Biografia Francesco Neri nacque a Ferrara nel 1774 in una famiglia povera e perse i genitori in tenera età. Quando nel 1796 Ferrara fu occupata dall'Armata d'Italia rivoluzionaria, Neri chiese al suo comandante, il generale Napoleone Bonaparte, di potervisi arruolare e venne accettato. Fu distaccato nell'artiglieria e già l'11 settembre venne nominato sottotenente, diventando poi tenente il 7 luglio 1803..

Il 18 giugno 1806 venne nominato capitano in secondo e partecipò alla conquista del Regno di Napoli al comando del maresciallo Andrea Massena. Il generale Giuseppe Lechi mandò Neri ad occupare le isole Tremiti, dove, al comando di una piccola guarnigione, si distinse nel resistere agli attacchi della Royal Navy, rifiutando continuamente di arrendersi. Napoleone lo decorò con la Legion d'onore. Dal 1808 operò in Spagna, come comandante della 1ª compagnia di artiglieria a cavallo, inquadrato nella divisione di Domenico Pino. Si distinse nell'assedio di Roses, gestendo l'erezione delle batterie italiane e difendendole dall'attacco degli spagnoli, che vennero respinti dopo un sanguinoso combattimento corpo a corpo. Neri combatté con distinzione anche nella battaglia di Sant Celoni contro gli anglo-spagnoli, venendo decorato con la Corona ferrea e negli assedi di Gerona e di Hostalric. Il 13 marzo 1811 venne promosso capitano in primo.

Nel 1812 Neri divenne caposquadrone e partecipò alla campagna di Russia, distinguendosi durante la drammatica ritirata. L'anno successivo, inquadrato nella brigata di Carlo Zucchi, combatté nella campagna di Germania. Ebbe un ruolo importante nella battaglia di Lähn il 18 agosto 1813 quando, dalla posizione da lui scelta, contribuì a respingere i russi del generale Langéron attraverso proiettili a mitraglia. Per le sue gesta in Germania ricevette una nuova onorificenza, l'Ordine delle Due Sicilie da Gioacchino Murat e la promozione a colonnello. Dopo la battaglia di Lipsia, Neri venne richiamato in Italia per fronteggiare l'invasione austriaca. Operò in Valtellina e in Val Camonica e si distinse nella battaglia di Edolo, costringendo gli austriaci a ritirarsi nel Trentino e di nuovo a Ponte di Legno, nella difesa del passo del Tonale, rimanendo ferito... Sempre in Valtellina, nel gennaio 1814 venne posto al comando di una "brigata di osservazione" con il compito di difendere i passi verso il Tirolo e la Svizzera. In questo ruolo, ad aprile respinse un attacco del Canton Grigioni verso Chiavenna e dopo la convenzione di Mantova, Neri consegnò le aree sotto il suo comando al generale austriaco Joseph von Fölseis.

Caduto il Regno d'Italia, Neri si stabilì per alcuni mesi a Milano; poi tornò nella legazione di Ferrara, dove si unì alla nascente Carboneria. Nel marzo 1815 si pose al comando di un battaglione di volontari, composto quasi interamente da ex ufficiali dell'Esercito del Regno d'Italia, e il 3 aprile si unì a Bologna all'Esercito del Regno di Napoli per prendere parte alla nuova campagna contro l'Austria. Contribuì a porre d'assedio la fortezza di Ferrara, difesa dal generale Joseph von Lauer, e combatté nella battaglia di Occhiobello. Quando l'Esercito imperiale austriaco rioccupò Ferrara, la sua casa fu saccheggiata dai Cacciatori Tirolesi. Si distinse nella battaglia di Castel di Sangro e venne promosso a maresciallo di campo da Murat. Dopo la sconfitta definitiva del Re di Napoli, Neri si trasferì prima in Francia e poi si imbarcò per l'America per prendere parte alle guerre d'indipendenza ispanoamericane insieme ad altri ex ufficiali italiani, tra cui Carlo Castelli e Filippo Bonfanti. Morì infine di febbre gialla nell'isola di Saint Thomas, nel 1822.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Carbonari Categoria:Cavalieri della Legion d'onore Categoria:Commendatori dell'Ordine della Corona ferrea Categoria:Generali italiani delle guerre napoleoniche Categoria:Guerra austro-napoletana