San Giovanni Battista è un dipinto di forma ovale () realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino intorno al 1644 e conservato presso la Pinacoteca nazionale di Bologna.
Storia
La prima menzione di questo dipinto si trova nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia. È registrato anche nel Libro dei conti:Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore dell'artista, Paolo Antonio Barbieri, dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. «Il dì 14 dicembre dall'Ill.mo Sig. Co. Ettore Gisilieri si è ricevuto dopie 20 di Spagna per il San Giovanni mezza figura Scudi 75.»
Il committente del dipinto fu il conte Ettore Ghisilieri (o Ghislieri), amante delle arti, che nel 1652 vestì l'abito monastico della Congregazione dei Padri filippini presso la chiesa di Santa Maria di Galliera a Bologna. La congregazione ottenne in seguito il permesso di edificare l'oratorio del proprio ordine: i lavori ebbero inizio nel 1723 e l'edificio fu consacrato il 13 agosto 1733 dal cardinale Prospero Lambertini, allora arcivescovo di Bologna.
Un paio d'anni più tardi il conte Ettore Ghisilieri commissionò al Guercino il pendant dell'opera, raffigurante San Giuseppe. Alla sua morte, avvenuta nel 1676, egli donò alla chiesa entrambi i dipinti insieme alle altre opere di sua proprietà. Le tele rimasero collocate nella sacrestia fino agli inizi del XVIII secolo, quando furono trasferite alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Descrizione e stile
Il dipinto raffigura san Giovanni Battista a mezza figura, isolato in primo piano entro una composizione di formato ovale. Il santo è rappresentato giovane, con il busto scoperto e il corpo leggermente inclinato in avanti, colto in un atteggiamento meditativo e raccolto. Con la mano destra egli indica il cartiglio recante la scritta «Ecce Agnus Dei», mentre con l'altra sostiene la sottile asta crucifera, tradizionale attributo iconografico del Battista. Sullo sfondo si apre un paesaggio appena accennato, dominato da un cielo crepuscolare e da pochi elementi naturali, che contribuiscono a creare un'atmosfera silenziosa e contemplativa.
Il San Giovanni Battista del 1644 si colloca nella prima fase del periodo tardo del Guercino, che secondo Denis Mahon comprende la seconda metà degli anni Trenta e la prima metà degli anni Quaranta. In questi anni l’artista sperimentò un linguaggio classicamente orientato, oscillando tra la possibilità di conservare un colorito potente e una fattura ampia e robusta, e l’esplorazione di una gamma cromatica più pallida, di tipo “pastello”, con una fattura più delicata, complessivamente più adatta al nuovo indirizzo; Mahon rileva inoltre come, intorno al 1640, il pittore fosse sempre più consapevole degli esiti raggiunti da Guido Reni in questa seconda direzione, pur senza una scelta definitiva immediata.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella Pinacoteca nazionale di Bologna Categoria:Dipinti su san Giovanni Battista