Ghost School è un film del 2025 diretto da Seemab Gul.

Pellicola sul problema della dispersione scolastica, specie femminile, in Pakistan, presentata in anteprima l'8 settembre 2025 al Toronto International Film Festival e quindi nella sezione Generation del Festival internazionale del cinema di Berlino del 2026.

Trama Rabia è una bambina pakistana di dieci anni, molto intelligente e desiderosa di imparare. Recatasi nella scuola del suo piccolo villaggio, la trova chiusa ed è costretta a tornare a casa.

L'ultimo insegnante rimasto non si è presentato e non si sa quando la scuola riaprirà. Gira una voce che l'insegnante sia stato vittima di spiriti maligni e che questi abbiano infestato la scuola.

Rabia non si arrende alle dicerie e per saperne di più va a cercare l'insegnante. Questi è a casa malato, ma non tornerà a scuola in quanto non viene più pagato. Il preside aveva fatto richieste assurde e ora ha messo in giro la voce che a scuola vi siano spiriti, così da allontanare definitivamente chiunque dall'edificio.

Recatasi quindi a casa del preside, un ricco proprietario terriero, Rabia gli chiede se arriverà un nuovo insegnante, visto che l'attuale ha intenzione di andarsene. Il preside le dice che la nomina degli insegnanti non è di sua competenza ma dipende dal commissario distrettuale. In ogni caso ritiene che l'istruzione non debba essere un diritto per tutti.

Recatasi dal commissario distrettuale comprende che l'istruzione pubblica è relegata ad un ruolo secondario, con i politici che privilegiano la scuola privata. Nel tornare indietro, Rabia incontra la datrice di lavoro di sua madre che comprende il problema della scuola locale e le consiglia di recarsi a studiare in città, dandole anche il denaro necessario per acquistare l'uniforme scolastica necessaria.

Giunta nei pressi della scuola abbandonata, Rabia vi entra e, sebbene non creda alle voci sugli spiriti, deve vincere un po' di timore. Tiene quindi una sorta di lezione di fronte ad una classe fantasma, in cui spiega le vere ragioni della chiusura. Uscita, incrociando dei compagni di scuola, ripete a questi le vere motivazioni per la chiusura della scuola ma le viene dato della bugiarda.

Rabia torna quindi sconsolata a casa mentre dei giovani organizzano un corteo che si conclude proprio con l'ingresso nella scuola, con l'intenzione di disinfestarla dagli spiriti. Con questo pretesto vengono commessi atti di vandalismo e danneggiamenti di ogni tipo che finiscono per devastare la scuola, lasciando ancora più sgomenta Rabia, che era accorsa e ha assistito impotente allo scempio.

La mamma, in precedenza perplessa sulla necessità di dare un'istruzione a chi nasce povero, visto il profondo trauma della figlia che si è chiusa nel mutismo da quando non può andare più a scuola, asseconda l'offerta della sua datrice di lavoro e, dopo aver tagliato i capelli a Rabia, le propone di indossare l'uniforme della scuola di Karachi dove potrà tornare a studiare. Il desiderio di Rabia di tornare a scuola prende corpo, e, date le circostanze, sembra la materializzazione di un sogno impossibile.

Produzione

La regista, pakistana da 25 anni in Regno Unito, girando nel 2020 per il suo paese di origine, si accorse del gran numero di scuole non più utilizzate ("ghost schools") che sono all'origine di una crescente dispersione scolastica nelle aree più povere e periferiche. Questo la convinse a scrivere una storia da portare sul grande schermo che sottolineasse questo problema dal punto di vista femminile, essendo l'abbandono scolastico un problema anche di genere.

Note

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