Il Carnevale di Tufara è una delle più famose feste di Carnevale in Molise. Si tiene a Tufara, in Provincia di Campobasso, il Martedì Grasso. La maschera principale è il Diavolo.

Le maschere

Il Diavolo

È la maschera principale del Carnevale. È una maschera zoomorfa che veste pelli caprine (Dioniso si manifestava per la maggior parte delle volte sotto forma di capro). Dalla maschera nera, bianca e rossa esce una lunga lingua e dalla testa spuntano due orecchie, ottenute modellando pelle di capra, dalle quali pendono dei nastri colorati. Possiede un piccolo tridente.

I Folletti Indossano un abito monacale, di solito un saio francescano, e cercano di trattenere il diavolo in catene. Hanno la faccia sporca di carbone e portano delle catene sulle spalle.

La Morte Due maschere che precedono di qualche metro il Diavolo ed i Folletti. Sono vestiti di bianco e portano un fez rosso Hanno la faccia sporca di farina e portano una grossa falce, detta "o' falcione", il cui roteare evoca i gesti metodici, ripetitivi e decisi dei contadini al momento del raccolto: il canto di questi ultimi è sostituito da urla, grida e salti delle maschere.

Altre maschere Altre maschere sono "ri pisciatur (i pisciaturi)", che rappresentano i vizi e l'allegria del Carnevale che finiranno con la morte dello stesso (rappresentato da un fantoccio) e con l'avvento della Quaresima. Il Carnevale ha anche due genitori che tentano invano di difenderlo durante il processo per la sua condanna a morte.

Il rito Durante il pomeriggio il Diavolo esce da un'antica casa abbandonata e gira per la città, trascinato dai Folletti e seguito dalla Morte. La maschera zoomorfa si rotola, salta e fa acrobazie. Ogni tanto ferma i passanti e chiede loro un piccolo riscatto. Calate le tenebre le maschere raggiungono il Castello Longobardo dove una scanzonata giuria fattasi tentare dal Diavolo processa il Carnevale e lo condanna a morte nonostante la difesa tragicomica dei genitori. Così il fantoccio viene gettato dal Castello tra le braccia del Diavolo che lo porta via. Muore il pupazzo ma la madre del Carnevale, con in mano il filo del destino, conocchia e fuso, ha già pronto un altro neonato che darà continuità al rito.

Scambi culturali con maschere simili S'Urtzu e Sos Bardianos di Ula Tirso (2016); Urz di Jelsi (2016); Mamuthones di Mamoiada (2018); Su Maimulu di Gairo (2019); Bascaja di Busca (2019); Mucca e Toro di Tricarico (2019, 2020); Gl' Cierv di Castelnuovo al Volturno (2019, 2023); U Popoccij di Pietracatella (2019, 2020); Urs di Teana (2020); Cambas de Linna di Guspini (2023); Carnevale Europeo delle Maschere Zoomorfe (2023, 2024) Su Maimoni e Su Ingestusu di Tertenia (2024); Cucibocca di Montescaglioso (2024); Ru Brutt, Ri Biell e Santa Monna di Macchiagodena (2025); Pulcinella di Acerra (2025); Donna Zenobia di Macomer (2025); Sos Corriolos di Neoneli (2026); Pulgenella di Castiglione Messer Marino (2026).

Note

Categoria:Carnevale in Molise