Anacoreta in un eremo (tutt'ora esistente), situato nel quartiere San Licandro di Messina che da esso prende il nome.
Biografia Santo quasi totalmente dimenticato in quanto in parte figura leggendaria e poco storicizzata. Nato secondo la tradizione in Italia centrale, dal 788 d.C fu monaco nella città di Messina, insieme ai seguaci Gregorio, Pietro, Demetrio ed Elisabetta, anch'essi santi.
Essi si stabilirono in delle grotte presenti in una valle a nord della città che oggi prende il nome proprio di San Licandro.
Secondo la tradizione, i corpi di San Nicandro e dei suoi compagni eremiti furono ritrovati alcuni anni dopo la loro morte, dando origine a un luogo di culto che divenne prima chiesa e poi monastero. Nel Medioevo il complesso attraversò varie fasi: da cenobio anacoretico a monastero, quindi grangia, fino a entrare nel XVI secolo nell’Ordine dei Basiliani, che diffusero ampiamente il culto di San Nicandro nell’Italia meridionale.
Nel 1611 (circa 800 anni dopo), dopo quella che secondo la leggenda fu una visione miracolosa, le reliquie dei santi furono nuovamente rinvenute e trasferite solennemente nel Monastero del Santissimo Salvatore a Messina, rilanciando il culto. Tuttavia, la storicità dei santi resta incerta: l’unica fonte sulla loro vita è un panegirico tardo e poco attendibile, probabilmente ricco di elementi leggendari.
Oggi dell’antico monastero, espropriato nel 1866, restano pochi elementi architettonici (finestre, portale e una cupola cinquecentesca, oltre alla forma della grotta) situati nell’area del torrente San Licandro, su proprietà privata.
Note