La chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine sorge lungo il tratto cittadino della Via Emilia, a Imola. È stata per secoli la chiesa dei padri carmelitani.
Storia La chiesa ed il convento sono legati alla storia dell'Ordine Carmelitano. Presenti a Montericco di Imola sin dal XIII secolo, il convento di Imola è il più antico convento carmelitano di RomagnaLa chiesa e la parrocchia del Carmine, «Alba di Vita», Imola, 19 marzo 1962.. Nel 1323 Papa Giovanni XXII chiamò i Carmelitani in città (la bolla reca la data del 1º aprile) e concesse loro d'insediarsi nel territorio della parrocchia di San Giacomo. Esisteva qui, oltre alla chiesa parrocchiale, una chiesa intitolata alla SS. Annunziata: i Carmelitani vi si insediarono.
Presso la chiesa sorse la Confraternita del Carmine, la più antica delle confraternite d'Imola dopo quella del SS. Sacramento. La confraternita del Carmine concorse al finanziamento della nuova chiesa nel 1491 e al rifacimento del convento attiguo, nel 1596. Nel 1541 sostò nel convento Papa Paolo III, di ritorno da un viaggio da Parma verso l'Urbe. Giunse in Imola il 6 ottobre e ripartì il giorno seguente.
La chiesa attuale fu costruita ex novo su progetto dell'architetto Domenico Trifogli, noto esponente della schiera dei maestri comacini trasferiti in Romagna e prozio di Cosimo Morelli. La posa della prima pietra avvenne il 28 dicembre 1719 per mano del cardinale Ulisse Gozzadini, vescovo di Imola. Contemporaneamente alla chiesa fu costruito il nuovo convento. Il refettorio fu dipinto a fresco da Alessandro Della Nave. Altri affreschi furono realizzati da Angelo Gottarelli.
La vita del nuovo convento durò molto meno del previsto. Nel 1798 gli ordini religiosi vennero aboliti dai francesi invasori. Le restrizioni aumentarono fino alla confisca dei beni (compreso l'archivio, che andò disperso). Nel 1810 si ebbe la cacciata dei monaci dal convento. Durante il periodo dell'occupazione napoleonica il convento fu adibito a prigione provvisoria. Il 12 gennaio 1813 vi fu rinchiuso per tre mesi Gaspare del Bufalo (futuro santo) imprigionato a Roma nel 1810 per aver rifiutato di giurare fedeltà a Napoleone.
Nel 1818 l'allora parroco di San Giacomo Francesco Pollini chiese e ottenne di trasferire la sede parrocchiale al Carmine. Da quel momento la parrocchia fu denominata di San Giacomo Maggiore del Carmine, o più comunemente parrocchia del Carmine.
Descrizione Esterno L'edificio odierno fu costruito tra il 1719 e il 1726Il Carmine di Imola nella storia e nell'arte, in «Nuovo Diario-Messaggero», 13 giugno 1992, pag. 22.. Domenico Trifogli fu coadiuvato da Domenico Morelli in qualità di capomastro e da fra Elia Spadoni, laico carmelitano imolese. Trifogli conferì alla chiesa l'aspetto attuale, con una facciata sobria che si sviluppa su due ordini scanditi da paraste in mattoni a vista. Della chiesa precedente rimase il portale in arenaria del XVI secolo, con decorazioni floreali. Nel 1746 fu ultimata la sagrestia e due anni dopo venne eretto il campanile.
Interno
La chiesa ha un'unica navata con altari laterali e decorazioni barocche. Presbiterio e coro sono stati rifatti dalle fondamenta dal Trifogli. Il Coro, in legno intagliato, è opera dell'artista imolese Fausto Zamboni. Le cantorie furono costruite nel 1771 e dorate nel 1776.
La chiea è molto ricca di opere, alcune provenienti dalla vicina chisa di San Giacomo, quando la parrocchia fu trasferita come sede al Carmine. Il quadro migliore è quello del Preziosissimo Sangue, all'altare omonimo, opera del 1780 di Pietro Tedeschi. La statua più significativa è quella di S. Teresa di Gesù, all'altare omonimo, opera di Filippo Scandellari, realizzata anch'essa nel 1780. All'interno della chiesa sono conservate opere di Giuseppe Gottarelli, Antonio Crespi, Gian Battista Verda e di Alessandro Della Nave, protagonisti della stagione artistica imolese tra il XVIII e il XIX secolo. Nel refettorio adiacente alla chiesa sono conservate tempere con episodi di vita carmelitana (1790–1792) di Alessandro Della Nave e Angelo Gottarelli. Il ricco patrimonio artistico conservato all'interno comprende anche una singolare collezione culturale legata alla tradizione dei burattini.
La chiesa, infine, custodisce un vero unicum: il doppio organo a canne, costruito nel 1992 da Franz Zanin, in sostituzione dell'originale del 1672 di Carlo Traeri. I due organi, seppur posizionati l’uno di fronte all’altro in apposite casse settecentesche, sono collegati da un particolare meccanismo, in maniera tale da consentire all'organista di suonarli sia all'unisono sia singolarmenteMatilde Tinti, Cultura arte storia e architettura. Porte aperte ai luoghi del cuore, «Il Nuovo Diario-Messaggero», 12 marzo 2026, pp. 32-33..
Note
Bibliografia Romano Fiorentini, Il Carmine d'Imola in Borgo San Giacomo, Galeati, Imola 1981.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Carmine Imola Carmine