Biografia Membro del ramo di Mezzolombardo della nobile famiglia Spaur, era il settimo dei nove figli di Cristoforo Francesco Spaur e di Caterina Aichelburg.

Nel 1700 venne investito della parrocchia di Cavalese (a cui rinunciò nel 1708 in favore di Giovanni Antonio Manci); ricevette il canonicato a Trento (nel 1709), ad Augusta (1711) e a Bressanone (1714-1733) e anche il priorato di Sant'Egidio di Ospedaletto (1709) e quello di Campiglio (1712). Dal 1709 al 1723 fu vicario generale del vescovo Giovanni Michele Spaur, che era suo zio, e fu anche consigliere dell'imperatore Carlo VI e, fino al 19 novembre 1720, primo ablegato alla Dieta Tirolese.

Nel 1721 morì il vescovo ausiliare di Trento Giorgio Sigismondo de Sinnersberg; il 20 aprile 1722 lo Spaur venne quindi nominato vescovo titolare di Roso e ausiliare al suo posto, e il successivo 25 maggio, festa di Pentecoste, ricevette la consacrazione episcopale nella cappella del suo castello a Mezzolombardo, celebrante suo zio Giovanni Michele Spaur e concelebranti Isidoro Pilati, preposito agostiniano di San Michele all'Adige, e Franz Schaiter, abate di Gries (il vescovo lo avrebbe voluto come coadiutore con diritto di successione, ma dovette desistere per la veemente opposizione del capitolo della Cattedrale).

Il 4 luglio 1722 il vescovo gli diede la patente di visitatore e gli nominò assistenti don Paride Pozzi, dottore in teologia ed esaminatore prosinodale, e Giovanni Francesco Cribello, maestro di cerimonie; il suffraganeo si recò quindi immediatamente a visitare la val di Fiemme, dove amministrò la Cresima e consacrò le chiese di Santa Maria della Neve a Bellamonte e Santissima Trinità ai Masi di Cavalese, oltre che altari in Santi Filippo e Giacomo di Predazzo, San Vigilio a Moena e San Nicolò a Carano; ad agosto passò in val di Sole, dove oltre a dare varie disposizioni consacrò un altare all'Addolorata nella chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano di Celledizzo.

L'11 gennaio 1723 venne creato arcidiacono, carica vacante per la morte del canonico Giovanni Battista Antonio d'Arco. Nello stesso anno, dopo aver visitato Riva e Arco e aver consacrato un altare a san Romedio nella sagrestia del Duomo, da fine maggio fino a inizio luglio si recò in Sudtirolo: qui consacrò vari altari nelle chiese di Santo Spirito all'Ospedale a Bolzano, Quattordici Santi Ausiliatori a Egna, Santa Trinità a Colma (Barbiano), Santo Stefano a Villandro, San Leonardo a San Leonardo in Passiria e Santa Maria Assunta a Moso.

Nel 1726 assistette alla consacrazione di Antonio Domenico Wolkenstein come nuovo principe vescovo di Trento, e nel 1729 fece lo stesso per Joseph Benedikt von Rost, vescovo di Coira; morto il Wolkenstein dopo soli quattro anni, i candidati principali a succedergli erano proprio lo Spaur e il canonico Carlo Costanzo Trapp; il capitolo scelse invece, come "onorevole compresso", Domenico Antonio Thun, che Giovanni Michele Venceslao Spaur consacrò il 14 febbraio 1731. Lo Spaur morì improvvisamente a Trento il 28 marzo 1743 senza aver lasciato testamento, e venne tumulato in cattedrale.

Genealogia episcopale e successione apostolica La genealogia episcopale è: Arcivescovo Filippo Archinto Papa Pio IV Cardinale Giovanni Antonio Serbelloni Vescovo Giacomo Rovellio Cardinale Carlo Gaudenzio Madruzzo Vescovo Antonio Crosina Bomporto Vescovo Jesse Perchoffer Vescovo Paulinus Mayr Vescovo Wilhelm von Vintler von Runkelstein Vescovo Johann Franz von Khuen zu Liechtenberg Vescovo Giuseppe Vittorio Alberti d'Enno Vescovo Giorgio Sigismondo de Sinnersberg Vescovo Giovanni Michele Spaur Vescovo Giovanni Michele Venceslao Spaur

La successione apostolica è: Vescovo Domenico Antonio Thun (1731)

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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