La chiesa di Sant'Antonio Abate è un edificio di culto cattolico di Pievedizio, frazione del comune italiano di Mairano, in provincia e diocesi di Brescia. Sede parrocchiale, fa parte della zona pastorale della Bassa Occidentale.
Storia La fondazione della chiesa risale al XIV secolo, probabilmente per via dell'influsso da parte degli Antoniani, ed entro pochi anni divenne la parrocchiale del paese. Nel 1565 ricevette in visita pastorale il vescovo di Brescia Domenico Bollani, che segnalava la presenza della confraternita del Santissimo Sacramento e raccomandava la ricostruzione dell'edificio, in condizioni rovinose.
Nei primi anni del XVII secolo la chiesa fu riedificata, e fu consacrata dal vescovo Marino Zorzi il 30 aprile 1612. In quegli stessi anni fu costituita la confraternita del Santo Rosario, e durante il secolo risulta che la chiesa fosse dotata di tre altari: il maggiore, quello dedicato al Santissimo Sacramento (la cui pala, raffigurante l'Ultima cena, era opera di Grazio Cossali) e quello della Madonna del Rosario.
Il 30 settembre 1923 fu acquisito l'organo, realizzato dalla ditta Pedrini.
Sotto la guida del parroco Giuseppe Tavolazzi, si decise la ricostruzione della chiesa: i lavori, affidati alla ditta Paterlini di Brescia, iniziarono il 24 luglio e terminarono il 25 novembre, e poco dopo lo stesso Tavolazzi benedì la chiesa. Nel 1935 fu completato il nuovo campanile e fu conclusa la decorazione degli interni, affidata a Vittorio Trainini.
Negli anni '70 del XX secolo venne aggiunta una mensa eucaristica antistante l'altare maggiore e rivolta verso l'aula, secondo quanto stabilito dal Concilio Vaticano II; nel decennio successivo furono restaurate le superfici esterne, mentre all'inizio del XXI secolo fu la volta delle pareti interne.
Descrizione
Esterno L'edificio, orientato lungo l'asse est-ovest, presenta un corpo centrale rettangolare, chiuso sul lato orientale dal presbiterio, anch'esso quadrangolare, e dall'abside semicircolare.
La facciata presenta un corpo centrale leggermente avanzato ed è suddivisa in due registri: quello inferiore, delimitato da due lesene tuscaniche, presenta al centro il portale di accesso all'edificio, coronato da un timpano in marmo di Botticino, mentre quello superiore, dotato anch'esso di due lesene tuscaniche, presenta in posizione centrale un finestrone con arco a tutto sesto e balaustra. L'insieme è coronato da un frontone triangolare, dotato in sommità di una croce metallica.
Sul lato meridionale dell'edificio si erge il campanile, realizzato in laterizio.
Interno L'interno si presenta a navata unica, dotata di soffitto piano, quasi interamente coperto da un affresco raffigurante l'Assunzione di Maria, opera di Vittorio Trainini. L'ambiente è scandito da lesene composite, sorreggenti un cornicione leggermente aggettante.
I tre altari presenti nell'edificio provengono dalla chiesa seicentesca: in particolare l'altare maggiore, voluto dall'arciprete Andrea Bianchi, è realizzato ad intarsio di marmi policromi e madreperla, e presenta la pala, raffigurante la Vergine col Bambino, S. Antonio abate e S. Rocco, opera della scuola del Moretto.
Nel presbiterio, voltato a botte e terminante in un'abside semicircolare voltata a semi-cupola, trova posto anche la cantoria contenente l'organo Pedrini, realizzato per la vecchia chiesa nel 1923 e oggi posto sul lato sinistro dell'edificio.
Note
Collegamenti esterni
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