La fabbrica sociale è un concetto sviluppato in Italia negli anni '60 per analizzare come le relazioni sociali capitaliste si fossero espanse oltre la sfera della produzione, estendendosi a quella della società nel suo complesso. Il marxista autonomista Mario Tronti, fu uno dei primi teorici a sviluppare l'idea nel secondo capitolo Fabbrica e società della sua opera Operai e capitale (1966). In questo testo, Tronti rielabora i concetti originariamente espressi nell'omonimo articolo scritto per la rivista Quaderni Rossi, in cui utilizzava la distinzione marxista tra plusvalore assoluto e relativo per spiegare come i processi tecnici e sociali della società tardo-capitalista si intrecciano, così che "l'intera società vive in funzione della fabbrica e la fabbrica estende il suo dominio esclusivo all'intera società".
Note
Bibliografia
Categoria:Estrema sinistra Categoria:Marxismo