Biografia Voranc nacque in una famiglia di contadini carinziani. Frequentò una scuola elementare utraquista bilingue nella sua città natale, poi una scuola cooperativa a Lubiana e infine un corso sulle cooperative agricole a Vienna. Si appassionò alle lettura dei classici della letteratura russa e restò affascinato dallo stile di Ivan Cankar. Esordì in campo letterario nel 1909 con il racconto Petkov Cenc, pubblicato con lo pseudonimo di Ivan Wastl sulla rivista mensile Domači prijatelj diretta da Zofka Kveder, colei che per prima intravide il suo talento e che lo incoraggiò agli inizi della carriera.
Allo scoppio della prima guerra mondiale venne arruolato nell'esercito austriaco, ma disertò e venne imprigionato in Italia sino al termine del conflitto. Durante gli anni del militare venne inviato sull'altopiano di Doberdò del Lago, presso Gorizia, esperienza che avrebbe dato vita al romanzo autobiografico Doberdob, un'opera che fu ripetutamente rimaneggiata nell'arco di un ventennio e che descrive realisticamente e con una particolare sensibilità lo stato d’animo del soldato prima dell’attacco e la tensione registrata nel momento dello scontro.
Nel periodo interbellico Voranc lavorò nell'acciaieria di Ravne na Koroškem. Nel 1925 venne pubblicato il suo primo libro, Povesti. Nel contempo lo scrittore si dedicò sempre più all'attività politica e al movimento operaio all'interno del Partito Comunista, allora illegale, motivo per cui fu costantemente perseguitato dalle autorità.
Tra il 1930 e il 1939 visse all'estero come rifugiato politico, venne incarcerato più volte e cambiò spesso lavoro. Alcuni dei suoi racconti più famosi vennero scritti in questo periodo, come Boj na požiralniku, Jirs in Bavh, Odpustki, la raccolta di racconti Samorastniki e altri, nonché i suoi romanzi più noti, Požganica e Doberdob (scritti in prigione). Da emigrato scrisse sulla rivista letteraria Sodobnost. Lo pseudonimo di Prežihov Voranc risale proprio a questi anni: Prežihov deriva da Prežihovina, la tenuta in cui si trovava la casa di suo padre, mentre Voranc deriva dal suo nome di battesimo Lovrenc o Lovro.
Visse gli anni della seconda guerra mondiale in clandestinità. L'8 febbraio 1943 fu arrestato a Lubiana e imprigionato a Tabor e a Šempeter, poi venne trasferito a Berlino e infine nei campi di concentramento di Sachsenhausen e Mauthausen.
Nel dopoguerra rientrò in patria e venne eletto deputato del Popolo. In questo periodo vennero pubblicati il romanzo Jamnica (1945) e diverse opere brevi, tra cui la raccolta di vignette per bambini Solzice (1949). Seguirono alcuni diari di viaggio come Od Kotelj do Belih vod ("Dalle pentole bollenti alle rapide") e Od Mokronoga do Pijane gora ("Dalla montagna bagnata a quella ubriaca").
Morì a seguito di una malattia che non gli consentì di completare molte opere a cui stava lavorando.
La dimora che apparteneva a suo padre è stata trasformata in un museo, la Prežihova bajta, dipendente dal Museo provinciale della Carinzia di Ravne na Koroškem.
Dal romanzo Doberdob è stato tratto l'omonimo film del 2016 di Martin Turk.
Vita privata Voranc si sposò nel 1924 ed ebbe due figlie, Vida e Mojca.
Opere Romanzi Požganica (1939) Doberdob (1940) Jamnica (1945)
Racconti Boj na požiralniku (1935) Samorastniki (1940) (raccolta di racconti che comprende: Boj na požiralniku, Jirs in Bavh, Vodnjak, Ljubezen na odoru, Pot na klop, Prvi spopad, Odpustki in Samorastniki)
Diari di viaggio Od Kotelj do Belih vod (1945) Borba na tujih tleh (1946) Gosposvetsko polje (1979)
Note
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