Biografia Suo padre era decano della cancelleria di Tolosa e suo nonno materno professore di medicina all'Università di Tolosa. Seguì inizialmente un percorso di studi umanistici presso il collegio gesuita e, raggiunti i diciotto anni, si unì all'Ordine dei Minimi. Durante la sua vita da studente, si oppose alle teorie tradizionali di Aristotele in ambito fisico propugnate dai suoi maestri, prediligendo le ipotesi di Platone.

Fu praticamente autodidatta nell'apprendere la matematica moderna e la sua passione accademica fu riconosciuta dai suoi superiori, che lo misero a capo dell'educazione dei novizi. Nel 1636 fu convocato a Roma per insegnare matematica al convento della Trinità dei Monti. Lì visse per quattordici anni, pubblicando i suoi esperimenti in prospettiva e gnomonica. Alcuni suoi scritti sembravano giustificare l'usura e furono di conseguenza censurati nell'Indice dei libri proibiti.

Nel 1650 tornò a Tolosa e fu nominato superiore provinciale. Dopo la fine della sua carica, decise di dedicarsi unicamente ai suoi studi. Quando Luigi XIV, incuriosito dalle sue macchine a Tolosa, lo invitò a corte tramite il cardinale Mazzarino, Emmanuel rifiutò gentilmente l'offerta, preferendo trascorrere i suoi ultimi anni nella calma del convento.

I suoi lavori furono particolarmente influenti in Spagna, dove furono diffusi dall'amico Francisco Palanco.

Pubblicazioni Perspectiva horaria sive de horographia gnomonica tum theoretica tum practica (4 vols., Rome, 1648); Cursus philosophicus (1st ed., 4 vols., Toulouse, 1652; 2nd ed. with changes and additions, Lyons, 1673); Sacra philosophia entis supernaturalis (Lyons, 1662, 1st vol., and 1672, 2nd vol.); Dissertatio theologica de usu licito pecuniæ (Lyons, 1673).

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