Fu tra le prime persone transessuali a sottoporsi a un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso in Iran. L'intervento fu possibile con il permesso dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, il quale redasse una lettera, divenuta una fatwa, grazie alla quale la procedura ricevette una legittimazione religiosa e poté essere regolamentata nel sistema giuridico iraniano.
Biografia
Unica figlia di un proprietario terriero e della seconda delle sue otto mogli, alla nascita le fu assegnato il sesso maschile e fu registrata con il nome Fereydun. All'età di due anni si colorò il viso con del gesso per imitare il trucco; durante l'infanzia voleva indossare abiti femminili e usare giocattoli femminili. Da adolescente iniziò a frequentare le feste vestendosi come una ragazza. Ciononostante, quando dichiarò la propria identità di genere, sua madre non la accettò. Nonostante il primo caso documentato di riassegnazione chirurgica del sesso in Iran risalga al 24 ottobre 1930,Nel 1953 il quotidiano iraniano Ettela’at pubblicò un servizio sulla sedicenne Farideh Najafi, ricoverata in ospedale in vista di un intervento chirurgico volto alla riassegnazione del sesso. Secondo l'articolo, Najafi riferiva un’identificazione persistente con ruoli e comportamenti maschili e alcuni cambiamenti fisici, come l’abbassamento della voce. Si tratta di uno dei primi casi documentati nella stampa iraniana relativi a interventi di questo tipo; tuttavia, alla luce della terminologia e delle conoscenze mediche dell’epoca, non è possibile stabilire con certezza se il caso riguardasse una persona transessuale o intersessuale. negli anni Settanta non esisteva un percorso medico-legale per le persone transessuali; Molkara iniziò dunque ad assumere autonomamente degli ormoni femminili. Negli anni successivi visse brevemente a Londra, cercando risposte sulla propria identità di genere, momento in cui comprese di essere transessuale e non omosessuale.
Si arruolò volontariamente come infermiera durante la guerra Iran-Iraq.
L'attivismo Maryam Molkara dedicò gran parte della sua vita a informare le persone transessuali sui loro diritti, incoraggiandole a rivendicarli. Cercò e coltivò incessantemente il sostegno di persone influenti in grado di sostenere la causa, tra cui Farah Diba, con cui ebbe un colloquio nel 1974. Usò la propria casa a Karaj come luogo di supporto per persone transessuali, offrendo assistenza medica e consulenza legale; pagò in diverse occasioni la cauzione per liberare persone incarcerate, pur incorrendo in maltrattamenti e minacce.
Nel 1979, con l'avvento della rivoluzione iraniana Molkara fu licenziata dalla Islamic Republic of Iran Broadcasting. Fu picchiata, costretta a indossare abiti maschili e ad assumere ormoni maschili; fu anche detenuta in un ospedale psichiatrico e rilasciata grazie ai contatti con alcune personalità di spicco tra cui tra cui il futuro presidente dell'Iran Ali Akbar Hashemi Rafsanjani. Dovette, tuttavia, far crescere la barba e fasciare il seno per conformarsi alle regole imposte.
La fatwa di Khomeyni Nel 1963 l'ayatollah Ruhollah Khomeyni redasse il testo giuridico-religioso sciita Tahrir al-Vasileh (Tahrir al-Wasilah, in arabo).Vol. 2, p. 626 Khomeyini specificava che la chirurgia di riassegnazione del sesso non è proibita (haram) dalla legge islamica, e che le persone intersessuali o ermafrodite (khuntha) possono essere assegnate a uno dei due sessi. L'operazione non è obbligatoria (wajib), ma chi lo desidera ha ha il diritto di cambiare sesso.
A partire dal 1975, durante l'esilio in Iran, Khomeyni intrattenne una corrispondenza con Molkara, che gli chiedeva un parere religioso circa il cambiamento di genere e la possibilità di vivere come una donna. Ribadendo quanto scritto nel 1963, l'ayatollah non emise una fatwa specifica per le persone transessuali, ma le suggerì di proseguire la sua vita da donna e di perseguire il percorso medico per la riassegnazione di genere.
Pur registrando un passo in avanti nella sua causa, Maryam Molkara cercò, negli anni, un contatto diretto con l'ayatollah. Si recò a Parigi, con la speranza di incontrarlo, invano. Nel 1984 scrisse una lettera all'ufficio dell'Ayatollah, tramite il suo rappresentante Ayatollah Janati, la risposta ricevuta tuttavia non era soddisfacente, riferendosi ancora una volta alle persone intersessuali e non transessuali.
Nel 1983 si recò presso l'ufficio dell'Ayatollah, indossando un abito maschile, con in mano una copia del Corano e un paio di scarpe legate al collo a simboleggiare una richiesta di asilo, un richiamo allo spirito di Ashura. Fu inizialmente aggredita dalle guardie, che la scambiarono per un attentatore a causa del rigonfiamento del petto sviluppato dagli ormoni. Solo grazie all’intervento di Hassan Pasandide, fratello dell’ayatollah, fu lasciata entrare. In quel frangente Khomeyni consultò i suoi medici sulla differenza fra le persone ermafroditismo e transessualità. A
Molkara continuò la sua attività di pressione, presentando petizioni sull'urgenza di fornire assistenza medica alle persone transessuali, finché nel 1986, dopo averla incontrata, Khomeyni emise una fatwa ufficiale:Alipour, M. (2017). "Transgender Rights in Iran: Ayatollah Khomeini's Fatwa". Brill. [link]
La fatwa rappresentò una svolta decisiva: di fatto aprì al riconoscimento legale della chirurgia di riassegnazione del sesso e alle terapie ormonali per le persone transessuali in Iran, basandosi sulla giustificazione religiosa che l'anima aveva la priorità sul corpo.
Dopo la fatwa e con l’avanzare di strutture governative di supporto, Molkara collaborò con enti statali e religiosi per facilitare l’accesso alle cure e alle operazioni mediche per altre persone transessuali, compresi aiuti finanziari per la chirurgia.
Nel 2007 fondò l'Iranian Society to Support Individuals with Gender Identity Disorder (ISIGID), la prima organizzazione ufficiale per la tutela dei diritti dei transessuali in Iran.
Vita privata Le fu permesso di registrarsi ufficialmente come donna durante una cerimonia a cui presenziarono Rafsanjani e Khomeini, il quale le donò uno chador, che indossò regolarmente per il resto della sua vita. Maryam Khatoon Molkara si sottopose all'intervento chirurgico in Thailandia nel 2001 e si sposò con un funzionario governativo in una cerimonia tradizionale islamica (nikāḥ).
Morì per un infarto all'età di 62 anni e fu sepolta ad Abkenar.
Voci correlate Chirurgia di riassegnazione del sesso Terapia ormonale sostitutiva Identità di genere Ruhollah Khomeyni Shari'a Rivoluzione iraniana Guerra Iran-Iraq
Note
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