Il referendum costituzionale in Madagascar del 2010 è un referendum che si è svolto in Madagascar il 17 novembre 2010, nel quale gli elettori hanno approvato una proposta per la quarta Costituzione dello Stato. Al popolo malgascio è stato chiesto di rispondere "Sì" o "No" alla nuova costituzione proposta, che molti ritenevano funzionale a consolidare la presa di potere di Andry Rajoelina. Al momento del referendum, Rajoelina era a capo dell'Alta Autorità di Transizione (HAT), una giunta militare ad interim istituita in seguito al colpo di Stato appoggiato dai militari contro l'allora presidente Marc Ravalomanana nel marzo 2009.

Contesto Rajoelina si era insediato come presidente di transizione il 17 marzo 2009 a seguito di un colpo di Stato appoggiato dai militari e guidato dal colonnello Charles Andrianasoavina contro Marc Ravalomanana. Rajoelina programmò quindi il referendum per una nuova costituzione.

Il plebiscito fu visto come un test di fiducia nei confronti di Rajoelina e un elemento chiave per legittimare il suo governo.

La data era stata inizialmente fissata per il settembre 2009, con le elezioni presidenziali programmate per l'ottobre 2010. La consultazione fu poi posticipata all'ottobre 2009 prima di essere annullata. Successivamente, un nuovo referendum fu fissato per il 12 agosto 2010; tuttavia, il 29 giugno 2010 il voto fu nuovamente rinviato a tempo indeterminato. Infine, il 14 agosto, fu annunciata la data definitiva del 17 novembre.

Nuova costituzione Un cambiamento fondamentale nella nuova costituzione mirava a mantenere il leader dell'HAT (carica ricoperta da Rajoelina) come presidente ad interim fino allo svolgimento di nuove elezioni. Secondo gli analisti, ciò avrebbe permesso a Rajoelina di rimanere al potere a tempo indeterminato, "poiché non aveva fissato alcuna data per le dimissioni né specificato le condizioni per le elezioni successive".

Le successive elezioni presidenziali erano previste per il settembre 2011 (inizialmente previste per maggio 2011). Rajoelina aveva dichiarato di non avere intenzione di candidarsi; tuttavia, un emendamento nella nuova costituzione abbassava l'età minima per la presidenza da 40 a 35 anni, consentendo al trentaseienne Rajoelina di candidarsi se lo avesse voluto.

La costituzione proposta conteneva anche una clausola che imponeva ai candidati presidenziali di aver vissuto in Madagascar per almeno sei mesi prima delle elezioni, escludendo di fatto Ravalomanana e altri leader dell'opposizione, che vivevano in esilio in Sudafrica, dalla corsa elettorale.

Controversie I tre principali partiti politici del Madagascar, Tiako i Madagasikara, AREMA e AVI, ciascuno guidato da un ex presidente, chiesero il boicottaggio delle elezioni. I boicottaggi nacquero in segno di protesta per il rifiuto di Rajoelina di formare un governo di condivisione del potere in conformità con un patto redatto e firmato dallo stesso Rajoelina nell'agosto 2010. L'opposizione criticò inoltre il cambiamento delle regole elettorali nel mezzo del processo di voto.

Le organizzazioni regionali, in particolare l'Unione africana e la Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale (SADC), criticarono la mancanza di inclusività nel processo di transizione dell'HAT e chiesero un ritorno ai negoziati.

Il giorno prima del voto si verificarono lievi disordini nella capitale Antananarivo.

Svolgimento In totale, poco più di 7 milioni di persone () erano registrate per votare. Durante il processo di voto, il governo decise di allentare i regolamenti per i giovani che avevano raggiunto l'età per votare ma non erano ancora iscritti nelle liste elettorali. La giornata fu dichiarata festa nazionale per incoraggiare gli elettori a recarsi alle urne.

La Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) segnalò una bassa affluenza alle urne, che i funzionari attribuirono a molteplici errori nelle liste elettorali che avevano omesso quasi la metà degli elettori precedentemente registrati. Dopo aver ricevuto lamentele al riguardo, l'esecutivo decise di chiudere i seggi alle 18:00 anziché alle 16:00, portando a un aumento del numero di votanti nel pomeriggio.

Esito Con il 99% dei voti scrutinati, il 74,13% approvò la scheda con un'affluenza del 53%.

+Risultati ufficialiSceltaVoti%74,1925,81Valide95,23Non valide/bianche4,77Totale100Aventi diritto e affluenza52,61

La nuova costituzione è stata promulgata l'11 dicembre 2010, segnando l'inizio della Quarta Repubblica del Madagascar.

Tentativo di colpo di Stato Il giorno delle elezioni, alcune notizie indicarono che 21 ufficiali militari avevano tentato di prendere il controllo del Paese. Il colonnello Charles Andrianasoavina, che in precedenza aveva appoggiato il colpo di Stato che aveva portato Rajoelina al potere, fu l'ufficiale principale a rilasciare una dichiarazione in cui si affermava che il governo era stato sciolto. A lui si unì anche il capo della sicurezza presidenziale.

Andrianasoavina dichiarò in seguito che intendeva prendere il controllo del palazzo presidenziale e dell'aeroporto principale del Paese. I militari ribelli affermarono che tutte le istituzioni governative erano state sospese e che un consiglio militare avrebbe assunto il governo. Chiesero inoltre il rilascio di tutti i prigionieri politici e il ritorno dei leader in esilio, tra cui Ravalomanana.

La leadership militare fedele al governo giurò di reprimere qualsiasi ribellione, con il generale della polizia militare Andrianazary che avrebbe affermato che non sarebbe intervenuto "se c'è un ammutinamento... [perché] non si può negoziare con chi si ammutina". La posizione di Rajoelina non era nota, anche se le operazioni di voto sembravano continuare.

Il giorno successivo, il capo dell'esercito, il generale Andre Ndriarijoana, incontrò i soldati ammutinati, ma non fu raggiunto alcun accordo. Le forze di sicurezza impiegarono gas lacrimogeni per disperdere le folle vicino alla zona. Tre giorni dopo l'inizio del tentato golpe, le forze di sicurezza assaltarono la base e, a seguito di un breve scontro a fuoco, i soldati ribelli si arresero.

Le forze armate avevano subito spaccature interne dopo il colpo di Stato del 2009 e l'abrogazione della vecchia costituzione. Inoltre, l'incapacità di Rajoelina di consolidare la leadership e risolvere la crisi avrebbe fatto diminuire la sua popolarità.

Note

Voci correlate Storia del Madagascar

Categoria:Referendum in Madagascar