Der Tiger - Viaggio all'inferno è un film tedesco-ceco antimilitarista diretto da Dennis Gansel. La produzione Amazon è uscita nelle sale il 18 settembre 2025.

Trama Febbraio 1943. La Wehrmacht, dopo la disastrosa offensiva di Stalingrado, si sta ritirando al di là del fiume Dnepr per salvare quello che rimane delle sue armate e fermare la rapida controffensiva sovietica. A difendere l'ultimo ponte integro sul fiume rimane un carro armato Pzkpfw VI "Tiger", comandato dal tenente Gerkens e dal suo equipaggio di veterani dell'Operazione Barbarossa: l'autista Helmut, il marconista Keilig, il cannoniere Weller e il nuovo caricatore Michel. Il loro compito è trattenere i sovietici fino alla mezzanotte, orario in cui i tedeschi faranno saltare in aria il ponte. La difesa permette a numerosi soldati di abbandonare il fronte, mentre il Tiger abbatte diversi T-34 sovietici e falcia la fanteria con la mitragliatrice coassiale. Mentre i suoi uomini chiedono al tenente di ritirarsi, Gerkens ordina di combattere fino a l'ultimo momento.

Appena prima della mezzanotte, il tenente Philip Gerkens ordina di ritirarsi sul ponte usando dei fumogeni come copertura per il Panzer, mentre degli IL-2 sovietici lo bersagliano con bombe incendiarie, causando seri danni e bruciando i soldati dentro.

Qualche giorno dopo, il tenente Gerkens torna dai suoi compagni con nuovi ordini: portare a termine l'Operazione Labirinto, una missione segreta che li porterà dietro le linee nemiche per salvare un amico e commilitone del tenente, il Maggiore Paul von Hardenburg. Il Tiger è danneggiato, ma può ancora operare, quindi dopo aver informato i soldati, l'equipaggio può partire. Durante la traversata della "terra di nessuno", il Panzer rimane bloccato in un campo minato, costringendo gli uomini a scendere e creare un corridoio di sicurezza facendo saltare manualmente una mina interrata. Il gruppo trascorre la notte nel bosco, chiedendosi come mai sia così importante salvare un singolo Maggiore dell'Esercito tedesco, in particolare visti i rischi che si corrono ad attraversare un territorio nemico nel bel mezzo di una ritirata. Il marconista Keillig incontra una trasmissione radio in latino della messa cattolica - eppure essendo in territorio di culto ortodosso.

Nel corso della conversazione, Michel parla di una ragazza Ucraina conosciuta poco tempo prima, che gli ha parlato di spiriti nei boschi e nei laghi di quella terra; il Tenente nota che gli orologi dell'equipaggio sono fermi dalla mezzanotte del giorno della ritirata. Contestualmente, al largo di uno stagno vengono scorsi diversi fuochi fatui.

La mattina successiva, il Tiger procede la sua marcia forzata verso il bunker del Maggiore von Hardenburg attraversando una linea di sbarramento composta da Cavalli di Frisia, ma incrocia una imboscata di corazzati sovietici ed è costretto ad arretrare a causa dell'enorme potenza di fuoco nemica. Per salvare l'equipaggio, il Tenente escogita un piano assai rischioso: sigillare tutti i boccaporti del Panzer e immergerlo nel fiume Dnepr, attendendo che la pattuglia nemica si allontani. Il piano ha effettivamente successo e il Tiger sopporta la pressione dell'acqua per diverse ore, prima di cominciare a cedere. Onde evitare di affogare, l'equipaggio è quindi costretto a portare il carro a riva, rischiando di esporlo al fuoco dei carri sovietici. Weller comincia a dubitare del giudizio del suo tenente, ritenendo le sue decisioni deleterie per la tenuta del carro e del gruppo.

Diverse ore dopo, il Tiger raggiunge un villaggio sotto occupazione tedesca, in cui le Waffen SS dell'Obersturmbannführer Krebs stanno effettuando un rastrellamento di rappresaglia. L'equipaggio, a corto di carburante, chiede aiuto ai compagni, mentre assiste inerme al massacro di decine di donne e bambini accusati di aver aiutato dei partigiani. Essi vengono chiusi in un fienile e dati alle fiamme. Il gruppo, ottenuto il carburante e scioccato da quegli avvenimenti, sceglie di trascorrere la notte nel carro fuori dal villaggio.

La mattina successiva, il Tiger sopraggiunge in una radura con un mulino a vento semi-distrutto. Il Tenente Gerkens, reso scettico dalla calma apparente, decide di avanzare con cautela. La sua decisione salva il Panzer da una cannonata diretta proveniente dal mulino, che rimbalza al suolo di fronte al muso del carro armato. Dalle rovine emerge un cacciacarri pesante sovietico SU-100, che si era nascosto sotto la paglia di un fienile per tendere una imboscata. Il Tiger subisce due colpi diretti, uno dei quali perfora la corazzatura laterale e ferisce mortalmente il marconista Keilig. L'armatura del SU-100 è troppo spessa per essere penetrata frontalmente, quindi il Tenente Weller lo attira dentro un cratere, facendo crollare il muso sul fondo ed esponendo la sottile corazzatura superiore per permettere al Panzer di distruggerlo.

Durante le riparazioni del Tiger, Michel nota con orrore che all'interno della carcassa del carro sovietico ci sono solo cadaveri carbonizzati da settimane. L'episodio sconvolge ulteriormente il gruppo, che prosegue la marcia verso il Bunker di von Hardenburg. Weller è esausto, scioccato dalla morte di Kellig e chiede un voto per sollevare Gerkens dal comando, che tuttavia fallisce. Le trasmissioni radio sono sempre la stessa messa in latino, ma con gridi di dolore dei civili massacrati nel villaggio prima.

Arrivati in prossimità di un bosco, la bussola di Gerkens comincia a comportarsi in maniera anomala, come se i campi magnetici fossero impazziti. L'equipaggio scende dal Tiger e prosegue a piedi nel bosco, rinvenendo i cadaveri di diversi Fallschirmjäger tedeschi caduti in azione. Si tratta, con molta probabilità, di un'altra squadra inviata a recuperare il Maggiore. Una volta giunti al bunker, il gruppo trova un gruppo di soldati tedeschi intenti a festeggiare ed ubriacarsi. Il Tenente Gerkens chiede di essere condotto dal Maggiore e viene portato nelle viscere del Bunker, che appare come un vero e proprio Labirinto di stanze e corridoi.

Il Maggiore von Hardenburg lo sta aspettando in un salone con una tavola imbandita, di fronte ad una fornace usata come focolare. Gerkens lo invita ad abbandonare immediatamente il bunker e mettersi in salvo, ma Paul non sembra avere fretta. Lo invita a sedersi e ripercorrere i mesi trascorsi insieme a Stalingrado, ricordando le atrocità che hanno dovuto compiere per ordine dei loro superiori. Tra questi c'è un episodio che li ha visti incendiare una fabbrica sovietica in cui si nascondevano centinaia di civili inermi. Gli ricorda di avergli presentato la donna che lo aveva infine sposato nel 1938 e dalla quale aveva avuto un figlio. Gerkens sembra soffrire al riaffiorare di quelle memorie e cerca di separarsene, imponendo nuovamente a Paul di andarsene da quell'inferno.

Paul tuttavia insiste, chiedendo all'amico di riflettere sulla follia di tutta la situazione; come avrebbe potuto un singolo carro armato caricare decine di militari per evacuarli? Per quale motivo gli orologi di tutti i membri dell'equipaggio si erano fermati? Cosa era successo all'equipaggio del carro armato nemico? Gli rivolge infine un avvertimento: "Raccogliamo quello che seminiamo".

Lentamente, Gerkens comincia a ricordare quanto era successo la mattina della ritirata sul ponte: aveva ricevuto un telegramma in cui veniva informato della morte di sua moglie e di suo figlio, rimasti uccisi in un bombardamento alleato in Amburgo. La notizia l'aveva sconvolto profondamente, compromettendo il suo giudizio. Paul gli rivela quindi che tutto ciò che era successo non era reale, ma un parto della mente dello stesso Gerkens e un modo che aveva trovato per affrontare le sue colpe.

Gerkens si risveglia nel Tiger sul ponte incendiato, che esplode a mezzanotte, portando il Panzer e il suo intero equipaggio alla morte nelle profondità del fiume. La ritirata è fallita.

Produzione Il Panzerkampfwagen VI "Tiger" era effettivamente sommergibile. A causa della sua massa, solo pochi ponti potevano sostenerlo, per cui fu progettato in modo da poter guadare quasi tutti i fiumi applicando dei sigilli ai boccaporti e ai periscopi. I tubi di scappamento erano inoltre smontabili e riassemblabili in un unico tubo più lungo in modo da farlo emergere e poter permettere il passaggio dell'aria nel motore sommerso.

L'avversario scelto nel film, il SU-100, non vide azione al fronte fino a gennaio 1945. È un anacronismo del periodo rappresentato, tra fine estate/autunno 1943.

Il film utilizza una replica di un carro armato Tiger, basata sul telaio di un carro armato T-55, con modifiche e oggetti di scena per l'aspetto autentico di un carro armato Panzer VI. Le differenze sono abbastanza evidenti nelle proporzioni della torretta rispetto alla base, che appare più stretta e con cingoli più piccoli.

Il sorprendente finale riprende un motivo narrativo introdotto nella letteratura attraverso testi come Un evento al ponte di Owl Creek e utilizzato anche in film come La scala di Jacob.

Critica La maggior parte dei critici loda la maestria tecnica (camera, produzione, messa in scena claustrofobica) e la forte performance corale; molti trovano convincente il focus di Gansel sul senso di colpa, la coscienza e la ristrettezza dell'armatura. I punti critici sono soprattutto la scelta della prospettiva (forte attenzione ai soldati tedeschi, le vittime dei crimini tedeschi sono trascurate), a volte prevedibili trucchi drammatici e ambivalenze morali nel trattare la dimensione storica. Le valutazioni variano da benevole/positive a piuttosto contenute/critiche.

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