La Madonna col Bambino in gloria e i santi Francesco e Chiara è un dipinto a olio su tela (333×221 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino intorno al 1641 e conservato presso la Galleria nazionale di Parma
Storia La prima menzione in letteratura di questa opera si trova nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia. Sotto l'anno 1641 è annotata «Una tavola d'Altare per le Madri Cappuccine di Parma con la B.V. il Puttino, S. Francesco e S. Chiara.»..
L'opera è registrata anche nel Libro dei conti del Guercino, registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649 (anno della sua morte) e proseguito dai familiari fino al 1666, alla data 7 luglio 1639 si legge: «Dal M.to R. Sig.r Andrea Costa di Parma, si è riceuto doppie di Parma n.o 50 p[er] caparra di una Tavola da colorare nella Chiesa delle Madri Capucine, nella quale deve andar, la Madona e il Puttino, San fran.co e Santa Chiara dacordo in ducatni 300. fano questi Schudi 187.. Il saldo è stato versato il 16 ottobre 1641 e si legge: «Dal Sig.r D. Andrea Costa da Parma si è riceuto ducatoni 161 per intier pagam.to del Quadro fattoli da porre nella Chiesa delle Madri Capucine di Parma, che ui è figurata una Madona col Puttino, San fran.co, e Santa Chiara, fano Schudi 215.».
Il dipinto fu segnalato anche da Giacomo Barri nel suo Viaggio pittoresco, che tuttavia lo colloca erroneamente nella chiesa di Sant'Antonio.. François Deseine lo cita semplicemente come la chiesa delle monache cappuccine.. Le successive guide settecentesche riportarono questa pala d'altare in modo talvolta erroneo, collocandola ora nella chiesa di Santa Maria della Neve, ora genericamente nella chiesa delle madri cappuccine, talvolta indicata come quella delle Cappuccine Vecchie. La confusione nasceva dal fatto che a Parma esistevano due chiese rette da monache cappuccine: Santa Maria della Neve delle Cappuccine «vecchie» e Santa Maria degli Angeli delle Cappuccine «nuove». Corrado Ricci riferisce tuttavia che il dipinto del Guercino si trovava nella chiesa di Santa Maria della Neve (da non confondere con la Badia di Santa Maria della Neve, a Torrechiara nel comune di Langhirano, istituzione diversa e retto da monache benedettine, senza rapporto con il monastero cittadino delle cappuccine)..
Le vicende della chiesa di Santa Maria della Neve dopo le requisizioni napoleoniche non sono documentate con precisione: Barbara Ghelfi osserva tuttavia che l'edificio non compare più in alcune guide parmensi dell'Ottocento, circostanza che lascia supporre che la chiesa fosse già stata distrutta in una data imprecisata, comunque compresa tra il 1803 - anno in cui il dipinto fu requisito dalle truppe napoleoniche - e il 1830.
Giunto a Parigi, il dipinto non fu esposto alla mostra del 1805 al Louvre. Nel 1811 fu collocato nella chiesa dell'Abbazia di Saint-Germain-des-Prés.. Fu infine recuperato da Giuseppe Poggi, funzionario del ducato di Parma, e collocato nella Regia Pinacoteca nel 1816..
Descrizione Il dipinto raffigura la Vergine col Bambino seduta su una nube, circondata da un'atmosfera luminosa e sospesa, mentre appare in gloria sopra due santi inginocchiati. Maria sostiene il Bambino con un gesto materno e affettuoso; il piccolo Cristo, parzialmente avvolto in un drappo chiaro, alza una mano in segno di benedizione. Ai piedi della scena, su un piano terreno appena accennato, sono rappresentati san Francesco d’Assisi e santa Chiara. Il primo è raffigurato in atteggiamento di intensa devozione, con le mani giunte e lo sguardo rivolto verso la Vergine. Indossa il tradizionale saio francescano stretto dal cordone, dal quale pende il rosario. Dalla parte opposta si trova santa Chiara, anch'essa in atteggiamento raccolto e contemplativo. La santa tiene tra le mani un ostensorio con l'ostia consacrata, attributo iconografico che allude all'episodio miracoloso in cui, secondo la tradizione, respinse i saraceni mostrando il Santissimo Sacramento. La composizione è organizzata secondo uno schema piramidale: la Vergine con il Bambino occupa il vertice della scena, mentre i due santi sono disposti ai lati inferiori. Sullo sfondo si intravede un paesaggio con edifici e una torre campanaria, che contribuisce a collocare la visione celeste in un contesto terreno. Questa struttura compositiva è tipica di diverse pale d'altare eseguite da Guercino negli anni Trenta e nei primi anni Quaranta del Seicento.
Stile La critica non ha sempre giudicato favorevolmente questa pala. Già nel Settecento ne era stata messa in dubbio l'autografia, mentre in epoca moderna alcuni studiosi ne avevano dato un giudizio piuttosto severo. Solo con gli studi più recenti e in particolare con il catalogo critico curato da Denis Mahon nel 1968, il dipinto è stato inserito con maggiore chiarezza nel percorso artistico del Guercino. In questa pala tali indirizzi convivono ancora senza che prevalga nettamente il linguaggio reniano. Le figure conservano infatti una certa concretezza plastica e un colorito robusto, che rivelano il persistente legame dell'artista con una visione naturalistica della realtà. Solo alcuni anni più tardi, dopo il trasferimento stabile a Bologna avvenuto nel 1642 in seguito alla morte di Guido Reni, Guercino adotterà in modo più deciso una pittura di tono più idealizzato e classicista.
Secondo Mahon l'opera appartiene a una fase di piena maturità dell'artista, collocabile negli anni precedenti alla metà degli anni Quaranta. Si tratta di un momento di transizione stilistica, nel quale il pittore cerca di conciliare due tendenze diverse: da un lato la pittura vigorosa e di forte impatto cromatico che aveva caratterizzato la sua produzione giovanile di matrice naturalistica, dall'altro una tavolozza più chiara e una stesura pittorica più morbida e delicata, orientata verso il classicismo elegante di Guido Reni..
Restauri ed esposizioni L'opera fu restaurata nel 1881 da S. Centenari, nel 1951-1952 e nel 1967.
Fu esposta alla mostra Il Guercino (Giovanni Francesco Barbieri), a cura di Denis Mahon, tenutasi a Bologna, presso il Palazzo dell'Archiginnasio, dal 1º settembre al 18 novembre 1968.
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su san Francesco d'Assisi Categoria:Dipinti su santa Chiara d'Assisi Categoria:Dipinti sulla Madonna col Bambino