La sua attività pionieristica nel campo della cardiochirurgia è stata fonte di ispirazione per la serie televisiva Cuori e in particolare per la costruzione del personaggio impersonato da Matteo Martari https://www.famigliacristiana.it/cultura-e-spettacoli/cinema-serie-tv-streaming/cuori-3-vera-storia-cardiologo-molinette-torino-mlwv4ydw.
Biografia Figlio di contadini, per farlo studiare i genitori lo mandano all'istituto religioso Cottolengo. Dopo la laurea nel 1948 perfeziona i suoi studi a Parigi, dove realizza i primi cateterismi cardiaci su bambini affetti da un difetto congenito conosciuto come morbo blu. Sull’onda di questi successi, Achille Mario Dogliotti lo vuole come suo assistente in sala operatoria all'ospedale Molinette di Torino, per creare un’équipe che operò nel primo reparto di cardiochirurgia aperto in Italia: 94 posti letto in un intero piano d’ospedale.
Il 20 febbraio 1952 in collaborazione con Achille Mario Dogliotti esegue la commissurotomia mitralica e il 7 agosto dello stesso anno la prima circolazione extracorporea nell'uomo. Nasce quindi la Cardiochirurgia come branca specifica della Chirurgia generale e il 19 Aprile 1952 viene fondato alle Molinette il centro Blalock , dal nome del pioniere della medicina statunitense.
Grazie alla collaborazione con l’ingegner Salvatore Custodero, direttore della Sorin di Saluggia, nei primissimi anni ’60 viene prodotto il primo pacemaker in Europa https://www.ilmiogiornale.org/ricordo-dei-pionieri-che-hanno-aperto-la-strada-ai-trapianti/.
Nel 1963 durante una cena del Rotary in un ristorante della collina torinese conosce Roberto Bosio, titolare di una importante fabbrica che produceva per la FIAT pompe per i motori diesel https://rivistasavej.it/lung/2025/la-storia-dell-ingegner-roberto-bosio-il-padre-del-cuore-artificiale. Con lui, parallelamente alle ricerche sul trapianto che pochi anni più tardi verrà eseguito per la prima volta sull’uomo da Christian Barnard in Sud Africa, persegue il tentativo di sostituire il cuore con una pompa meccanica. Il figlio del Cavalier Bosio, Roberto, ingegnere 30enne, rimane affascinato dall'argomento e dalla sfida proposte dal cardiochirurgo, divenendo uno dei primi esperti di biomeccanica e bioingegneria cardiovascolare. A Castiglione Torinese, a fianco alle fabbriche, viene allestita una sala operatoria con annesso stabulario dove inizia una intensa attività di sperimentazione con la collaborazione di numerosi medici, chirurghi e tecnici tra i quali Giuseppe Venere, Antonio Grande, Gian Battista Panero, Luigi Borio Alluto, Pierino Fasano e Gino Lavista. Nel 1967 viene presentata la registrazione del primo brevetto italiano per pompa a comando fluidico per circolazione sanguigna artificiale – cuore artificiale (CEC), che però per motivi di autorizzazione da parte del Ministero della Sanità non poté mai essere impiantato in Italia; ma pochi anni dopo nel 1976 a Zurigo, Marko Turina sotto la guida di Ake Senning https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/014641/2010-08-30/, impiegherà il cuore di Actis Dato-Bosio come “bridge to recovery” in 6 pazienti non svezzabili dalla CEC. Devono trascorrere oltre 20 anni per avere le autorizzazioni all'impianto anche in Italia del cuore artificiale, che avviene quasi contemporaneamente a Pavia, a Bergamo e a Milano alla fine del 1987 e nei primi mesi del 1988 https://sites.google.com/site/actisdatog/in-the-news/ilprimocuoreartificialeitalianounacollaborazioneprofiquatrachirurghiedingegneri.
Grazie a lui sono effettuate le prime operazioni sulla valvola mitralica e i primi interventi di Bypass aorto-coronarico https://www.facebook.com/Ceraunavoltailcanavese/posts/rodallese-doc-il-professor-angelo-actis-dato-luminare-nella-cardiochirurgia-il-f/5599438830068318/.
Fu anche fondatore del primo centro di Emodinamica a Torino e della Società Italiana di Cardiochirurgia che inizialmente aveva sede presso il suo studio in via Genova, posto strategicamente difronte all’ingresso della Clinica Chirurgica dove operava.
Fu professore di Chirurgia Cardiaca e Toracica all’Università degli Studi di Torino e, dal 1971 al 1995, all’Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti https://www.carlobianchi.com/it/2023/08/25/eccoci-allottavo-capitolo-del-2023-in-pieno-boom-economico-allospedale-2/.
Fu ideatore di una serie di brevetti tra cui la sonda vascolare scambiatrice termica del 1964, ampiamente utilizzata in molti interventi cardiochirurgici di quegli anni; un defribillatore cardiaco a manovella del 1967, una valvola cardiaca con disco magnetico del 1976, il cordis auxilium per il trattamento dello shock cardiogeno del 1975 http://www.actismed.it/chisiamo.aspx#:~:text=Benvenuti%20in%20ActisMed%20Lo%20studio%20del%20Prof,i%20locali%20dello%20studio%20a%20scopo%20assistenziale..
In cinquant'anni di attività, Actis Dato ha eseguito circa 32 mila interventi di chirurgia toracica e vascolare, di cui 3600 in età pediatrica https://torino.repubblica.it/cronaca/2012/03/09/news/e_morto_angelo_actis_dato_pioniere_della_cardiochirurgia-31244073/.
Riconoscimenti medaglia d'oro al merito della sanità pubblica nel 2004 https://www.lastampa.it/torino/2012/03/09/news/addio-al-cardiochirurgo-actis-dato-br-1.36492179/. La Società Italiana di Chirurgia Cardiaca ha istituito un premio in suo ricordo, per il miglior lavoro scientifico prodotto da un giovane ricercatore https://www.quinewspisa.it/chirurgo-pisano-premiato.htm.
Opere Angelo Actis Dato, Cinquant'anni di Cardiochirurgia, Edizioni Minerva Medica, Torino 2002
Note
Collegamenti esterni
2011 Intervista Prof Angelo Actis Dato 2008 Intervista ad Actis Dato Angelo
Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Torino Categoria:Sepolti nel Cimitero monumentale di Torino Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Torino Italiani Categoria:Chirurghi italiani