La dichiarazione di Maggio (, , ) fu un manifesto politico presentato il 30 maggio 1917 innanzi al Reichsrat da parte del Club Jugoslavo, composto da trentatre membri rappresentanti gli slavi meridionali cisleitani delle Terre slovene, dell'Istria, del Regno di Dalmazia e della Bosnia-Erzegovina, guidati da Anton Korošec, capo del Partito Popolare Sloveno.

Figlia delle idee panslaviste che si erano diffuse all'epoca, sostenute sia da austroslavisti che desideravano una monarchia triale con un regno proprio per gli slavi che da jugoslavisti che bramavano l'unificazione con il Regno di Serbia, proponeva la creazione di uno stato democratico, libero e indipendente sotto la corona austriaca per gli slavi meridionali dei territori asburgici, e venne accolta con favore dai croati, con indifferenza dai serbi, mentre in Bosnia venne largamente rigettata, e si propose un'unione con l'Ungheria con un'autonomia speciale: durante il collasso dell'Impero austro-ungarico molti dei suoi firmatari sostennero la risoluzione di Zagabria, che portò poi alla formazione dello Stato degli Sloveni, Croati e Serbi.

La situazione internazionale in quel momento era particolarmente complicata, infatti se Serbia e Italia combattevano insieme nella Triplice intesa l'Italia avrebbe ottenuto territori a maggioranza slava, portando certe parti del movimento slavista a sostenere Vienna: Belgrado nel 1914 aveva promesso nella dichiarazione di Niš di lottare per la liberazione degli slavi meridionali dal dominio straniero e finanziò il Comitato jugoslavo con il quale firmò, nel 1917, la dichiarazione di Corfù sulla creazione di uno stato per gli slavi meridionali a guerra terminata.

Note

Categoria:Storia della Jugoslavia