Il bene comune è un film del 2026 co-scritto, diretto e co-prodotto da Rocco Papaleo.

Trama Biagio è un ex militare divenuto guida turistica del Parco nazionale del Pollino che accompagna, assieme a suo nipote Luciano, quattro detenute per una gita premio: Samanta, corriere della droga che ha cercato di fuggire dagli abusi del marito, Gudrun, infermiera arrestata per rapina, Fiammetta, musicista che ha dato fuoco all'abitazione della sua manager, e Anny, hacker condannata per crimini informatici. Le detenute sono affidate a Raffaella, un'attrice di scarso successo che gestisce un laboratorio teatrale in una casa di accoglienza. Il gruppo si ritrova a vivere momenti di difficoltà nel corso del cammino, una serie di momenti di crisi e condivisione del proprio vissuto, fino a raggiungere la meta: un secolare pino loricato sulla cima del monte Pollino.

Produzione Il film è stato prodotto da Roberto Sessa per Picomedia; Carlo Pontesilli, Rocco Papaleo e Ludovico Cantisani per Less Is More Produzioni; Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli per PiperFilm. Il film è stato girato tra Basilicata e Calabria nel luglio 2025; alcune scene sono state realizzate nel Parco nazionale del Pollino.

Colonna sonora Tema principale del film è Buttalo via, interpretato da Mina.

Promozione Il trailer ufficiale del film è stato pubblicato il 4 febbraio 2026.

Distribuzione Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane dal 12 marzo 2026 da PiperFilm.

Accoglienza Incassi Il film ha incassato .

Critica Il film è stato accolto con recensioni generalmente positive dalla critica cinematografica, che ne ha apprezzato le scelte registiche di narrazione e descrizione dei personaggi, oltre che apprezzare il cast attoriale.

Carola Proto di Comingsoon.it lo definisce «il film più bello» di Papaleo, in cui «parla di resilienza, ma non lo fa attraverso un cinema moraleggiante o ricattatorio. [...] Il coraggio di resistere in mezzo alla tempesta della vita, è frutto di una condivisione, di un cammino, ovviamente anche interiore». Antonio Cuomo di Movieplayer.it descrive il film come «ambizioso e riuscito», il quale «pone l'enfasi sull'importanza del racconto per conoscere, capire e accettare» e che «riesce a dar valore e spessore a tutti i suoi personaggi».

In una recensione meno entusiasta Matteo Pivetti di Sentieri selvaggi, sebbene ne apprezzi l'intento narrativo, riscontra che il problema principale del film sia «l’insistenza sul passato delle ragazze disinnesca qualsiasi interesse nei confronti della storia iniziale», in cui «la comicità [...] di Papaleo è relegata ai margini della vicenda, perché un simile tema merita la dignità che apparentemente è attribuibile esclusivamente al dramma. Non riesce però ad essere davvero neanche quello, muovendosi solo nel territorio della pietosità», trovandola «non congeniale».

Riconoscimenti 2026 – Nastro d'argento Candidatura al migliore soggetto a Rocco Papaleo e Valter Lupo Candidatura alla migliore colonna sonora a Michele Braga

Note

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