Padova. In quest'opera il giurista nomina alcune delle porte principali delle mura interne della città, tra cui quella delle Torricelle. Questa viene considerata ancora la principale porta meridionale della cinta muraria nella prima metà del XIV secolo da Giovanni da Nono, che ne parla nella Visio Egidii regis Patavie (composta tra 1329 e 1337) descrivendo l'imponenza e la magnificenza dell'intera opera difensiva.
A fine Cinquecento l'assetto delle mura divenne quello che giunse quasi intatto fino alla fine dell'Ottocento, quando le cortine difensive passarono definitivamente sotto la giurisdizione del Comune di Padova. Da quel momento gli interventi furono molteplici e con diverse funzioni: si aprirono brecce per favorire la libera circolazione dei mezzi e larghi tratti di mura (soprattutto quelle comunali, ormai privatizzate) vennero abbattuti per costruire abitazioni private, come nell'area del Ponte delle Torricelle.
Nel marzo del 1789 iniziò la demolizione della porta per ricavarne materiale per la bonifica di Prato della Valle.
L'epigrafe di Giovanni Valdetaro
L'epigrafe che si trova sulla facciata del primo piano di via Roma 126 proviene dal prospetto dell'antica Porta delle Torricelle e dal 1834 al 1910 ha trovato posto sullo spessore delle mura comunali risparmiate. Si tratta di una lastra di trachite con testo disposto orizzontalmente in due colonne. L'epigrafe viene datata al 1210 ed è attribuita al grammatico padovano Giovanni Valdetaro, il quale sprona i cittadini di Padova, chiamati "figli di Antenore", a mantenere la pace e la concordia civile per proteggere la città insieme alle mura. La lastra appare lievemente danneggiata e lacunosa in alcune parti di testo.
Al di sopra di tale iscrizione è posta un'ulteriore lastra attribuita a Carlo Leoni nella quale si ricorda l'ingresso di Ezzelino III da Porta delle Torricelle nel momento della presa della città. Narra infatti Rolandino da Padova che Artusino di Dalesmanino, nobile padovano, riuscì a trovare un accordo tra i Padovani e i nunzi imperiali che si trovavano a Monselice e appoggiavano Ezzelino; in seguito alla stipulazione dei patti «il conte Geboardo ed Ezzelino con i loro seguaci entrarono pacificamente a Padova. E molti videro [...] che Ezzelino, entrando, per la porta della città dal Prato [...], si piegò dal palafreno alla porta e la baciò.»
Note
Bibliografia
Voci correlate Mura di Padova Porta della Cittadella Vecchia Porta Altinate Porta San Giovanni (Padova) Porta Molino
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Collegamenti esterni
Categoria:Mura e porte di Padova Categoria:Architetture medievali d'Italia